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SUP for THE CURE – Cronaca rosa di una domenica di Maggio

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“C’era una volta una città in riva al mare. Questa città si chiamava Bari e si trovava al Sud Italia. In questa città viveva una fata. Ma no che avete capito, mica una fata dai capelli biondi tutta vestita di azzurro! Questa era una fata speciale!!! Indossava costumi da bagno e magliette di lycra e la sua bacchetta magica era una pagaia. Nella città di Bari (ma non solo lì ahimè) viveva un feroce drago, che per nutrirsi, faceva ammalare le donne di una odiosa malattia, difficile da curare.

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Un giorno la fata pensò che per sconfiggere il drago ci sarebbe voluto un esercito di cavalieri, capaci di volare sull’acqua. “Si può fare!” – pensava tra sé e sé – “Certo gli uomini non hanno le ali e se entrano in acqua vanno a fondo, ma si può fare…ed io ci proverò!”. Una domenica di maggio riunì su una magica spiaggia oltre cento cavalieri, tra uomini e donne. Ognuno di loro era in piedi su di un cavallo galleggiante e stringeva tra le mani una pagaia-bacchetta. Al fischio di partenza la fata soffiò sulle onde e uomini e donne, come per magia, iniziarono a volare sull’acqua raggiungendo il drago e costringendolo a fuggire….”

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Così avrei raccontato qualche anno fa a mia figlia “la favola” della SUP for THE CURE, la regata di Stand Up Paddle che si è svolta a Bari domenica 22 Maggio.
Sì perché di una favola si tratta. Riuscire a coinvolgere tante persone dai super professionisti, agli amatori, ai neofiti ad entrare in acqua tutti insieme per sfidare sé stessi e le onde ma soprattutto per cercare di sconfiggere il drago del cancro al seno. Certo non basta una regata per sconfiggere il cancro e neppure una corsa. Certo chi davvero combatte una sfida e gareggia tutti i giorni sono le donne colpite da questa malattia. Ma chi può, ha il dovere di fare qualcosa, di dare il proprio contributo, qualunque esso sia, per finanziare la ricerca, promuovere la prevenzione, alleviare la sofferenza.

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Passiamo alla cronaca degli eventi. Chi conosce la realtà del SUP barese avrà capito che la fata della favola altri non è che Anna Occhiogrosso, presidente della associazione “Bigeye”, la quale ha organizzato anche lo scorso anno la regata. L’obiettivo della edizione 2016 era raggiungere i 100 iscritti ed è stato raggiunto scena difficoltà. Un po’ di preoccupazioni le ha create il meteo che fino al giorno prima della Race era decisamente incerto al punto da decidere di rimandare il fischio di inizio alle 11. La spiaggia era comunque già animata dalle 08.00. Supper che scaricavano e preparavano l’attrezzatura, volontari e comitato organizzativo che raccoglievano le ultime iscrizioni, volontari del salvataggio in mare accompagnati dai loro meravigliosi cani, bagnanti, semplici curiosi e diverse persone che partecipavano alla corsa o alla camminata organizzata dalla S. Komen per RACE for THE CURE. Non dimentichiamo infatti che lo scopo della SUP RACE era proprio di contribuire, con la donazione di tutte le quote raccolte, alla ricerca contro il cancro al seno promossa dalla Komen cui sono stati devoluti 1.200,00€.

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