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Civetta, prima libera integrale del Pilastro Renato per Alessandro Baù e Nicola Tondini

di - 10/09/2026

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Le due guide alpine hanno completato la prima salita in libera di “Pilastro Renato” (670 m, IX+, 17 tiri), impegnativa via sulla parete Nord-Ovest del Civetta. Un progetto nato tre estati fa e arrivato ora al suo capitolo conclusivo.

Tra il 22 e il 23 luglio 2026, le guide alpine Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno portato a termine la prima salita in libera di “Pilastro Renato” (670 m, IX+, 17 tiri), via aperta dal basso e senza spit sulla parete Nord-Ovest del Civetta tra le estati 2024 e 2025. L’itinerario è dedicato alla memoria di Renato De Zordo, storico gestore del Rifugio Coldai scomparso la scorsa estate.

L’impresa è stata realizzata in stile “team free”, con ogni tiro affrontato in libera sia dal capocordata sia dal secondo. Nel luglio 2025 i due alpinisti avevano completato l’apertura arrivando in cima, raggiungendo un traguardo fondamentale ma lasciando ancora aperto il progetto: mancava infatti la rotpunkt integrale di tutti i tiri.

Tornare sulla parete nell’estate 2026 per completare la libera integrale ha quindi rappresentato la conclusione naturale di un percorso iniziato anni prima, portando a compimento l’idea originaria alla base della via.

Pilastro Renato al Civetta

La libera integrale di “Pilastro Renato”

Il capitolo conclusivo della storia è iniziato la mattina del 22 luglio, quando i due alpinisti hanno lasciato alle prime luci del giorno il Rifugio Tissi, dirigendosi verso l’attacco della parete. L’aria gelida ha accompagnato l’avvicinamento, creando condizioni favorevoli con roccia asciutta e ottima aderenza.

I primi sette tiri, fino al VI+, sono stati superati senza particolari difficoltà. Dall’ottavo, però, la via ha cambiato decisamente ritmo, con una fessura di VIII- da proteggere interamente con friend.

Il passaggio successivo ha portato i due sotto il muro giallo del nono tiro (IX+), una lunghezza complessa ed esposta, caratterizzata da run-out aerei. Durante l’apertura, quella sezione era sembrata particolarmente difficile da affrontare senza l’utilizzo di spit. Tondini ha superato il tiro da primo al primo tentativo, posizionando i rinvii, seguito poi da Baù da secondo.

Sul decimo tiro (VIII+), Tondini è incappato poco dopo in un volo, risolto però al secondo tentativo.

Il comando è quindi passato a Baù sull’undicesimo tiro (IX), un diedro seguito da 15 metri di fessura su roccia compatta. Anche questa lunghezza viene superata al primo tentativo da primo e poi scalata in libera da Tondini da secondo.

Pilastro Renato al Civetta

Prima del calare della sera, l’alpinista padovano ha affrontato la prima parte del dodicesimo tiro, uno dei due passaggi chiave della via, gradato IX+ e affrontato in artificiale durante l’apertura. L’obiettivo era riguardare i movimenti in vista del tentativo decisivo.

La notte è trascorsa in portaledge. La mattina del 23 luglio, con appena quattro gradi in parete, i due alpinisti si sono concentrati sul tiro chiave. Tondini, partito inizialmente per una ricognizione, è riuscito a chiudere la lunghezza al primo tentativo.

A quel punto, fiduciosi nel risultato, i due hanno smontato il portaledge. Toccava a Baù. L’obiettivo era arrivare in cima potendo stringersi la mano dopo aver superato entrambi da primi quel passaggio decisivo, che, così come il nono tiro, avevano aperto dividendosi la lunghezza a metà.

Baù è stato fermato sul crux dalla rottura di un appiglio. Dopo una breve pausa ha però ripreso la scalata, riuscendo a chiudere la lunghezza al secondo giro e completando così la libera integrale.

Dalla sezione chiave alla vetta restavano quattro tiri, tutti saliti dalla cordata al primo tentativo.

Pilastro Renato al Civetta

Dal sogno alla realtà: come è nata la via “Pilastro Renato”

Quella di “Pilastro Renato” è una storia iniziata molto prima della salita del 2026. Il primo capitolo risale infatti al 2009, quando Nicola Tondini e Alessandro Baù iniziano a valutare la possibilità di aprire una nuova via sulla parete Nord-Ovest del Civetta.

All’epoca i due individuano la sezione sinistra della parete, ma la ritengono difficilmente affrontabile senza spit. Decidono così di spostare l’attenzione su Punta Tissi, dove nascerà in seguito “Colonne d’Ercole”.

L’idea rimane per anni un sogno, fino a un pomeriggio di fine estate del 2023, quando una luce trasversale permette a Tondini di individuare quello che diventerà l’itinerario. L’intuizione viene immediatamente condivisa da Baù, ma resta ancora per un altro anno in sospeso, prima che finalmente la trasformino in un progetto concreto.

Alessandro Baù e Nicola Tondini

L’apertura dal basso e senza spit

Nel luglio 2024 prende il via l’apertura dal basso e senza spit. Dopo aver superato i primi otto tiri, i due affrontano il nono dividendosi la lunghezza a metà e proseguono poi sul decimo e sull’undicesimo tiro. Le protezioni diventano però insufficienti, mentre le energie e i chiodi iniziano a scarseggiare. La cordata è quindi costretta a fermarsi.

Nel luglio 2025 Tondini e Baù tornano in parete insieme ad Alessandro Beber. I primi undici tiri li superano rapidamente, prima di arrivare al dodicesimo. Qui i due decidono di seguire una linea leggermente più a destra: Tondini apre la prima parte, mentre Baù, dopo un volo di dieci metri, completa il tiro ricorrendo anche a tre metri di artificiale, viste le precarie possibilità di protezione.

Un temporale li costringe a interrompere nuovamente il progetto. A fine luglio, però, Baù e Tondini tornano sulla parete, ripartendo ancora una volta dal basso, e completano gli ultimi cinque tiri fino alla cima.

Durante la discesa arriva una telefonata del gestore del Rifugio Tissi, che informa i due della scomparsa di Renato De Zordo, per 45 anni storico custode del Rifugio Coldai insieme alla moglie Enza. Una notizia che darà un nome e un significato ancora più profondo alla via appena completata.

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.