Mizuno Neo Zen, ma partiamo dalla 1…Quando Mizuno ha lanciato la prima Neo Zen, molti l’hanno considerata una scarpa “fuori dal coro”, eppure così “daily trainer” nel rendere altrettanto semplice, stabile e morbida l’azione di corsa. Una scarpa onesta, che ha trovato il suo pubblico proprio grazie a questa sincerità. Con la Neo Zen 2, Mizuno ha scelto di non cambiare direzione, ma semplicemente di allargare la platea dei suoi estimatori. Un po’ meno reattiva la seconda, ha preso dalla prima versione ciò che già funzionava, con un utilizzo di materiali che assecondassero di più le esigenze dei runner di oggi.


Mizuno Enerzy NXT, il vero cuore
Il cuore della scarpa è la nuova intersuola in Mizuno Enerzy NXT, una schiuma infusa di azoto che rappresenta l’evoluzione naturale dell’Enerzy tradizionale. In questa versione la mescola è sempre morbida, senza diventare cedevole. Personalmente non ho trovato grande differenza dalla versione 1, perchè ho trovato grande feeling di corsa con entrambe.



Alta, ma non troppo…
Lo stack di 40 mm al tallone ha offerto una protezione generosa, pensata per chi macina chilometri e vuole arrivare a fine corsa con le gambe ancora fresche. Il drop di 8 mm ha mantenuto un’impostazione classica, familiare a chi è abituato a un appoggio tradizionale. Nonostante il profilo alto, la scarpa non mi ha mai dato la sensazione di essere ingombrante e soprattutto instabile, rendendo l’azione di corsa sempre fluida e leggera. Indubbiamente, Mizuno ha lavorato molto sulla distribuzione delle masse e sulla geometria, e il risultato è stato una trainer voluminosa, che al piede viene percepita come una scarpa non di sicuro oversize.

Tomaia da 10 e lode
Per chi corre tanti chilometri, avere sempre il piede ben coccolato fa davvero la differenza, soprattutto in modelli come la Neo Zen 2, votati non alla performance esasperata ma alle corse quotidiane e a ritmi variati. Il mesh ingegnerizzato è morbido e discretamente traspirante, capace di adattarsi al piede senza perdere la struttura iniziale. La zona del collo ha introdotto un pannello leggermente elasticizzato che funziona molto bene, riducendo le micro pressioni sul collo del piede.

Tallone, meglio la 2!
Il tallone utilizza un heel counter interno più stabile rispetto alla prima versione, ma senza irrigidire la corsa. La sensazione è quella di un appoggio sicuro, che a me è piaciuto più della versione precedente. Tenete presente che ho i piedi piuttosto piatti e un minimo di supporto in più mi agevola sempre… Il collarino imbottito avvolge bene la caviglia e la linguetta elasticizzata è davvero una favola! Elasticizzata, ma non troppo, rimane ferma anche quando stringo i lacci con decisione per personalizzare al meglio la calzata, che è risultata regolare, con un volume medio adatto alla maggior parte dei runner. Sicuramente la tomaia elasticizzata favorisce di molto la personalizzazione della calzata in base a come si tirano i lacci. Se vuoi usarla da recovery la tieni bella morbida. Se vuoi correre più forte e hai un percorso con tante curve, allora basta tirare di più i lacci e il gioco è fatto!

Morbida, ma non molle…adoooro!
In corsa la Mizuno Neo Zen 2 ha confermato la sua identità. L’impatto al suolo è sempre molto morbido ma non molle, grazie alla densità decisamente azzeccata della tomaia. L’Enerzy NXT ha lavorato in modo progressivo, assorbendo l’impatto e accompagnando la fase di appoggio con una continuità che si è apprezzata soprattutto nelle uscite lunghe.
Rocker piacevole
La geometria Smooth Speed Assist guida la transizione tallone–avampiede senza forzare il movimento. La rullata è molto progressiva e non improvvisa come in altri modelli più esasperati con rocker più accentuati. La scarpa dà il meglio a ritmi lenti e medi, dove la combinazione tra stack alto e mescola “nitrogen infused” garantisce comfort e protezione. Quando ho provato ad accelerare, la risposta reattiva è comunque confermata a dimostrazione della bontà della mescola utilizzata per l’intersuola. Questo per dire che, piano o forte che si voglia correre, Mizuno Neo Zen 2 rimane una daily trainer pura, fedele al suo ruolo.
Suola che convince
La suola, prendo atto che il disegno è stato rivisto, conferma comunque un buon grip complessivo e si è dimostrato efficace anche sul bagnato, caratteristica non certo scontata per una trainer di questo tipo. Anche sui tratti di sterrato compatto (leggasi parchi cittadini…) Neo Zen 2 ha mantenuto una buona sicurezza, senza scivolare o perdere stabilità.

Piastra? No grazie!
La base di appoggio piuttosto larga e la densità dell’intersuola contribuiscono a una stabilità naturale, senza ricorrere a piastre o inserti. Si poteva pensare anche ad un apistra in materiale plastico che stabiulizzasse ulteriormente l’appoggio, ma sarebbe risultato superfluo. E’ la forma stessa della scarpa a mantenere il piede in asse. Questo aspetto rende la Neo Zen 2 una scelta interessante anche per runner che cercano stabilità senza voler passare a modelli strutturati e anche a me è piaciuta molto così!
Quindi?
Mizuno Neo Zen 2 è una scarpa piuttosto stabile, protettiva e soprattutto facile. Il suo miglior terreno di caccia sono i lunghi lenti, le recovery run e le giornate in cui si vuole uscire a correre semplicemente per il piacere di volerlo fare. Non è la scelta ideale per chi cerca reattività o leggerezza estrema, ma è perfetta per chi vuole una compagna solida, da tenere ai piedi anche tutto il giorno in versione sneaker evoluta. Una scarpa che a mio avviso ha reso semplici tutte le mie corse quotidiane, chilometro dopo chilometro.






