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New Balance SuperComp Elite v6: il test

di - 05/10/2026

New Balance SuperComp Elite v6
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Dopo la presentazione della SuperComp Elite v6 che trovate a questo link, passiamo finalmente dalla teoria alla strada. Dotata della rivoluzionaria schiuma Infinion, una piastra in carbonio più rigida e soltanto 190 grammi di peso, New Balance SuperComp Elite v6 è stata la vera mattatrice dei test di 4running di settembre e vi spieghiamo il perchè.

Misure vitali

Peso: 194 g (US 9.5 uomo)

Stack: 40/32 mm

Drop: 8 mm

Intersuola: Infinion

Tomaia: FANTOMFIT

New Balance SuperComp Elite v6

Condizioni del test

Abbiamo testato New Balance SuperComp Elite v6 in 6 uscite complessive, per un totale di ca.80 km. Secondo noi assolutamente sufficienti per dare un giudizio complessivo corretto. Non si tratta quindi di un test di durata, ma di efficienza del modello. Viste le premesse, abbiamo cercato di variare il più possibile la tipologia di andatura e la varietà del percorso, privilegiando comunque andature decisamente allegre.

New Balance SuperComp Elite v6

Le parole di New Balance

New Balance sintetizza la filosofia della v6 così: “Quando centinaia di ore di allenamento si comprimono in una manciata di secondi, ogni dettaglio diventa una scelta”. Parole che hanno trovato ampiamente conferma nella nostra prova sul campo. New Balance SuperComp Elite v6 sul piano tecnico promette una piastra con maggiore rigidità dell’avampiede rispetto alle versioni precedenti v5 e v4, e una propulsione più efficace sulla distanza della maratona. Un foam 100% schiuma Infinion ancora più leggero, con ammortizzazione migliorata e ritorno di energia superiore. Giusto per “spoilerare”…il tutto ha trovato ampia conferma nel test sul campo!

New Balance SuperComp Elite v6

Promessa mantenuta

La v6 abbandona il FuelCell e si propone come la scarpa più radicale della gamma per la maratona, più definita della v5. Nei precedenti test con v4 e v5, il materiale Fuelcell dell’intersuola ci aveva entusiasmato, ma con la v6 e il relativo Infinion di nuova concezione, la scarpa è risultata complessivamente ancora più reattiva.

New Balance SuperComp Elite v6

Design, materiali e finiture

La tomaia in mesh traslucido FANTOMFIT, è estremamente leggera e minimalista, con fitting “a guanto”. La suola è ultrasottile, punta a massimizzare il feeling con il terreno e conferma la volontà del brand nel mantenere un peso finale di soli 194 grammi. Le finiture sono assolutamente premium e dimostrano come si voglia rendere la v6 come qualcosa di estremamente curato in ogni piccolo dettaglio, esattamente come l’orientamento performance esige.

Geometria e dinamica

La differenza di altezza dal suolo è di 40 mm sotto al tallone su 32 sotto all’avampiede, con drop di 8 mm. A nostro avviso perfetto per una scarpa da strada “max performance” di questo livello. Si tenga presente che 40 millimetri corrispondono al massimo di stack consentito da World Athletics, che la rendono adatta e “autorizzata” nelle gare ufficiali in tutto il mondo.

Chiusura e alloggiamento

Il piede è perfettamente avvolto con la parte anteriore per le dita piuttosto stretta ed estremamente minimale, ma grazie alla trama del tessuto, molto ben strutturata. Contrafforte tallonare estremamente morbido e poco strutturato, ma perfetto per ospitare il piede nel migliore dei modi, senza creare alcun tipo di frizione. Collarino e linguetta, contengono e proteggono molto bene il piede, pur serrando bene i lacci non compare alcun punto di attrito, ma bisogna acquistare la taglia giusta. Trattandosi infatti di una race shoe, le dimensioni e l’abitabilità per i piedi sono ridotte all’osso e quindi l’acquisto necessita di particolare attenzione. A nostro avviso, a meno che non si sia davvero certi del numero esatto, suggeriamo l’acquisto in negozio e non on line.

Comfort dinamico

Già dalla prima uscita, la New Balance SuperComp Elite v6 ci ha soddsfatto. L’azione di corsa risulta estremamente facile e gli appoggi, per quanto l’Infinion dell’intersuola sia particolarmente morbido, risultano ben bilanciati ed efficaci. A patto ovviamente che si abbia una tecnica di corsa di livello e non si sia alle prime armi con le super critical foam e le piastre in carbonio, o arricchite al carbonio, integrate.

Trazione e comportamento della suola

Con la suola della nuova New Balance SuperComp Elite v6 il brand ha cercato in tutti i modi di rosicchiare grammi in eccesso. Suola decisamente minimale quindi, posizionata ovviamente nelle zone strategiche e allo stesso tempo estremamente efficace in fase di trazione. Un grip elevato ottenuto dalla perfetta sinergia tra la morbidezza del foam dell’intersuola e la suola vera e propria. Unico neo la stabilità in curva che non è eccezionale.

Stabilità naturale

Nella corsa rettilinea, con un buon sbilanciamento verso l’avampiede la scarpa è stabile, mentre se si decide un ingresso eccessivamente di tallone si possono avere problemi, perché il foam Infinion cede molto, pur rimanendo ad oggi tra i materiali più reattivi testati.

Protezione ed efficienza

In un modello come la New Balance SuperComp Elite v6 l’efficienza di corsa è conditio sine qua non, non se ne può proprio fare a meno. Dal nostro punto di vista risulta però più permissiva delle due versioni precedenti v4 e v5. Infinion, il materiale dell’intersuola, oltre ad essere a nostro avviso più reattivo del FuelCell usato nelle v4 e v5, risulta essere più stabile, rendendo questo modello adatto anche a runner un po’ meno esperti, ma comunque evoluti.

Consigliata per…

E veniamo al dunque… A chi è adatta la nuova New Balance SuperComp Elite v6? Si parla spesso di utilizzo delle scarpe con piastra in carbonio integrata e super critical foam dell’interuola, riservandone l’utilizzo a runner che stanno abbondantemente su ritmi al di sotto dei 4 minuti per ogni chilometro percorso. Noi vogliamo sbilanciarci un po’ suggerendo questo modello anche a runner più lenti, ma su distanze più corte. Chi si può permettere ritmi intorno ai 4’30” al chilometro può tranquillamente affrontare anche una mezza maratona con ai piedi le New Balance SuperComp Elite v6. Stesso discorso anche per la maratona ma si tratta di capire se si è in grado di gestire una corsa efficiente sino all’ultimo chilometro o quasi altrimenti si rischia di rovinare la gara e poi lamentarsi delle sberle in faccia dopo il 30esimo chilometro!

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”