È iniziata da pochi giorni l’avventura in Pakistan dei Ragni di Lecco Matteo Della Bordella e Giacomo Mauri, affiancati dall’alpinista veneto Mirco Grasso e da Luca Ducoli, membro della prima edizione del CAI Eagle Team. Il quartetto tenterà di aprire una nuova via sul pilastro est del K7 Main (6.934 metri), una delle montagne più affascinanti e impegnative del Karakorum.
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I quattro alpinisti saranno impegnati fino al 15 luglio con l’obiettivo di aprire un nuovo itinerario sul K7 Main
La spedizione, patrocinata dal Club Alpino Italiano (CAI), si concluderà il 15 luglio e vedrà gli alpinisti impegnati in un progetto di esplorazione e apertura su una delle pareti più ambite dell’alpinismo moderno.
Dalla valle di Charakusa al campo base
Dopo l’arrivo a Islamabad e il successivo trasferimento a Skardu, il team raggiungerà la valle di Charakusa. Da qui prenderà il via un trekking di circa tre giorni che condurrà gli alpinisti al campo base.
Una volta raggiunta la base operativa, il gruppo trascorrerà tra i 35 e i 40 giorni tra attività di acclimatamento e tentativi sulla parete est del K7 Main, valutando le migliori condizioni per l’apertura del nuovo itinerario.
Il K7, icona dell’alpinismo esplorativo
Il K7 è considerato una delle montagne simbolo dell’alpinismo esplorativo contemporaneo. Con i suoi 6.934 metri di quota, offre un mix di difficoltà tecniche su roccia, ghiaccio e terreno misto che ne fanno una meta di grande prestigio per gli alpinisti di alto livello.

Una storia di grandi ascensioni
La montagna è stata teatro di alcune delle imprese più significative degli ultimi decenni. Dalla prima ascensione realizzata da una spedizione giapponese nel 1984, alla salita in solitaria e in stile alpino compiuta da Steve House nel 2004, fino all’apertura della via sulla parete est nel 2012 da parte di Hayden Kennedy, Kyle Dempster e Urban Novak.
Un progetto preparato con cura
Per Matteo Della Bordella questo rappresenta un obiettivo coltivato da diversi anni e preparato attraverso una serie di impegnative ascensioni tecniche affrontate negli ultimi mesi.
Tra queste spicca l’apertura della via “Mutante” (M8, 6c, AI4+, 520 metri) sulla parete sud delle Petites Jorasses, realizzata insieme a Mirco Grasso e Giacomo Mauri.

Le salite che hanno preceduto la spedizione
Nel percorso di avvicinamento al K7 rientra anche la prima ripetizione della via “Elios & Super Elios” sulla parete sud-est della Tour des Jorasses, portata a termine da Matteo Della Bordella e Tommaso Vection.
A queste si aggiunge il concatenamento di Divine Providence e del Pilone Centrale del Frêney, completato da Mirco Grasso, Luca Ducoli e Giacomo Mauri, a conferma dell’elevato livello tecnico e dell’ottima preparazione del team impegnato nella spedizione pakistana.








