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Sulle tracce della Sibilla: storie, sentieri e magia dei monti Sibillini

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Da 4Outdoor Magazine #5  il racconto del progetto Magic Mountains, volto a valorizzare la cultura e il territorio dei Monti Sibillini.

“Da bambini abbiamo visto più volte le fate danzare sul pianoro al chiaro di luna. Non c’erano luci, le flebili fiammelle dietro le imposte non riuscivano a violare la notte. Non c’erano lampioni né fari di auto, il silenzio era rotto solo dai grilli e dall’abbaiare di qualche cane lontano. Quando dopo la guerra si sono spente le candele per cedere il posto alla luce elettrica, si sono spente anche le fate. Per loro ci volevano il buio e il camino acceso la notte.”

Il 25 settembre siamo arrivati a piedi a Capanna Ghezzi attraverso cinque percorsi di difficoltà diverse tra il Pian Perduto, la forcella di Vao e la valle San Lorenzo. Qui grandi e piccini hanno ascoltato a bocca aperta i racconti degli anziani locali, fusi con la storia di un angolo di Appennino al confine tra l’Umbria e le Marche.
Il parco Nazionale dei monti Sibillini, anche grazie alla presenza del mitico oracolo della Sibilla, ha attratto nei secoli antropologi, scrittori, artisti, poeti, maghi, cavalieri, negromanti. I Sibillini sono così diventati un luogo magico, dove l’uomo entra in contatto con l’ultraterreno.

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Il progetto

Magic Mountains è un progetto non-profit mirato alla valorizzazione del territorio dei Monti
Sibillini attraverso un tipo di turismo lento, esperienziale e sostenibile che coniuga la cultura, il misticismo e la storia di questo luogo, segnato dal sisma del 2016 prima e dalla pandemia poi.
Leonardo Bazzucchi, regista e autore del progetto sponsorizzato anche dal marchio di calzature Garmont, ha la missione di mettere a frutto le proprie competenze per apportare beneficio al suo territorio d’origine, usando gli strumenti digitali e le esperienze nella natura. Il progetto parte dallo storytelling con una docu-serie in sette episodi per portare alla luce racconti orali locali, miti e leggende di antichi cavalieri. La serie vuole raccontare i Sibillini dal punto di vista di “trekkers” contemporanei, che danno voce al loro legame emozionale con queste montagne.
Le Sibillini Experiences propongono invece attività culturali e di trekking nei sentieri del Parco, per valorizzare il territorio 365 giorni l’anno: la prima si è tenuta questo settembre.

L’evento

Dopo un pranzo a base di prodotti locali, l’antica capanna terremotata è diventata un palcoscenico
sostenibile per gli spettacoli di improvvisazione teatrale, musica dal vivo, recitazione e racconto delle leggende e delle tradizioni dei monti Sibillini, un luogo dove le fate esistono per chi le vuole vedere.
Stella Piccioni ha poi preso per mano il pubblico seduto sul prato, guidandolo in un viaggio tra le storie di donne e uomini che si sono innamorati dei Sibillini. Come lo studioso belga che parte alla ricerca della maga Sibilla controllando ogni pagina del manoscritto originale che gli fa da guida: in montagna non bisogna affrettarsi.
La musica non è mancata, con le note del duo jazz Dan Kinzelman e l’ascolto della colonna sonora della docu-serie, prodotta dall’artista turca Ekin Fil.

Lorenzo Alesi

Lorenzo Alesi viene da una famiglia di esploratori e avventurieri, fa lo sciatore di professione e cerca di
trasmettere la sua passione ai giovani collegandola al rispetto per la natura, così che “anche loro possano vedere ciò che abbiamo visto noi”.

Perchè hai deciso di partecipare al progetto?

“Ho deciso di partecipare alla docu-serie di Magic Mountains perchè per la prima volta si è potuto mettere in piedi una struttura che ha richiamato l’attenzione delle istituzioni e ha puntato i riflettori su questo territorio, con un focus sulla sostenibilità.
Sui Sibillini l’opportunità di realizzare un tipo di turismo lento e sostenibile è concreta: creare hub da nord a sud della catena, punti di noleggio di mountain-bike ed e-bike così che il turista possa attraversare l’intera catena pedalando, oltre che con il free-touring e lo skitouring d’inverno. Questi sport riconnettono le persone con la natura e fanno provare emozioni vere, in un territorio rimasto pressochè intatto. Questo è un valore, e bisogna fare in modo che sia visto sempre più come tale.
E poi c’è la mobilità sostenibile, la possibilità di dotare le strade di avvicinamento al parco con l’elettrico, le fonti rinnovabili già presenti all’interno del parco. Un altro elemento a favore del turismo “giusto” è il recupero delle case distrutte dal terremoto, per trasformarle in rifugi e dare alla gente la possibilità di fermarsi più di un giorno.”

Che ne pensi della magia e delle leggende di questo luogo?

I frequentatori dei Sibillini portano sempre dietro il legame con la Sibilla. Per me la cosa che rende particolarmente magico questo luogo è il gioco di luci che si crea in alcune stagioni. E’ difficile vederlo in altri luoghi del mondo. Poi ci sono i colori autunnali e la nebbia di Castelluccio, un fenomeno particolare che fa sembrare le montagne isole in mezzo a un mare di nebbia.
Il cambiamento climatico è una fenomeno che qui tocchiamo con mano ogni giorno, è molto più grave di quanto si dice e sta modificando la vita delle persone. Bisogna fare qualcosa per rallentarlo, visto che non si può fermare, per far vedere ai bambini di oggi e di domani un ghiacciaio o una montagna innevata.

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C’è un posto tra quelli che hai visto nel mondo che ti ricorda il tuo luogo di origine?

“Se c’è un posto che mi ricorda i Sibillini, quelle sono le isole Lofoten (in Norvegia, ndr). Sono luoghi simili per l’approccio e il dislivello delle salite: metti su le pelli e sali. Anche i giochi di luce, il taglio delle montagne e il profilo delle creste hanno qualcosa a che vedere.
Ma alle Lofoten si scia verso il mare, nei Sibillini no.”

 

A Capanna Ghezzi il 25 settembre aleggiava una domanda: “Ma allora è vero che nei monti Sibillini esistono le fate?”
Non possiamo rispondere, ma non è questo l’importante. Sta di fatto che il sole che scompariva dietro le montagne e la musica galleggiante nell’aria in una conca verde stretta fra fra le montagne rendevano indietro un po’ della magia che le fate dovevano sprigionare.

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