Premantura, last but not least

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Appena arrivate nel campeggio di Stupice, siamo subito entrate in azione e, dal momento che c’era vento, mentre Roberta, Cristina ed Amelia preparavano i loro sup gonfiabili, Livia non ha potuto resistere ed ha fatto un po’ di windsurf.

Calato il vento, le ondine erano ancora formate e con Roberta, leader del gruppo, c’è stato il primo ingresso in acqua dove grazie alla trasparenza abbiamo visto una moltitudine di ricci di mare.

Stiamo parlando di ondine ideali per i beginners, quelle che servono ad accendere la fiamma della curiosità e dell’ adrenalina che portano a voler raggiungere nuovi obiettivi con il sup. Roberta certamente non si fermerà a quest’esperienza.

Riunito il gruppo con Cristina ed Amelia, è iniziato il nostro viaggio in SUP; il nostro è un gruppo eterogeneo che si è fatto ammaliare dal fascino del sup, quello che consideriamo uno sport, ma anche un mezzo di trasporto per poter raggiungere angoli che normalmente non sono raggiungibili.

Non sembra, ma le distanze tra un’isola e l’altra non sono brevi: raggiungere le varie isole può essere complicato e faticoso per via di una forte corrente e di un vento termico che può sorprendere durante l’arco della giornata. La fatica però non ci spaventa e grazie ad un buon allenamento abbiamo raggiunti i nostri obiettivi e ci siamo divertite.

Il mare è pulitissimo e non sono mancati incontri, per fortuna non ravvicinati, che testimoniano la qualità dell’acqua:

Attenzione quindi alle meduse, anche se la trasparenza è tale che non è possibile non vederle.

Alla sera ci siamo accampate in una piazzola vista mare e ci siamo godute il sorgere della luna:

Alla mattina la colazione in paese al surf bar , dove oltre alla simpatia dei ragazzi che vi lavorano, si gusta un caffè davvero buono circondati da arredamento surfistico.

Colazione fatta, si riprende con il sup: Livia dal campeggio di Stupice ha raggiunto una delle isole più distanti , Fenera, sfidando la corrente, e dove si trova una struttura piramidale che indica, assieme ad altre, che ci si trova al 45° parallelo: siamo a metà strada tra il polo nord e l’equatore.

L’isola è meravigliosa, caratterizzata dalla presenza della pietra istriana ed acqua cristallina.

È molto difficile che ci sia qualcuno che non conosca questo posto, in ogni caso, un’esperienza in un posto così bello, in un periodo in cui non c’è tanto turismo, va condivisa.

È uno spot per le waterwomen ed i watermen: moltissimi sono i centri di noleggio attrezzatura per sup, windsurf ed ovviamente non mancano i foil, anche se con un fondale così roccioso ed una profondità a tratti variabile lo si consiglia ai più esperti.

Il nostro ultimo fine settimana estivo si è concluso, ma non l’ultimo in attesa della primavera … stay tuned.

 

TESTO E FOTO DI Livia Cornelio

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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