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MILLET, quando lo sport diventa arte da indossare…

di - 06/03/2026

Millet
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MILLET, marchio francese con un secolo di storia verticale, entra nella stagione Primavera–Estate 2026 con una visione che supera la pura performance, dove l’abbigliamento tecnico diventa linguaggio identitario.

Correre e arrampicare con capi che raccontano qualcosa in più

La montagna resta il cuore del brand, ma l’abbigliamento tecnico diventa anche un linguaggio, un modo per esprimere identità. Per farlo, MILLET ha scelto di dare piena libertà creativa a due artisti, Benjamin Jeanjean e Cami Berni, invitandoli a reinterpretare l’immaginario dell’alpinismo attraverso il proprio segno. È un incontro tra arte e montagna che non rimane teorico: prende forma in capi reali, da indossare mentre si corre, si arrampica, si vive l’outdoor.

DUE SGUARDI ARTISTICI, UNA STESSA DIREZIONE

Jeanjean e Berni trasformano la montagna in un gesto visivo

Benjamin Jeanjean, illustratore e tatuatore dei Paesi Baschi, lavora con un tratto che ricorda le incisioni. Preciso, ironico, pieno di contrasti. Le sue grafiche per MILLET uniscono stambecchi alpini e smiley, Chamonix e cultura skate, tradizione e ribellione. Sono immagini che, anche quando le indossi per correre, ti fanno sentire parte di un immaginario più ampio, come se la montagna si portasse dietro un sorriso, un’ironia, un modo diverso di stare nel mondo outdoor.

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Cami Berni, tra altitudini e natura

Cami Berni arriva invece dalla serigrafia e dalle tecniche artigianali. Le sue illustrazioni raccontano storie di altitudini e nature dipinte. Nate da una conversazione con l’atleta MILLET Naïlé Meignan e dal monolite svizzero del Portalet, simbolo di verticalità e memoria. Le sue grafiche sono intime, poetiche, costruite attorno a un crisantemo, a una sagoma umana, a un gesto che cattura l’energia dell’arrampicata. Indossarle significa portare con sé un frammento di quella storia.

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La linea CIMAÏ: tecnica, funzionale, ispirata

Capi pensati per muoversi, ma che aggiungono qualcosa al gesto sportivo, ovvero…La linea CIMAÏ traduce queste visioni artistiche in prodotti concreti.

Rigorosamente Made in Europe

Le felpe, le t-shirt, i bra e i cappellini sono realizzati in Europa, con materiali biologici o tessuti tecnici, e mantengono la funzionalità necessaria per correre, arrampicare, stare in movimento. Ma la differenza sta nella sensazione che danno una volta indossati.

Jeanjean, la felpa per riscaldare la routine…

La felpa illustrata da Jeanjean, in cotone biologico, è calda e morbida, perfetta per il pre-run o per il recupero. Ha uno stambecco minimal sul petto e un logo esclusivo sulla manica, dettagli che trasformano un capo tecnico in un oggetto con un’identità.

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T-shirt multisport

La t-shirt da uomo, sempre firmata Jeanjean, ha un taglio ampio e stampe diverse fronte e retro: è pensata per l’arrampicata, ma funziona anche per chi vive il trail come cultura, non solo come allenamento.

Berni, la t-shirt al femminile

La t-shirt da donna illustrata da Berni porta sul petto un piccolo logo floreale e sulla schiena una grande illustrazione che racconta il legame tra Naïlé Meignan e la montagna. È un capo leggero, confortevole, che accompagna la corsa quotidiana con un’estetica più profonda.

Il bra tecnico

Il bra tecnico, con tessuto italiano e spalline incrociate, offre traspirabilità e sostegno, ma soprattutto un carattere visivo unico grazie alla stampa floreale all-over: non è solo un supporto, è un modo di sentirsi parte della storia raccontata dalla stilista attraverso i propri disegni.

Correre…con l’arte addosso

Per chi corre, l’abbigliamento è un’estensione del corpo. Quando indossi una felpa, una t-shirt o un bra che nascono da un gesto artistico, la sensazione cambia. Non stai solo scegliendo un capo tecnico: stai portando con te un simbolo, un tratto, un’idea. La corsa diventa più personale, più identitaria. La tecnica resta, ma viene arricchita da un’estetica che non è decorazione: è significato. E se mentri corri respiri tutto questo, il gesto stesso diventa più facile, perchè ti identifichi in qualcosa di più profondo, che trascende la trama del tessuto stesso. Un modo nuovo di vivere il movimento. Non solo performance, ma cultura outdoor. Non solo funzionalità, ma piacere di indossare qualcosa che racconta chi sei mentre ti muovi.

Una nuova via per MILLET

MILLET, una storia di un secolo e più da raccontare, non usa l’arte come ornamento, ma come linguaggio. Non disegna per vendere di più, ma per trasferire un messaggio vero, autentico, come la montagna insegna da sempre.

Un grazie agli artisti

Jeanjean e Berni non decorano i capi: li trasformano. E chi corre, chi arrampica, chi vive la montagna può finalmente indossare qualcosa che parla di sé, non solo della propria attività, quasi come un tatuaggio, mentre il tessuto diventa pelle. E tu corri, corri, corri…

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”