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SOUTH 6, Silvia Loreggian e il concatenamento in bici di sei pareti sud delle Alpi. | Interview

di - 25/05/2026

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Nata a Padova 35 anni fa, Silvia si è appassionata presto alla montagna e all’arrampicata. Dopo una laurea in Economia del Turismo, l’incontro con Stefano Ragazzo e un viaggio con lui in Patagonia, le è diventato ben chiaro quale sarebbe stato il suo futuro. Diventata Guida Alpina, da Chamonix dove vive abitualmente, ha cominciato a viaggiare per le Alpi, scalando le vie più iconiche, compiendo anche spedizioni internazionali, fino a quella femminile al K2 di tre anni fa. Ma non occorre andare sempre dall’altra parte del mondo per realizzare un progetto. Perché non godersi un’avventura estiva, concatenando 6 pareti sud in bicicletta dal Mar Ligure all’Adriatico?

A volte basta “solo” un po’ di creatività e una buona amica per realizzare i propri desideri.

L’intervista a Silvia Loreggian

Il nome “South 6” ci dà l’indizio di qualcosa di alternativo. Spesso sono infatti le pareti nord a ricadere nei più ambiziosi obiettivi alpinistici o a stuzzicare le fantasie degli appassionati. Voi avete scelto 6 pareti sud delle Alpi.

Come è nata l’idea di questo progetto?

Certo, io stessa amo l’alpinismo classico che si pratica sulle pareti nord, ma su di esse, per via delle ovvie condizioni climatiche e del terreno, non si può beneficiare della bellezza dell’arrampicata nuda e cruda, che a livelli tecnici spinti è ciò che meglio definisce il mio rapporto con la montagna.

Era da tempo che riflettevo su un progetto di questo tipo: scalare alcune pareti sud, e 3 anni fa al campo base del K2, dopo un inverno sulle Alpi, ho capito che era il momento di concretizzarlo, e dedicare del tempo al tipo di arrampicata che più amo.

Inoltre era un paio d’anni che viaggiavo parecchio, un paio di spedizioni l’anno, e avevo proprio voglia di scalare in estate sulle Alpi, che considero le montagne più belle.

L’idea di concatenare 6 Sud è stata il passaggio successivo, e quella di farlo in bicicletta è venuta alla mia amica e Guida Alpina Aurélia Lanoë di Chamonix, alla quale avevo proposto il progetto iniziale.

Silvia Loreggian - South 6
Corno Stella

La biciletta è un mezzo che utilizzi abitualmente?

No, per me solitamente la bicicletta è un mezzo di trasporto che utilizzo per brevi spostamenti, non l’ho mai praticata come attività sportiva o mezzo per viaggiare, quindi ero curiosa di mettermi alla prova.

Silvia Loreggian - South 6
Nei pressi del Monte Bianco

Vi siete allenate prima di affrontare il progetto?

In realtà c’è stato davvero poco tempo per farlo. Io ho acquistato la bici circa un mese e mezzo prima di partire e da quando l’ho avuta ho cercato di sostituire l’allenamento abituale di running con la pedalata, più che altro per abituarmi alla posizione in sella.

Fortunatamente, essendo entrambe Guide Alpine, abbiamo le gambe molto allenate, quindi non abbiamo sofferto a livello muscolare.

Silvia Loreggian - South 6
Monte Bianco

Hai accennato alla tua compagna di viaggio, Aurélia. Per condividere un’avventura del genere bisogna somigliarsi o completarsi, a livello di spirito e capacità?

Sono della teoria che sia più facile condividere/vivere con chi è simile a te piuttosto che l’attrazione degli opposti. Io e Aurélia siamo simili, molto pratiche, entusiaste e propositive, quindi immaginare un opposto in un momento di stress fisico o psicologico credo sarebbe un carico difficile da gestire.

La difficoltà più grande fra noi è stata comunicare, in lingue diverse, nei momenti di pressione. Io parlo francese, ma quando imprecavamo in parete ognuna nella sua lingua diventava difficile capirsi.

Silvia Loreggian - South 6

Da Ventimiglia a Monfalcone concatenando pareti del Corno Stella, Monte Bianco, Wendenstöck (Oberland Bernese), Rätikon (Svizzera), Marmolada, e Cjanevate (Alpi Giulie, Friuli). Su che base avete scelto l’itinerario e le pareti?

L’itinerario e la scelta delle pareti è stato costruito piano piano. I pilastri del progetto “pareti sud” per me erano i versanti sud del Monte Bianco e della Marmolada, a seguire nella lista dei desideri c’erano il Rätikon e il Wendenstöck, (il primo lo conoscevo, nel secondo non c’ero mai stata), e a quel punto non restava che scegliere una montagna del sud ovest e una del sud dell’Arco Alpino. Aurélia è originaria del sud-ovest, io del sud-est, quindi una lettura poteva essere quella di partire da “casa sua” e arrivare a “casa mia”, o ancora partire da un tuffo in mare e arrivare con un tuffo in mare. L’itinerario è stato studiato per farci percorrere 2, 3 giorni di bici e un paio di giorni di scalata, quindi alternare un po’ le attività e valorizzare tutto l’Arco Alpino.

Silvia Loreggian - South 6
Wendenstock

Quali di quelle pareti non avevi mai scalato?

Non ero mai stata nella zona del Corno Stella, non avevo mai fatto il Pilone Centrale del Freney su Monte Bianco e non ero mai stata né nel Wendenstöck, né sulla via fatta in Rätikon; in Marmolada avevo già scalato “Tempi Moderni”. Sostanzialmente tutte vie nuove tranne l’ultima citata.

Silvia Loreggian - South 6
Ratikon

Quanto è durato il viaggio? Avete fatto dei giorni di stop o sempre dritte?

Siamo state in viaggio 31 giorni in tutto. Prima e dopo aver scalato il Bianco abbiamo fatto pausa a Courmayeur e Chamonix (a casa mia) e facevamo pausa il giorno prima di ogni scalata.

Silvia Loreggian - South 6
Ratikon

Si scalano tutte in giornata queste pareti?

Il Monte Bianco lo abbiamo fatto in due giorni, dormendo al bivacco Eccles (Lampugnani-Grassi), solitamente questo itinerario si fa in tre giorni.

In Marmolada abbiamo dormito nel rifugio alla base, scalando la parete a vista in giornata.

Silvia Loreggian - South 6
Ratikon

Dove dormivate?

Abbiamo quasi sempre dormito alla base della parete, in rifugio o in tenda, in alternativa a casa di qualche conoscente.

Silvia Loreggian - South 6

Effetti personali e attrezzatura da montagna li portavate sempre con voi? Qualcuno vi ha aiutate in qualche modo?

La logistica è stata complessa e a volte abbiamo commesso qualche errore. Con noi avevamo sempre l’attrezzatura da campeggio essenziale (tenda, sacco a pelo, fornellino) e l’attrezzatura da scalata essenziale (serie di rinvvi, corde, magnesio, imbrago, scarpette), poi a seconda della parete avevamo bisogno di attrezzatura specifica, come nel caso del Monte Bianco, per cui necessitavamo di scarponi, ramponi. O a Corno Stella dove servivano Trad e Friend…

Quindi ecco, per esempio, in Marmolada io ero passata un mese prima e avevo lasciato le cose da alcuni parenti, per il Monte Bianco un amico ci ha portato l’attrezzatura e poi l’abbiamo lasciata casa.

Qualche amico ci ha aiutate, ma abbiamo fatto in modo che nessuno si muovesse al solo scopo di aiutarci, sennò l’idea di un progetto a impatto zero avrebbe perso credibilità.

Silvia Loreggian - South 6
Fra Marmolada e Coglians

Il momento più bello?

Uno dei momenti più emozionanti è stato arrivare in prossimità del Monte Bianco. È una montagna che conosciamo bene ma arrivarci dal mare e pensare di attraversarlo con le nostre gambe ha reso il momento davvero speciale.

In ultimo è stato davvero speciale vedere il cartello di ingresso a Monfalcone, segnale del termine del nostro viaggio. Prima di scalare l’ultima parete, il brutto tempo ci ha costrette a fermarci in rifugio e questo ci ha permesso di riposare bene. Appena tornate alle bici, quindi, ho proposto ad Aurélia di fare un’unica tappa fino al mare, per andare a vedere l’alba. Di chilometri davanti a noi ne avevamo parecchi ed erano già le 15.00, dovevamo pedalare tutto il pomeriggio e tutta la notte. È iniziata così l’ultima tappa del nostro viaggio, avvolte in una sorta di trance, punteggiata da caffè, ma siamo arrivate addirittura con due ore di anticipo rispetto al sorgere del sole.

Il bagno celebrativo alla fine lo avete fatto?

Certo! Alle 6.00 del mattino faceva un po’ freddo, ma un tuffo era d’obbligo.

Silvia Loreggian - South 6

E il momento più difficile?

Trovare un accordo su quale via scalare in Marmolada. Con essa ho un rapporto di amore e odio. Ho fatto le vie più importanti del mio curriculum, ma mi rendo conto che è una montagna difficile, e quando vai oltre il tuo grado ti mette davvero alla prova. Aurélia non era mai stata lì e ha un grado inferiore al mio, perciò dal punto di vista relazionale è stato difficile scegliere cosa fare. Lei voleva fare una via di grado più elevato, ma io ero preoccupata che non fosse all’altezza.

L’aspetto atletico e psicologico non ha mai creato problemi, siamo allenate e abituate alla fatica e allo stress, l’aspetto relazionale a volte è stato messo alla prova: in un team bisogna sempre trovare un accordo.

Silvia Loreggian - South 6
Coglians

South 6 è stato un progetto by fair means, che messaggio trasmette questa esperienza?

Volevamo trasmettere un messaggio che si presta a un’ampia lettura. Un progetto del genere chiunque lo può realizzare, con un po’ di creatività e mezzi sostenibili, tarandolo sulle proprie capacità chiaramente. Vivere tutte quelle che sono le emozioni di un viaggio e di un’avventura, senza allontanarsi troppo da casa: la progettualità, l’incontro con le persone, la scoperta del territorio e la componente sportiva.

Silvia Loreggian - South 6
Monfalcone

Se vuoi scalare con Silvia Loreggian

Diplomato in Arti Grafiche, Laureato in Architettura con specializzazione in Design al Politecnico di Milano, un Master in Digital Marketing. Giornalista dal 2005 è direttore di 4Actionmedia dal 2015. Grande appassionato di sport e attività Outdoor, ha all'attivo alcune discese di sci ripido (50°) sul Monte Bianco e Monte Rosa, mezze maratone, alcune vie di alpinismo sulle alpi e surf in Indonesia.