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Skyclimb Mezzalama by Dynafit. Il format estivo

Il Trofeo Mezzalama, storia vivente dello sci alpinismo moderno, si toglie gli sci e ritorna d’estate in un'edizione del tutto inedita

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ph. Davide Verthuy

 

Dal numero #05 di 4running a cura di Tatiana Locatelli | foto: courtesy Fondazione Mezzalama

 

SkyClimb Mezzalama by Dynafit è una gara che mancava nel panorama Skyrace mondiale. Dalla partenza presso il piccolo abitato di Saint Jacques nel comune di Ayas, una corsa a fil di cielo sino ai 4.226 metri della cima del Castore.

Un percorso definito altamente tecnico, impegnativo e selettivo, esattamente come avviene per l’edizione invernale. Una gara non per tutti. Oltre 25 chilometri di sviluppo metrico complessivo, con 2.533 metri di dislivello positivo e oltre 5.000 di dislivello totale. Numeri che hanno messo a dura prova, anzi durissima, le coppie presenti per questa edizione zero. 

 

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ph.Davide Verthuy

 

Le parole di Adriano Favre, organizzatore dell’evento

“La caratteristica principale della SkyClimb Mezzalama è quella per cui le squadre si devono confrontare su di un terreno alpinistico e in alta quota, sino a giungere sulla vetta del Castore, lungo la parete Ovest. Tutti lo conoscono per le immagini del Trofeo Mezzalama invernale, dove le pattuglie salgono con ramponi ai piedi e sci nello zaino. 

Le squadre utilizzano gli stessi strumenti, corda, imbraghi e ramponi, ma questa volta non hanno gli sci nello zaino. Il vero valore di queste competizioni è che ti fanno sudare dal primo all’ultimo metro, che ogni atleta si guadagna con grinta e tenacia!”.

 

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ph. Davide Verthuy

 

… quasi 90 anni! 

Il Trofeo Mezzalama, la famosa maratona dei ghiacci più alta delle Alpi, corsa sugli sci in cordate da 3 concorrenti, nata nel 1933 e riproposta in chiave moderna nel 1997, è sempre stata la gara che porto nel cuore. 

È la competizione che mi ha dato lo stimolo per iniziare ad allenarmi e che mi ha spronato a migliorare di anno in anno. Dopo l’annullamento a causa della pandemia dell’edizione invernale, non potevo rinunciare a quella estiva. Il format inedito della Skyclimb Mezzalama – by Dynafit è stato quindi l’occasione per tornare sul tracciato invernale, ma senza sci.

 

Skyclimb Mezzalama – by Dynafit. Il format estivo 

La fondazione organizzatrice, visto l’annullamento dell’edizione 2021, si è riproposta con una manifestazione tutta nuova e altrettanto spettacolare: la Skyclimb Mezzalama, programmata per il 28 agosto in cordate da 2 concorrenti. Un’occasione per dimenticare i mesi difficili dell’emergenza sanitaria e ripartire con nuovo entusiasmo, senza dover attendere il 2023 (la competizione invernale infatti si svolge ogni 2 anni).

 

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ph. Giorgio Neyroz

 

La telefonata di Claudia 

A circa una settimana dal comunicato che ne annunciava lo svolgimento, ricevo un messaggio da Claudia che mi chiede di correrla insieme. Claudia è una ragazza di 45 anni che abita a Zermatt, località svizzera collegata a Cervinia attraverso le piste da sci. Ci siamo infatti conosciute proprio sulle piste del nostro comprensorio, e la passione comune per la montagna e per la fatica ci ha nel tempo unite. Ci vediamo esclusivamente per gli allenamenti e durante le competizioni, si tratta quindi di un’amicizia anomala, ma comunque non meno importante.

 

Complicità necessaria 

Quando si corre in squadra, infatti, è necessario essere complici e riuscire a capire e aiutare, ove possibile, l’altra persona. 

Non meno importante è scegliere una compagna seria con la quale impegnarsi, che tiene quanto te all’evento e dedica il suo tempo alla preparazione nel migliore dei modi. Questo è un aspetto per me fondamentale in quanto, non essendo professioniste, i momenti ritagliati alla vita quotidiana sono preziosi e vanno sfruttati al meglio, pensando alla squadra.

 

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ph. Giorgio Neyroz

 

La squadra è fatta 

Decidiamo così di partecipare insieme all’edizione zero di questa Skyclimb Mezzalama. Tante incognite, miste a curiosità, senza dimenticare la voglia di fare bene e portare a casa un buon risultato. Un’estate davvero intensa per me, piena di impegni lavorativi che caratterizzano la bella stagione, mi ha fatto arrivare a ridosso dell’evento piuttosto stanca, ma comunque carica. In gara l’atmosfera che si respira è sempre emozionante ed è fantastico ritrovare tutte le facce amiche conosciute durante anni di competizioni. 

 

E via, si parte! 

La partenza viene data come di consueto al mattino presto, ma nemmeno troppo… L’orologio del campanile della Chiesa dell’abitato di Saint Jacques, frazione del comune di Ayas a 1.689 metri di quota, segna le 7:00 in punto.

Al via si è sempre un po’ incredule di ciò che ci si appresta a fare. Ci si pongono tante domande e la tensione c’è sempre! Siamo in due e ci sono le consuete raccomandazioni di rito: “Parti piano mi raccomando”, “Mantieni un ritmo costante”, “Arrivate a quel punto facciamo così”, “In quell’altro in un altro modo”… e via, si parte! 

 

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ph. Davide Verthuy

 

Prima al Mezzalama e poi al Lambronecca cambio di assetto 

Dopo la partenza, ho dovuto tenere duro fino al RIFUGIO ALPINO GUIDE VAL D’AYAS AL LAMBRONECCA, che prende il nome dalle omonime Rocce del Lambronecca, in cui ci viene chiesto il cambio di assetto, ramponi compresi. 

Da qui inizia il tratto alpinistico vero e proprio della gara. Allo start, per quanto avessi una gran voglia di far bene, sentivo quasi di non essere al top, ma la voglia di competere era davvero tanta! Claudia si è dimostrata una “socia perfetta”, anche se, conoscendola bene, non avevo alcun dubbio. È in questi casi che entra in gioco il lavoro di squadra a due: se uno è un po’ in difficoltà, ecco che il supporto del secondo diventa fondamentale. È qui che la parte più forte “deve” andare in soccorso di quella più debole, cercando di sostenerla, soprattutto psicologicamente, a tenere duro. A volte, anche solo qualche parola d’incitamento è sufficiente per far ritrovare lo spirito giusto e la grinta necessaria per ripartire a testa bassa. Quando non si è da soli, bisogna sempre cercare di trovare ritmi e situazioni che vadano bene a entrambi i componenti. C’è chi è più forte in salita, chi invece è riuscito ad allenarsi meglio in discesa. 

Insomma, ogni gara ha la sua storia, e pure questa prima edizione del Mezzalama estivo, che già presentava per noi parecchie incognite, si è dimostrata una prova assolutamente selettiva.

Entriamo quasi subito in un bosco di larici piuttosto ripido, che ci conduce sino al piccolo villaggio di Fiery a 1.878 metri. Continuiamo a spingere per arrivare sino al Pian di Verra, poco oltre i 2.050 metri di quota, da cui ammiriamo anche solo per un istante tutto lo splendore del Monte Rosa, davanti a noi, ma siamo in gara e non turiste…

Continuiamo a salire fino oltre i 2.200 metri del Lago Blu, per poi proseguire attraverso la lunga morena glaciale sino ai 3.060 metri del Rifugio Mezzalama.

 

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ph. Davide Verthuy

 

Oltre il Mezzalama (3.036 M SLM)

Stringendo i denti, e con il grande supporto di Claudia, superiamo il Mezzalama, dopo aver affrontato quasi 1.500 metri di dislivello positivo. Il terreno su cui camminiamo è molto impegnativo, tipicamente pre-glaciale e roccioso, e mette a dura prova fiato e gambe. Non si molla, e con Claudia raggiungo i 3.400 del Rifugio Alpino Guide Val D’Ayas al Lambronecca.

 

Controllo orario e cambio di assetto

Dal Lambronecca in poi inizia la montagna vera, calziamo i ramponi, ci infiliamo l’imbrago e ci leghiamo in cordata, pronte per affrontare il ghiacciaio e tutte le sue insidie. Siamo entrambe molto motivate e, sebbene la fatica sia tanta, il morale non cede e si tiene duro. In gara può sempre capitare di tutto e uno stop forzato, un ritiro, devono essere tenuti in conto, ma questo ci sprona ancora di più perché vogliamo ritornare a Saint Jacques con il sorriso. La strada però è ancora molto lunga, al Castore non siamo nemmeno arrivate, quindi si continua a salire, sino a raggiungere, attraverso pendenze moderate, il Passo di Verra (3.848 m).

 

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ph. Maurizio Torri

 

Il Castore.. e poi sarà tutta discesa 

L’ascesa ai 4.226 metri del Castore rappresenta in assoluto la parte più tecnica e impegnativa, lungo la parete Ovest, medesimo percorso del Trofeo Mezzalama invernale. In vetta siamo terze, quindi podio! Adesso non ci resta che stringere i denti e tenere duro fino a Saint Jacques. 

 

Inizia la discesa

La discesa segue la cresta Est del ghiacciaio del Felik, zone che sia io sia Claudia conosciamo molto bene. Arriviamo finalmente al Rifugio Quintino Sella a 3.585 m e possiamo cambiare l’assetto: si tolgono corda e ramponi!

 

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ph. Maurizio Torri

 

Mille metri di dislivello negativo, si scende! 

Raggiungiamo le pietraie della Bettolina passando per una cresta rocciosa aerea, ma ben attrezzata. Il terreno è davvero molto impegnativo e “terreno morenico” è per noi sinonimo di “terreno insidioso”! Ogni passo può essere quello sbagliato e l’infortunio arriva senza che nemmeno te ne accorga. Con grande attenzione, ma sempre a spingere, raggiungiamo il Colle della Bettaforca e poi, attraverso le ripide tracce che abbandonano il trail principale, ci ritroviamo ai 2.000 metri abbondanti del Pian di Verra inferiore. Rientriamo nel bosco di larici che lungo un “sentiero sicuro” conduce al Rifugio Ferraro (2.060 m) a Resy. Poi si scende ancora, ma possiamo quasi dire traguardo.

 

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ph. Maurizio Torri

 

La voce di Silvano Gadin, eccoci all’arrivo. 

La discesa impegnativa, su pietraie e sfasciumi, infinita, ha messo a dura prova gambe e testa. Iniziamo davvero a tirare un sospiro di sollievo quando cominciamo a sentire l’inconfondibile voce di Silvano Gadin risuonare nel bosco: siamo quasi arrivate! Tagliare il traguardo è sempre un’emozione unica e la soddisfazione grande, moltiplicata per 2! Alla fine, lungo la discesa abbiamo perso una posizione e il podio è svanito per un soffio. Una medaglia di legno, quella del quarto posto, che mi sta un po’ stretta e che mi fa già pensare con motivazione all’edizione 2022. Voglio fare i complimenti a tutta l’organizzazione e soprattutto ai tracciatori del percorso, ineccepibile sotto ogni punto di vista. All’arrivo, stanche, chiacchieriamo della prossima avventura che ci prefisseremo nel futuro. 

 

Scarpa Ribelle S HD, un’ottima compagna! 

Devo ringraziare personalmente il brand SCARPA per il grande sostegno e per avermi messo a disposizione la nuova calzatura RIBELLE S HD. Modello incredibilmente versatile, ramponabile, creato per un alpinismo veloce e leggero. La scarpa è quasi un ibrido tra modelli più strutturati da mounteneering e calzature da trail running con ghetta alta. Il fatto che sia ramponabile la rende perfetta per un tipo di alpinismo fast&light e per gare come il Mezzalama estivo. 

 

Caratteristiche tecniche: 

La scarpa, realizzata a modello skyrunning, ha un peso di soli 408 g nel numero 40, è dotata di membrana in GORE-TEX, che mi ha consentito di mantenere i piedi sempre asciutti. Ha inoltre una ghetta integrata nella tomaia in tessuto elasticizzato, per fornire maggiore sostegno alla caviglia, che ho molto apprezzato soprattutto nel lungo tratto in discesa dagli appoggi incerti. Inoltre ho trovato davvero geniale la copertura di protezione all’allacciatura in PU con design dedicato. Ovviamente si tratta di una scarpa non molto ammortizzata, ma allo stesso tempo decisamente stabile.

Per ulteriori info sul trofeo Mezzalama qui

Per scoprire la Ribelle S HD di Scarpa qui

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