Il lancio del Free Wall Kit di Patagonia è stata l’occasione per l’azienda di lanciare una serie di cortometraggi che seguono i climber nei loro obiettivi sulle grandi pareti.
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Mentre gli atleti utilizzano tecniche e attrezzature avanzate, come il fix and follow e i portaledge ultraleggeri per scalare in libera le grandi pareti, quelle che un tempo erano spedizioni di più giorni si stanno trasformando in ambiziose scalate giornaliere. Il nuovo Free Wall Kit di Patagonia trasferisce questa etica del
riposo di alta qualità e dell’efficienza all’abbigliamento e agli accessori, garantendo un recupero ottimale lungo la via per un’arrampicata senza limiti.
Patagonia, gli ambassador in azione
Josh Wharton sulla Spider Web Wall
L’Ambassador Patagonia Josh Wharton, insieme al compagno di cordata Michael Larson e l’aiuto di Zack Smith, si è avventurato nelle Bighorn Mountains del Wyoming, alla ricerca di una sfida remota nell’entroterra. Sono riusciti a vivere un’esperienza alpina completa su Mixed Signals, una via di circa 300 metri con grado 5.13c, caratterizzata da brevi finestre di bel tempo e fessure piene d’erba.
Lor Sabourin su Daedalus
Quando l’Ambassador Patagonia Lor Sabourin si è recata nel “deserto alpino” dell’Arizona settentrionale per affrontare due classici, Dickel’s Delight (5.13c) e Daedalus (5.13+), sapeva che sarebbero state necessarie le migliori tattiche per gestire progetti multipitch così impegnativi. Questo ha previsto l’adozione di tecniche “hard”, come issare uno zaino o provare i passaggi chiave in solo toprope, e tattiche “soft”, come prendersi cura della propria resistenza mentale e sentirsi fortunati per il solo fatto di essere lì.
Dörte Pietron in Madagascar
L’Ambassador Patagonia Dörte Pietron e il suo partner, Daniel Gebel, hanno trovato in Madagascar alcune delle vie più belle, ma con le peggiori condizioni di sicurezza possibili. Dopo aver fallito più volte su diverse linee a causa di chiodi arrugginiti o di pessime disposizioni degli ancoraggi, si innamorano di Lalan’i Mpanjaka (8a+/5.13c). Il nome in malgascio significa “la linea del re”, e la coppia ha fatto di tutto per assicurarsi le migliori possibilità di successo sul granito affilato e sui movimenti impeccabili che caratterizzano questo muro di 11 tiri e 600 metri.

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