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REPORT LOST MILLS DI ERIKA BARAUSSE

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Per il quinto anno di fila, nel weekend del corpus domini, che è festivo per i tedeschi, si è tenuta quella che oramai è considerata la gara europea di SUP più importante a livello internazionale: la Lost Mills!
La gara si disputa nel lago artificiale di Brombach, ovvero creato il lago costruito dal signor Brombach, il signore anziano che vedete nella foto qui sotto, patron dell’evento.

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Il format è stato quello degli scorsi anni: sprint di 200 metri da punto a punto il Venerdì, Long Distance di 18 chilometri il Sabato.

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La sprint decreta storicamente il più veloce e la più veloce paddler dell’anno (the fastest paddler of the year). La sfida lanciata dagli organizzatori era quella di battere il record di Danny Ching che nel 2014 coprì la distanza in 47 secondi! Dei blocchi in partenza e l’utilizzo di chip sul pettorale per misurare il tempo esatto all’arrivo a rendere la gara più professionale possibile. Le classificazioni previste al mattino, sono state spostate nel pomeriggio (neanche i tedeschi sono velocissimi nella fase di registrazione!). Altra sorpresa, allo skipper meeting sono cambiate le regole previste nel bando di regata per la classificazione: non è più bastato stare sotto il minuto e 30 secondi. Si sono classificati solo i primi 20 uomini e le prime 10 donne.
Manca per un soffio la classificazione Erika Barausse, nessuna italiana in finale; sono invece classificati gli italiani Leonard Nika, Davide Ionico e Paolo Marconi.

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Alla fine della giornata, Danny Ching continua a mantenere il suo record. Connor Baxter vince la sprint con 53″ tra gli uomini, Seychelles Hatting tra le donne; il primo °degli italiani è Leonard Nika al 16° posto.
Particolare scalpore ha suscitato la tavola usata da Connor Baxter (nella foto): una starboard sprint larga solo 21 pollici. Mai si era vista una tavola così stretta ma allo stesso tempo stabile!

Foto4

Ma il grande evento ha avuto luogo il Sabato, quando agli 80 atleti della sprint si sono aggiunti un altro centinaio di paddler per coprire i 18 km della long distance. Tra loro alcuni nomi noti, ma non troppi, da Connor Baxter, Leonard Nika, Titouan Puyo e Jake Jensen tra gli uomini a Sonni Hönscheid, Fiona Wylde, April Zilg e Laura Quetglas tra le donne. Molte le presenze di hawaiani, tahitiani ed australiani in cerca di emergere a livello internazionale. Tracciato cambiato per quest’anno: non più un percorso nel lago principale, bensì tre giri di 6 chilometri in un lago più piccolo. Anche qui le sorprese non sono mancate: la gara era prevista per le 14.00 ma un primo meeting è stato fissato alle 8.30 per un possibile anticipo legato a previsioni meteo avverse. Ma ancor più scalpore e qualche malumore ha sollevato la decisione del race director, Rami Zur, di introdurre, contro quanto dichiarato fino al giorno prima, la scorsa in spiaggia tra i giri 1/2 e 2/3.

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Prima sono partiti gli uomini, dopo qualche minuto le donne ed infine gli amatori che hanno percorso un solo giro. I chilometri si sono rivelati 19, molto combattuti, soprattutto tra gli uomini: nei primi 2 minuti e mezzo sono arrivati ben 20 dei 125 uomini; tra i primi venti tre gli italiani: Leonard Nika con un fantastico 5° posto, Martino Rogai 15° e Davide Ionico 16°. Nessuna italiana tra le prime 10 donne. Vanno comunque menzionati tutti gli italiani presenti a questa importantissima gara: Leonard Nika, Martino Rogai, Filippo Mingrelli, Federico Esposito, Gabriele Galeazzi, Matteo Baleani, Duccio Lazzerini, Leonardo Toso, Davide Ionico, Giorgio Magi e Paolo Marconi; tra le donne: Erika Barausse, Chiara Nordio.

Foto6La Italo spagnolo compagna di Paolo Marconi, Susak Molinero è arrivata decima.
Supracer ha tenuto un live streaming della finale sprint e della long distance. Le potete trovare su Facebook per rivedere i vostri campioni!

Foto courtesy Erika Barausse

Testo di Erika Barausse con revisione Redazionale

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