2 giorni a Chamonix, ai piedi del Monte Bianco, ospiti del brand Millet, per parlare di ghiacciai, sostenibilità, cambiamenti climatici e futuro del pianeta.

Un presstrip da incorniciare
Abbiamo trascorso due giorni incredibili a Chamonix in compagnia di altri 11 media insieme al marchio Millet. Un’occasione di vero confronto in cui il marchio francese con sede storica ad Annecy e base operativa sulle Alpi, ha svelato non solo le proprie strategie commerciali, ma il modo unico di interpretare e vivere la montagna. Oggi Millet è non solo uno dei principali marchi sportivi internazionali, con vocazione assoluta verso l’outdoor e la montagna, ma un’azienda che, grazie a dinamiche moderne e visione proiettata costantemente nel futuro, ha deciso di restare un marchio di montagna a tutto tondo, allargando l’offerta dall’alpinismo allo sci alpinismo e al trail running, con un’attenzione dichiarata verso la salvaguardia dei ghiacciai e del clima.

Millet in prima linea
Se la montagna, a causa dei recenti cambiamenti climatici ha subito una rapida evoluzione, Millet ha deciso una volta di più di essere parte attiva di questa trasformazione, evolvendo la propria offerta e le proprie dinamiche commerciali, senza perdere un solo grammo di quell’identità storica che l’ha resa inconfondibile, rafforzandola!

48 ore a Chamonix, anzi…meno
Cercando di incastrare due giorni di attività con i molteplici impegni dei giornalisti coinvolti, Millet è riuscita a gestire al meglio il presstrip, facendo vivere a tutti qualcosa di unico. Dodici giornalisti per un programma fitto, che ha avuto come principale protagonista la montagna. Chamonix si è dimostrata ancora una volta location perfetta. Millet, regista di tutto, ha cercato di lasciare a tutti i presenti un ricordo, ma soprattutto un insegnamento imprescindibile: “Rispettate l’ambiente e sarete ripagati, oggi, domani e per tutte le generazioni future”. Se tra tutti i presenti qualcuno si aspettava che si sarebbe parlato per due giorni di budget, investimenti, crescita economica, non ha purtroppo trovato pane per i suoi denti. Due giorni insieme a persone appassionate di montagna, parlando di ambiente, sostenibilità, visione e rispetto per il pianeta che ci accoglie…tutto qui!

Una nuova generazione in azienda
Durante la due giorni dedicata alla stampa, è stato motivo di grande orgoglio da parte della famiglia francese presentare ufficialmente alla stampa l’ingresso in azienda del giovane Sacha Millet. Ma facciamo un passo indietro nella storia del marchio, oramai ultracentenario.

…ma prima un po’ di storia
Millet nasce nel 1921 a Saint-Fons, vicino a Lione, con Marc e Hermance Millet, che iniziano a produrre semplici borse e sacche per la spesa, per venire incontro alle esigenze di massaie, casalinghe e non solo. L’azienda si trasferisce poi ad Annecy, tutt’ora sede degli headquarters, a dimostrazione dell’attaccamento indissolubile per le proprie radici. Poi, una naturale evoluzione, con una conseguente crescita, per arrivare ai giorni nostri con il marchio che conosciamo oggi.

2021, il grande ritorno
La storia più recente verso la riacquisizione diretta da parte della famiglia è un vero ritorno alle origini, Infatti nel 2021 Millet torna nelle mani della famiglia francese e Romain Millet, pronipote dei fondatori, diventa il quarto amministratore delegato nella storia dell’azienda, mentre il nipote Jean-Pierre Millet, chiude l’acquisizione. Poco tempo dopo entra in azienda anche il giovane Sacha, cugino di Romain.

Sacha Millet
Sacha ha una laurea in filosofia, ottenuta a Washington, e prima di affiancare Romain ha fatto una vera e propria gavetta in azienda, andando a ricoprire, sin dal suo primo ingresso, ruoli differenti in ogni reparto. Oggi Sacha è parte attiva nell’organico aziendale alla guida del marchio. Nei due giorni trascorsi insieme, ciò che è stata ampiamente apprezzata è l’attitudine umanistica del giovane Millet, sicuramente influenzata dagli studi filosofici negli Stati Uniti, ma con i piedi ben poggiati a terra nel valutare con attenzione assoluta, umanità certa e cognizione di causa le dinamiche aziendali. E oggi il suo percorso di studi conta ancora di più perché, a nostro modesto avviso, indica la direzione che l’azienda vuole prendere: non solo la massimizzazione dei profitti, ma una posizione chiara su ghiacciai, riscaldamento del pianeta e ruolo di un marchio che vive di montagna.
Alla Mer de Glace con il glaciologo
Dopo il nostro arrivo presso l’Hotel Les Aiglons, location perfetta per la due giorni, a un tiro di schioppo dal centro e dai principali impianti sciistici e turistici, siamo stati raggiunti da 3 componenti della Società Guide del Cervino, di cui Millet è da anni partner tecnico. Guide Alpine che, nel più puro spirito del brand francese che hanno a fianco, hanno introdotto in modo semplice l’argomento che da lì a breve saremmo andati a discutere con il glaciologo Jean-Baptiste Bosson, presidente di Marge Sauvage, ovvero la conservazione e la salvaguardia dei ghiacciai nel futuro più prossimo.

Le parole della scienza
Bosson ha raccontato con maestria e semplicità ciò che osserva sui ghiacciai anno dopo anno. Non solo come scienziato competente, ma come semplice essere umano. Ponendo l’accento sul fatto che ognuno di noi, se ama davvero la montagna, può fare la sua parte. Tutti insieme possiamo fare la differenza. Davanti a un ghiacciaio come la Mer de Glaces, raggiunto attraverso il trenino a cremagliera del Montenvers poco dopo, siamo rimasti tutti senza parole. Circa un’ora di cammino oltre l’arrivo del trenino, per raggiungere un punto particolarmente panoramico e ascoltare le parole allarmate di Bosson. Parole, numeri proiezioni che ci hanno profondamente ferito nell’animo. Mentre, poco sotto, la lingua finale e quasi agonizzante del ghiacciaio più famoso al mondo faceva da cornice.

La Mer de Glace in diretta live
Di fronte ad uno spettacolo così, in diretta live, il messaggio emerso dalle parole concitate del glaciologo francese è stato molto semplice: il futuro dei ghiacciai è una responsabilità condivisa e ce ne dobbiamo fare tutti carico. Alpinisti, semplici escursionisti, trekker evoluti o moderni trail runner, tutti possiamo fare qualcosa e non possiamo esimerci, perché è la Montagna, con la M maiuscola, che ce lo chiede! I numeri citati da Bosson sono allarmanti e meritano un’attenta riflessione ed una presa di coscienza severa. Giusto per dare due dati “allarmanti”, secondo Météo-France, nelle Alpi è già scomparsa più della metà del volume di ghiaccio presente nel 1900. Per avere un metodo di paragone più reale e definito, basti pensare che nei Pirenei resta circa il 10% dei ghiacciai di un secolo fa!

Millet, una presa di posizione molto chiara
Ciò che è chiaramente emerso durante il presstrip è che per Millet, essere un marchio di montagna oggi, impone presenza e azione a 360 gradi. Significa sostenere la montagna, come il clima e non solo equipaggiare chi la frequenta. Millet ha organizzato l’incontro con Bosson, tra i maggiori esponenti a livello internazionale, mettendo a nudo i problemi reali che la montagna oggi sta vivendo e rendendoci partecipi di tutto ciò.

La cena a Les Aiglons
Al rientro dalla Mer de Glace, la serata è proseguita presso il ristorante omonimo dell’hotel Les Aiglons insieme a Sacha e Romain Millet, perfetti padroni di casa. Terminata la parte dedicata alle interviste più classiche, le chiacchiere informali hanno avuto un giusto epilogo tra una portata e l’altra della cena, con i Millet protagonisti e perfetti narratori di episodi e aneddoti della storia del marchio.

Grazie Millet
Quello che a noi 12 giornalisti resta del viaggio? Beh, la risposta è semplice, Millet non è solo un nome di famiglia, è molto di più.




