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Mizuno Wave Daichi 6 con suola Michelin, il nostro test

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Abbiamo testato in anteprima la nuova MIZUNO Wave Daichi 6, ottimo compromesso tra comfort e reattività con una particolare predilezione per terreni sconnessi, grazie all’ottima stabilità al grip garantito dal compound della suola Michelin Presa.

  • PREZZO AL PUBBLICO: 135€
  • PESO: 305 g (US9,5 Uomo)
  • Drop: 8 mm
  • stack height: 28/20 mm

LA PAROLA ALL’AZIENDA

Mizuno rinnova la propria collezione trail, lanciando la nuova Wave Daichi 6, con suola Michelin PRESA.

Ben bilanciata e versatile, è la scarpa ideale per correre lungo i sentieri outdoor, perfetta per lo spirito avventuriero dei trail runner.

Un nuovo progetto

La Wave Daichi 6 è stata completamente riprogettata rispetto alla precedente edizione, ed è ispirata ai sentieri di montagna più difficili.

È caratterizzata dalla suola in gomma Michelin PRESA per un grip impareggiabile, e da un sistema di calzata ergonomica che garantisce maggiore stabilità del piede durante la corsa. Grazie alla tecnologia Mizuno Wave, offre ammortizzazione e stabilità per un’adattabilità imbattibile anche sui terreni più difficili.

La suola Michelin Presa della Mizuno Wave Daichi 6

La suola in gomma Michelin presenta un design rinnovato dei dadi per fornire una migliore trazione e aderenza su tutte le superfici, oltre a prevenire intasamenti da detriti sui terreni particolarmente fangosi.

Un piede sempre ben protetto

L’EVA rigida sull’avampiede protegge l’area più sensibile della pianta del piede dagli elementi pericolosi lungo il percorso, mentre l’area tallonare è rinforzata per permettere frenate più agevoli durante le discese.

La tomaia è in Airmesh a doppio strato traspirante e resistente, e il puntale rinforzato protegge il piede da detriti e tagli durante il percorso.

DESIGN

Di solito non impazzisco per le colorazioni un po’ troppo sgargianti, soprattutto nei modelli di scarpe da trail running, ma devo proprio ammettere che la nuova Mizuno Daichi 6 arrivata in redazione, e che vedete in foto, mi piace molto. Scuba Blue/Snow White/Sulphur, sono questi i colori belli vivaci che si combinano perfettamente e fanno venire voglia di uscire a correre. Tomaia molto semplice, pochi fronzoli, tecnologia essenziale e particolari di ventilazione dell’airmesh ben in evidenza. Rinforzi su tutto il perimetro della scarpa applicati a caldo, e di cuciture… nemmeno l’ombra.

FINITURE

Impeccabili. La cura dei particolari in una scarpa da trail è fondamentale per assicurare una buona durata. A volte un punto di cucitura che salta fa sì che la calzatura si apra come una scatola di sardine in poco tempo. Correre off-road impone un elevato controllo della qualità di ogni singolo particolare, e Mizuno esce a testa alta.

CHIUSURA

Caratteristica che spesso viene sottovalutata e che invece può trasformare una calzatura da running in “best choice” oppure peggior schifezza. La Daichi 6 chiude il piede a meraviglia. L’avampiede è ben alloggiato, le dita trovano il giusto spazio, senza muoversi troppo, comfort e sicurezza negli appoggi sono garantiti. Mesopiede, arco plantare e collo del piede sono perfettamente chiusi da un sistema di allacciatura molto tradizionale, a cui si aggiunge una “chicca” apprezzata in altri modelli già testati, come la Nike Wildhorse, ovvero una fettuccia mobile in corrispondenza del secondo occhiello dall’alto, che chiude il piede partendo dall’inserzione tra tomaia e intersuola. Caratteristica che, soprattutto nei traversi, conferisce molta più stabilità e quindi maggior sicurezza negli appoggi! Altro punto a favore è il posizionamento degli occhielli piuttosto bassi verso i fianchi della tomaia, assicurando una chiusura molto avvolgente. Il contrafforte tallonare è perfetto, dà la giusta sicurezza, senza invadere la mobilità del tendine d’Achille. Il collarino non è troppo svasato in corrispondenza dei malleoli, ma questo non limita assolutamente la mobilità della caviglia, pur conferendo un ottimo supporto laterale.

IMPATTO INIZIALE

Appena calzata, l’ho trovata molto comoda, il piede è ben avvolto e protetto dalla tomaia, e il suo spazio vitale assolutamente rispettato. La prima uscita è stata fatta su di un percorso misto di circa 10k, suddivisi tra asfalto, strada bianca, prato e sentiero facile collinare. L’essere troppo comoda da subito non sempre è un punto a favore, perché dopo qualche chilometro la scarpa diventa quasi molle e perde sostegno, mentre la Daichi 6 nei sui primi 60 chilometri complessivi è stata una piacevole sorpresa, perché mantiene correttamente il piede, permette una rullata facile sia a bassi ritmi sia in camminata veloce o running più allegro, quindi vanta una buona polivalenza. Non mi ha dato l’idea di un modello che vuol far correre solo in massima spinta su meso e avampiede, permette infatti di procedere anche molto piano, camminata veloce, utilizzando abbondantemente l’ingresso di tallone, quindi è valida a differenti ritmi di corsa.

COMFORT

Nel trail non amo le scarpe eccessivamente comode, perché non mi danno mai sicurezza. Ne preferisco una un po’ più “duretta” e meno confortevole, ma che mantiene il piede come si deve, soprattutto su terreni sconnessi. La Daichi 6 è un ottimo compromesso: comoda di tomaia, garantisce un buon feeling con i terreni più accidentati, e indubbiamente la suola Michelin completa il cerchio. Se gli appoggi sono troppo incerti perché il grip della suola non è performante, il comfort “va a farsi benedire” dato che il piede appoggia in modo insicuro. La Daichi mi è piaciuta proprio perché contiene bene il piede, non perdendo le caratteristiche di una scarpa confortevole.

TRASPIRABILITA’

L’airmesh della tomaia coibenta il piede in modo adeguato anche nelle uscite un po’ fredde di fine febbraio. Indubbiamente è una scarpa che risulterà non troppo traspirante nei mesi più caldi, ma è un po’ lo scotto che si deve pagare con la Daichi 6. Un mesh troppo leggero garantirebbe certamente maggiore traspirabilità, ma al primo contatto con rocce o arbusti si strapperebbe facilmente. Personalmente preferisco una calzatura un po’ meno traspirante, ma che mi dia maggior supporto, anche a livello di tomaia.

GRIP E PROTEZIONE DAGLI URTI

Ottimo grip. La suola PRESA di Michelin, con disegno e compound derivato direttamente da uno degli pneumatici da MTB di Michelin, assicura buon grip sia in salita sia in discesa. La tacchettatura è presente lungo tutta la suola, 13 dadi davanti, 9 dietro e 2 al centro di quelli più grandi. 8 più piccoli, sempre nella parte anteriore, per garantire maggior grip soprattutto in salita. I tacchetti più grandi con forma quasi a freccia sono direzionali, in modo da ottimizzare ulteriormente l’aderenza. Molto utili quelli del retropiede/tallone che danno buona sicurezza negli appoggi in discesa, evitando spiacevoli scivoloni, pure su terreni piuttosto morbidi.

STABILITA’

La dimensione della suola è superiore rispetto all’ingombro della tomaia. Soprattutto nell’avampiede, la scampanatura evidente assicura buoni appoggi, dando un’ottima sensazione di solidità e aiutando non poco in fase di spinta. Anche il tallone è decisamente stabile, pur mantenendo un ingombro della suola piuttosto standard e non oversize come altri modelli (vedi Nike Trail 2 per esempio) grazie all’ottimo lavoro della tecnologia Foam Wave a due densità differenti, che stabilizza gli appoggi, senza indurire l’impatto al suolo.

SUOLA E CAPACITA’ DI AMMORTIZZAZIONE

La tacchettatura della suola Michelin Presa non è delle più dure (Michelin stessa assicura una durata intorno ai 600k), e questo è sinonimo di buon comfort, anche su terreni molto duri. Diciamo un buon compromesso tra stabilità, grip e comfort. L’azione combinata con la tecnologia Foam Wave assicura un efficace grado di ammortizzazione complessivo, soprattutto a ritmi lenti con ingresso di tallone.

La Mizuno Wave Daichi 6 è CONSIGLIATA PER

Ho usato la Daichi 6 su terreni molto diversi tra loro. Ho affrontato anche strade asfaltate e sono riuscito a farmi un’idea piuttosto precisa per un modello che ritengo perfetto su medie distanze. Non ha un’intersuola eccessivamente voluminosa, con uno stack height complessivo 28/20 mm, che assicura un buon compromesso tra risposta e comfort complessivo. Mi è piaciuta su terreni misti, e ne ho apprezzato la stabilità sullo sconnesso. Ottima per chi cerca una calzatura con buon grip. Dalla camminata veloce alla corsa intorno ai 5’/k, si è dimostrata sempre efficiente, versatile e adatta come calzatura da acquistare in alternativa a scarpe da strada tradizionali.

SUGGERIMENTO FINALE

Per i più curiosi, suggerisco il link qui sotto, che rimanda direttamente al sito ufficiale di Michelin e spiega in modo perfetto come Mizuno e Michelin abbiano lavorato in sinergia per sviluppare la nuova Daichi 6, presentando sul mercato un ottimo modello da trail running: LINK QUI!

emea.mizuno.com

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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