SUP City Trip: Oslo

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Meraviglia pura!
Abbiamo già avuto modo di conoscere le lunghe giornate e le notti brevi del nord Europa grazie ai nostri viaggi in Danimarca, ma visitare la Norvegia ci avrebbe portato ad un livello più alto per scoprire nuove realtà. Ci è sembrato comunque strano vedere che il sole, alle tre della mattina, non era ancora completamente tramontato e che non avevamo bisogno di accendere le luci nella nostra casa in una pittoresca baia fuori Oslo. Non appena abbiamo sentito il pavimento in legno scricchiolare al primo calpestio, ci siamo resi conto che quella casa aveva una storia.

Vallentin: “C’è persino una botola che porta nel seminterrato, come nei film horror”.

Klass risponde: “Per il momento non pensiamoci, dobbiamo incontrare Inga domani e dobbiamo capire come raggiungere la città.“

Iceberg
Quattro ore più tardi ero con Paulina, Vallentin, Klaas, Siggi, per colazione prima dell’inizio del loro viaggio dove avrei affiancato Klaas con la fotografia.

Il sole era sorto, o forse non era mai tramontato. Con la macchina abbiamo parcheggiato di fronte al negozio SrfSnoSk8 di proprietà di Helge, amico di Klaas. Proprio appena girato l’angolo, la nostra prima tappa: l’opulente Opera House.

In quell’occasione abbiamo scoperto che Inga è nata in Finlandia, ma ha vissuto solo gli ultimi anni ad Oslo, dove, quando non la trovi in SUP, la puoi trovare ad insegnare Yoga nel suo Yoga Studio.

Un traghetto di fronte a noi ci ha creato delle onde davvero carine, rendendo perfetta la nostra prima partenza.

Abbiamo portato le nostre tavole sul pontile ed abbiamo superato un’accattivante costruzione bianca la cui idea è quella di rappresentare un iceberg fluttuante sopra il mare; il nome della statua è “She lies“.

Anche se ci siamo avvicinati a questa statua più di altri visitatori, non ci ha detto nulla di speciale, così siamo andate oltre, verso la città. Abbiamo percorso una parte del fiume Akerselva che corre proprio dentro Oslo: percorrerlo tutto non è possibile perché ci sono diverse cascate, circa una ventina, alcune grandi alcune piccole. Abbiamo scelto un percorso vicino al mercato “Halls of Oslo”, dove ci si può fermare e mangiare a prezzi ragionevoli, per i canoni norvegesi.

Royal Norwegian Yacht Club

“Cos’è questo odore?… Sembra di essere vicino ad una fattoria”.  Sulla nostra strada verso lo Yacht  e verso il Fram Museum, entrambi in una piccola penisola, abbiamo superato campi verdi e fattorie che mai avremmo pensato di trovare così vicino alla città.

Ad Oslo, una cosa che si nota al primo impatto è che la Norvegia non è un paese povero; ci sono costruzioni e rinnovamento ad ogni angolo della città, questo grazie ai generosi sussidi da parte del governo, sembra che ci siano più macchine elettriche ad Oslo che in tutto il mondo.

Il lato negativo di tutto questo benessere è che i fondi per i sussidi sembra provengano da attività petrolifere minerarie della costa norvegese; resta comunque un elemento positivo che ci sia una città così silenziosa, piena di macchine elettriche.

Alla fermata successiva abbiamo notato che una parte dei cittadini di Oslo deve avere un buon conto in banca; al Royal Norwegian Yacht Club abbiamo trovato Yacht e ville una dietro l’altra, tutte con viste mozzafiato sui fiordi.

 

Ricchezza storica

Ci siamo fermati direttamente di fronte al Fram Museum, dimora della Fram, “il vascello più resistente al mondo“. Il Fram deve la sua leggendaria popolarità per essere stata l’unica imbarcazione al mondo ad essere andata più lontano sia a nord sia a sud durante ben tre spedizioni polari.

Alla fine di una lunga, lunghissima, giornata, abbiamo impacchettato le nostre tavole, e ci siamo organizzate per il rientro con la macchina, ma abbiamo dovuto allungare il nostro rientro di un’ora perché era stata chiusa una galleria per lavori e lo avevamo notato solo all’ultimo momento.

Non è stata una bella sorpresa, perché eravamo davvero stanche, ma ci ha dato comunque l’opportunità di vedere nuovi itinerari. La prossima volta comunque staremo più attente ai segnali stradali.

Natura

“Buon giorno a tutti quanti, la colazione è pronta!“. Il profumo del caffè inebriava tutta la casa; se si vuole fare belle fotografie, non si può essere dormiglioni.

La giornata non prevedeva comunque un lungo viaggio in macchina prima di raggiungere la nostra nuova tappa.

Paulina: “È veramente bello ed impressionante con tutte queste rocce sull’acqua e con le scogliere che sembrano cadere verticalmente dentro l’acqua”.

Siamo gli unici da essere in acqua ed abbiamo praticamente tutti i Fiordi per noi, anche se il 40 per cento dei norvegesi vive in questa zona e le imbarcazioni sono i mezzi più utilizzati.

Tornate a casa, dopo un lunghissimo tour, era arrivato il momento di scoprire cosa ci fosse sotto la botola. C’era una sedia, un tavolo su cui c’era un computer coperto di polvere. Ci trovavamo forse in una base segreta dell’esercito norvegese? Il proprietario era una spia? É una domanda che ci siamo portate al rientro dal nostro viaggio, cui daremo risposta la prossima volta che torneremo, perché certamente ritorneremo qui.

In fondo ci sono 40 isole, 343 laghi attorno ad Oslo che devono essere scoperti ed un giusto equilibrio tra una città ultra moderna e incredibili avventure a contatto con la natura.

 

Consigli

 

Informazioni generali:

www.visitnorway.com

 

Fram museum:

http://frammuseum.no

 

Streetfood

www.vippa.no

www.mathallenoslo.no

 

Floating Sauna:

www.kokoslo.no

 

Surfshop:

www.srfsnosk8.no

 

Appartamenti:

www.novasol.de

Testo: Dirk Herpel Foto: Klaas Voget, Dirk Herpel

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.

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