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Osteopatia: prevenire è meglio che curare

Osteopatia. Quando andare a farsi trattare? Insieme a Simone Centemero, osteopata e triatleta long distance, ci spiega perchè è meglio prevenire.

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osteopatia

Insieme a Simone Centemero, grazie alla sua doppia veste di osteopata e triatleta long distance, scopriamo quanto sia utile prevenire piuttosto che curare nel campo dell’osteopatia.

 

Il runner e l’osteopatia

Forse non ce ne rendiamo conto, ma tutti noi runner, sottoponiamo il nostro corpo a ogni genere di tortura. Guardiamo alla performance, ma tendiamo a trascurare telaio, motore e tutte le spie di allarme del nostro cervello. Non c’è nulla di più sbagliato e ne siamo pienamente consapevoli. Siamo i primi a dare consigli saggi agli amici, ma quando si tratta di noi, è tutta un’altra cosa.

Sembra che saltare un allenamento, passare una bella giornata seduti sul divano possano distruggere la nostra vita e pregiudicare la nostra preparazione. Ricordiamoci che il rispetto di noi stessi è la base dell’allenamento. Così come il riposo e il saper collocare nel giusto ordine le priorità.

 

Prevenire è meglio che curare

La prima cosa che dobbiamo metterci in testa è che “prevenire è meglio che curare”, solo poi domandarci “in che modo”:

  • Poniamoci obiettivi proporzionati alle nostre possibilità, sia dal punto di vista fisico che personale,
  • Miriamo ad arrivarci per gradi, godendoceli e gioendo un passo alla volta.
  • Riponiamo massima cura nella scelta dei materiali e adeguiamola alle condizioni di allenamento.
  • Rispettiamo i segnali del nostro corpo.
  • Diamo priorità alle cose importanti della vita.
  • Capiamo, una volta per tutte, che la forma fisica, soprattutto per quanto riguarda lo sport amatoriale, è data dall’insieme di tutte queste cose.

 

Come raggiungere la forma fisica

Come faccio a gestire una corsa di endurance e a concentrarmi sullo sforzo fisico se sono assillato da altri pensieri, perché per allenarmi ho trascurato qualcosa di più importante? Come faccio a gestire la lunga preparazione di una competizione se dopo tre giorni di training ho un dolorino e inizio a trascurarlo? O, peggio, a mascherarlo con l’ausilio di farmaci, per non saltare gli allenamenti? Che senso ha seguire programmi di allenamento o nutrizionali rigidissimi che impongono di stravolgere completamente la propria esistenza?

È proprio considerando tutti questi aspetti che si raggiunge la forma fisica, utile al podista amatoriale, che deve giungere al traguardo con le gambe sì, ma anche con il cuore e con la testa e, soprattutto, con ancora un po’ di forze per riprendere subito dopo il solito tran tran della vita quotidiana. Tutto deve essere raggiunto con gradualità, perché è più bello e ce lo si può godere di più. In questo modo ci si tolgono le migliori soddisfazioni anche dal punto di vista della performance.

 

Il ricorso all’osteopatia

Abbiamo parlato di visione osteopatica per affrontare lo sport, ovvero di visione a 360 gradi per fare in modo di non trascurare nulla, perché la corsa possa essere una parte importante, ma non ingombrante, della nostra esistenza. Se qualcosa in questo processo s’inceppa, si ripercuote su tutto il meccanismo, vanificando i nostri sforzi e di conseguenza i nostri sogni. Ecco perché, tra i tanti aspetti che non dobbiamo trascurare nella nostra vita di corridori, c’è quello della cura, intesa come rispetto del nostro corpo.

Corro, nuoto e pedalo da sempre. Sono diventato osteopata, pur avendo già un’altra occupazione, proprio perché mi sono interessato alla materia dovendo risolvere un problema importante di salute. Ho subito diversi infortuni, più o meno gravi, così come sono passate dalle mie mani tantissime persone reduci da infortunio.

La mia esperienza, prima di paziente e poi di operatore, mi porta ad affermare senza ombra di dubbio che prevenire sia meglio di curare. Ecco perché mi sento di suggerire che sia più consigliabile vedere un osteopata quando si sta bene piuttosto che doverci ricorrere a causa di un infortunio.

 

Il trattamento osteopatico “preventivo”

Un trattamento osteopatico “preventivo” ci consente di approcciarci alla nostra attività con il fisico (e di conseguenza anche con la testa) nella sua condizione migliore, così da ridurre il più possibile la possibilità di incorrere in infortuni, soprattutto in quelli cosiddetti da sovraccarico funzionale. L’osteopata può infatti correggere tutte quelle disfunzioni che, pur non interferendo direttamente con il gesto atletico, possono condizionarlo e alla lunga portare all’infortunio. Frequentare periodicamente (ma senza esagerare!) lo studio dell’osteopata in fase di preparazione è utile sia prima dei grossi carichi, per affrontarli al meglio, sia dopo per consentire al nostro fisico il recupero che si merita.

Gli osteopati focalizzano il loro approccio su come lo scheletro, le articolazioni, i muscoli, i nervi, la circolazione, il tessuto connettivo e gli organi interni funzionano nella loro globalità. Un intervento così generale, ma ovviamente mirato e costruito ad hoc in base alle esigenze del paziente, consente il recupero dai carichi effettuati preparandolo a sostenerne altri in una condizione ottimale. Oltretutto l’osteopata è anche la figura indicata per suggerire esercizi individuali per fare i “compiti a casa” e mantenere più a lungo i benefici del trattamento, integrando così l’allenamento e scoraggiando eventuali recidive.

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