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Stand Up Paddle e Naturopatia  

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Stand Up Paddle e Naturopatia   … parlando con l’esperto  Dr. Maurizio Candino

Chi è il naturopata?  

Il Naturopata, ovvero il professionista che applica la Naturopatia, è colui che favorisce le condizioni propizie perché venga ristabilito il benessere mente-corpo e vengano stimolate le capacità di autoguarigione di ogni individuo.
Il Naturopata non compie una diagnosi in senso medico, bensì una valutazione del terreno costituzionale, che pu  essere considerato come “insieme delle predisposizioni individuali”, ovvero le capacità reattive che l’organismo mette in atto, non tanto per eliminare il sintomo, bensì per ritornare all’omeostasi o all’”equilibrio cosmico” secondo, per esempio, i concetti del pensiero tradizionale cinese.
L’obiettivo primario del Naturopata non è quello di combattere il sintomo, ma è piuttosto indirizzato alla ricerca delle cause reali del problema, valutando per ogni individuo qual’è la sua quantità e qualità energetica, quale organo o organi devono essere “depurati” e che tipo di metodica naturale riequilibratrice  è più adatta.

Cosa hanno in comune la Naturopatia e il Sup?  

A prima vista potrebbe sembrare non condividano nulla, ma a ben vedere si possono evidenziare molti aspetti comuni. Vorrei sottolinearne solo i più importanti.
Sia la Naturopatia che il Sup condividono un elemento indispensabile e cioè l’acqua, essenziale per praticare il Sup, fondamentale per il benessere in Naturopatia.

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Non solo l’acqua è utile per praticare il Sup, ma è importante anche che chi pratica il Sup sia sempre idratato in maniera corretta e la Naturopatia pu  essere di grande aiuto in questo.
La costituzione individuale (età, sesso, altezza, corporatura,alimentazione, stile di vita e riserva energetica) di chi pratica il Sup è importante tanto quanto in Naturopatia al fine di poter, da una parte, impostare una preparazione o allenamento specifico e dall’altra individuare un corretto percorso salutistico di benessere
psico-fisico.

La cosa che più per  mi colpisce è che entrambi si occupano di “equilibrio” in senso veramente stretto del termine.
Per salire in piedi su una tavola da Sup non occorre avere particolari doti circensi o ginniche, poiché in poche ore il nostro corpo potenzia le sue capacità percettive di equilibrio che pu  essere migliorato e potenziato affidandosi ad un Istruttore che lo guidi alla padronanza in sicurezza della tavola e della pagaia per divertirsi senza fatica.
In Naturopatia ogni individuo ha un suo equilibrio energetico ben specifico di cui spesso non se ne conosce la potenzialità che pu  essere sviluppata, perfezionata, migliorata affidandosi al Naturopata per mantenere al meglio il proprio benessere sia fisico che mentale..

Molti atleti seguono alimentazioni particolari per aver maggior energia, è vero?  
 
Tutti noi ormai siamo consapevoli che siamo quello che mangiamo e a maggior ragione lo sanno gli atleti. Il cibo è il cardine non solo nello sport ma anche nella salute e nel benessere e diventa quindi indispensabile poter individualizzare un’alimentazione estremamente personalizzata. La Naturopatia non si occupa di stabilire quanti grammi, chilocalorie di alimenti devo assumere, ma si preoccupa maggiormente del carico “energetico” dell’alimento stesso quando viene introdotto, ovvero considera se l’alimento acidifica, infiamma, crea intolleranza, crea vuoto energetico, è caldo, è freddo, senza dover scontrarsi con la bilancia.
Certo è vero, molti atleti scelgono o seguono alimentazioni particolari: prevalentemente proteica, vegetariana, vegana, a basso indice glicemico, etc. e ne traggono beneficio oppure non si sentono soddisfatti del risultato che danno.

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Nella mia esperienza ho capito che una corretta alimentazione deve tener presente dei seguenti aspetti fondamentali, prima di essere suggerita, che sono:
tipizzazione metabolica della persona (lento o accellerato);
emogruppo compatibile, ovvero il gruppo sanguigno del soggetto (Zero, A, B, AB)
equilibrio acido-base, ovvero conoscere quali sono gli alimenti acidogeni (infiammatori) e quelli alcalogeni (antinfiammatori)
indice glicemico, cioè capire che ci sono cibi che per essere utilizzati possono richiedere una quantità di insulina maggiore e che questa se secreta in quantità eccessive pu  dare squilibri metabolici.
cronobiologia alimentare, l’ora in cui introdurre i cibi e quali
potere “vibratorio” dei cibi
compatibilità alimentare, quali cibi possono essere associati tra loro e quali no
crudo e cotto, proprietà di entrambi
detossificazione o drenaggio epatico, ovvero quali alimenti possono essere utili per la funzionalità del fegato
allergie o intolleranze alimentari

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L’uso di integratori ai nostri atleti suppisti fa bene? se si, perchè quali vanataggi?   
Questi stessi concetti valgono anche quando l’atleta voglia assumere degli integratori, naturali o minerali, per migliorare la sua performance poiché più questi saranno personalizzati più benefici si otterranno, non solo in ambito di competizione o gara o allenamento ma anche in ambito “energetico” generale di benessere. Quindi è utile all’atleta assumerli, ma ancor più utile che siano assunti tenendo in considerazione l’individualità dell’atleta stesso con le sue caratteristiche uniche ed irripetibili.

Cosa consiglieresti a un atleta professionista di sup?  

 
Sicuramente affidarsi ad un Naturopata potrebbe essere utile all’atleta professionista, ma anche al team o al medico sportivo che lo segue, poiché la complementarietà e lo scambio di informazioni e nozioni tra professionisti consentirebbe all’atleta di poter scegliere o integrare concetti a lui poco conosciuti. Una metodica, per esempio, poco considerata in ambito professionistico, che per  si sta lentamente sviluppando, è l’Analisi Minerale Tessutale su capello metodo HMD o mineralogramma metodo HMD che permette di ottenere tutte le informazioni precedentemente descritte e poter essere più specifici nell’alimentazione e nell’uso di integratori  minerali e naturali nell’atleta professionista.
Questa metodica è semplice, non invasiva, non troppo costosa e molto utile in ambito anche di quella che viene definita “medicina predittiva” per la valutazione “energetica” non solo dell’atleta professionista, ma di chiunque voglia praticare il Sup o altra attività sportiva.

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L’Aloe vera pu  esser usata dagli atleti che fanno Sup? quali benefici?  
 
L’Aloe vera contiene principi attivi molto utili a chi pratica il Sup come ad esempio: acemannano che attiva i sistemi di difesa dell’organismo, contribuisce al rinnovamento cellulare e disintossica l’organismo;
fitosteroli che svolgono un effetto positivo a lungo termine sulla glicemia;
polisaccaridi che hanno un forte potere antiossidante e proteggono il cuore e i vasi sanguigni dai radicali liberi;
Oligoelementi e ultramicroelementi che oramai sono diventati rari negli alimenti, come il gallio e il titanio, che svolgono importanti funzioni sul metabolismo.
Grazie a questi ed ad altri componenti, l’Aloe vera per chi pratica il Sup da molti benefici:
azione deacidificante, depurativa, disintossicante, antinfiammatoria, di miglioramento delle capacità digestive e di miglioramento anche di disturbi quali allergie, patologie cutanee, gastriti, coliti che spesso colpiscono gli atleti sia professionisti che amatoriali.

Cosa useresti in pre-gara?  

Tenendo presente che ogni atleta è diverso da un altro e che è importante considerare l’individualità, dopo una attenta analisi di chi ho di fronte, cerco prima di tutto di detossificare e drenare dalle tossine accumulate sia per il troppo allenamento o la frequenza di partecipazione alle competizioni aiutando con Aloe vera puro succo gel, tintura madre di Carciofo, Tarassaco Fumaria o altri rimedi naturali.
Per il carico infiammatorio delle articolazioni suggerisco Silice organica
associata a Aloe vera puro succo gel (si possono trovare prodotti che contengono entrambi in modo da facilitarne l’assunzione), olio di ribes nero in capsule ricco in omega 3 e integratori per la correzione dell’equilibro acido-base contenenti piante o minerali basificanti.

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Cosa useresti durante la gara race?  
La gara race, a mio avviso poiché a anch’io la pratico a livello amatoriale, è quella più impegnativa per l’atleta che pratica il Sup, in quanto diversamente da altri sport quali il ciclismo o la maratona, è più difficile potersi idratare in maniera corretta ed adeguata durante la gara in quanto entrambi le mani sono sempre impegnate nella presa della pagaia e non possono staccarsi per non perdere secondi preziosi.

Tutti gli atleti generalmente durante la gara portano sulle spalle quella che viene definita Camel bag, ovvero uno piccolo zainetto contenente la quantità necessaria di acqua o altri liquidi collegata con una lunga cannuccia che arriva fino alla bocca che aspirando permette di poter introdurre liquidi senza doversi fermare.
In questo caso la cosa migliore che suggerisco è una polvere basificante da aggiungere all’acqua oppure un centrifugato diluito di carota, mela e sedano, ma ovviamente qualsiasi bevanda reidratante può  andar bene purché testata durante gli allenamenti.

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Cosa useresti post gara?

Il post gara è una fase molto importante per il recupero dell’atleta sia professionista che amatoriale in quanto dopo la gara bisogna recuperare sali minerali e liquidi, eliminare gli eccessi da radicali liberi, ripristinare la muscolatura e l’energia in generale.
Una tisana di Equiseto dopo la gara, ovviamente preparata il giorno prima in quantità adeguata, è utile sia per il reintegro dei liquidi ma soprattutto per recuperare i sali minerali persi durante la gara.
Una miscela composta da succo concentrato di Uva rossa, Aloe vera puro succo gel, Silice
organica, succo di barbabietola è ricca di sostanze antiossidanti utili per combattere lo stress ossidativo e i radicali liberi formatisi durante la gara.

Il colostro bovino contiene una sorprendente molteplicità di sostanze attive in grado di poter garantire un miglior recupero muscolare ed energetico tra le quali, ad esempio, il fattore di crescita epiteliale EGF utile nella protezione e riparazione del tessuto muscolare, i fattori di crescita trasformanti TGF A&B che stimolano la proliferazione del tessuto connettivo, coadiuvano il processo di formazione delle ossa e della cartilagine,  le vitamine A, E, B12, la lattoferrina che è una proteina in grado di legare il ferro e possiede notevoli proprietà antivirali, anti-infiammatorie e antibatteriche e le immunoglobuline che hanno la funzione di
neutralizzazione delle tossine, dei virus e dei batteri nel sistema circolatorio e linfatico. Tutti questi integratori naturali e minerali possono essere assunti in combinazione tra loro oppure singolarmente in base alle singole esigenze dell’atleta e sotto controllo del Naturopata.

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Quali errori commettono di solito gli atleti professionisti?
A mio parere uno degli errori più diffusi negli atleti professionisti è quello di una mancanza di alimentazione personalizzata e individualizzata, preoccupandosi di più del concetto grammi/kilocalorie piuttosto che dei concetti energetici sopra descritti.
Altro errore è quello di non effettuare periodicamente una detossificazione del fegato, un organo direi quasi dimenticato anche dagli stessi medici e considerato unicamente qualora ci siano dei parametri ematici alterati, senza ricordare che è un organo che svolge funzioni importantissime nel nostro organismo come: filtraggio del sangue che arriva dalla periferia per inviarlo al cuore e poi ai polmoni per essere ben ossigenato, stoccaggio delle riserve di glicogeno, mobilizzazione del glucosio dai depositi di glicogeno, sintesi degli acidi grassi (trigliceridi e colesterolo), distruzione dei globuli rossi e recupero del ferro legato all’emoglobina, deposito di vitamine e ferro, metabolizzazione dell’alcool etilico o etanolo, catabolismo delle proteine e loro digestione, conversione dell’acido lattico in glucosio, sintesi degli aminoacidi non essenziali e delle proteine plasmatiche come l’albumina e i vari fattori della coagulazione, mantenimento del normale equilibrio idrosalino, produzione dell’ormone somatotropina o GH che in fase puberale favorisce l’accrescimento osseo e muscolare, conversione dei farmaci da inattivi in attivi e loro eliminazione.
Infine l’utilizzazione di integratori sintetici di vario tipo suggeriti sia dall’allenatore che dal medico sportivo esclusivamente sulla base di dati oggettivi, invece di considerare anche e soprattutto i dati soggettivi e, non mi stancher  mai di ripeterlo, l’unicità propria individuale del singolo.

Intervista e revisione di Sheila Palermo

Foto  e testo courtesy Marurizio Candino