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Surf dopo il Coronavirus e ritorno alla normalità: lettera di uno sportivo qualunque

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Non manca molto al passaggio alla fase 2 dell’emergenza Covid-19 e in molti si chiedono come sarà questo inizio del lento ritorno alla normalità. Oltre a uno sguardo al futuro imminente tutti ci siamo voltati indietro e chiesti se, le restrizioni applicate in Italia specie nell’ambito di sport individuali all’aria aperta, siano state giuste o troppo esagerate.

In tanti spot in giro per il mondo si è deciso di concedere l’accesso alle attività acquatiche tra cui il surf, cercando di responsabilizzare gli sportivi al rispetto delle distanze e delle accortezze atte a contenere i rischi di contagio. L’Italia dovrebbe allinearsi a questa apertura in pieno lockdown, a partire dalla fase 2? E’ una soluzione applicabile alla realtà delle nostre spiagge? In molti sono insorti contro la chiusura delle attività sportive in mare, tra cui anche Fabio Angelini, lettore di 4surf che ha deciso di riassumere i suoi punti di vista in una lettera aperta che potete trovare qui di seguito. E voi cosa ne pensate?

 

LETTERA DI UNO SPORTIVO QUALUNQUE.
Premessa: d’accordo, mi rendo conto che sono fissato, sono monotematico, sono malato e sono ripetitivo, MA detesto omologarmi…

Oggi, nel resto del mondo (ovviamente anche prima, fuori da emergenza pandemica) si viene incentivati quotidianamente a praticare sport.
Oggi, (vista la chiusura di impianti, palestre, centri sportivi, ecc) si consiglia soprattutto all’aria aperta un minimo di attività motoria e magari anche “solo” passeggiate in spiaggia o nei boschi, corse nei parchi, nuotate al mare, sport acquatici…
Adesso, per quanto sia banale e scontato ripeterlo, in completa sicurezza e nel rispetto delle distanze sociali…
Questo accade nel mondo! Un mondo forse neanche troppo lontano…
Mentre qui in Italia neanche la possibilità di farsi una corsa sotto casa senza vedersi lanciare addosso frutta, uova o parolacce? O peggio multe!
E parlo io che neanche corro perché mi annoia e perché ho sempre fatto altre attività…

MA…
Mi dispiace, dico davvero, per la vostra mediocrità ma a quanto pare, siamo veramente in pochi a ragionare diversamente dalla massificazione! Dall’omologazione!
Proprio riguardo l’argomentazione salute psicofisica, appunto!
Paesi probabilmente più evoluti? Sicuramente avanti anni luce rispetto al nostro…Alcune spiagge addirittura mai chiuse in Australia, California, Hawaii, Nuova Zelanda, Florida, Germania, Olanda, Finlandia, ecc…
Ora, riaperte ovunque con tanto di (fondamentali) segnaletiche che invitano al rispetto di distanze sociali, di non creare assembramenti, di stare vicino solo eventualmente ad un membro del tuo stesso nucleo familiare, di rispettare ecologicamente l’ambiente (in questo caso il mare), ringraziando oltretutto la comunità della pazienza nel dover rispettare queste poche e semplici normative…

Sì, avete capito bene, oltre i cartelli anche spot in TV, pubblicità e consigli per tutti di praticare attività motoria! Muoversi!
Mi chiedo se questo accade solo all’estero perché forse, fondamentalmente siamo noi il popolo inadeguato al rispetto del buon senso, oltre che della propria salvaguardia, mentre forse in altri paesi, si è abituati automaticamente per educazione e miglior senso civico.

MA…
Qui, invece, se provi ad evadere dalla massa, magari andando semplicemente a correre da solo, 1mt più lontano dei duecento previsti per DPCM vieni multato.
Senza contare la moda del momento: gli sceriffi spioni che nel loro essere mediocri nella vita, hanno finalmente trovato un loro posto per sentirsi appagati e accomunati nella loro pochezza: il balcone…
Vieni additato come untore dagli spettatori, con la piena approvazione di una platea che poco c’entra con l’argomento “rispetto”. Tralasciando buon senso, elasticità mentale e capacità di ragionare razionalmente, qualità sconosciute.
E Dio solo sa quanto avrei voluto anch’io trasgredire e andarmene in acqua a prendermi due onde, andando a litigare con Guardia Costiera e spioni dal terrazzo, ma continuo a “rispettare la legge”, seppur con estrema fatica.
La soddisfazione non voglio ancora darvela…

MA…
Ti guardi intorno, e proprio dagli stessi inquisitori puntualmente vedi solo zuccheri, alcolici, 2 pacchetti al giorno, cibo spazzatura, sedentarietà, obesità, diabete, divano, piaghe da decubito, lavaggio del cervello in tv, terrore e paura! Più di tutto forse invidia…
Ma non invidia verso la tua persona, ma invidia nel non sapersi spiegare come tu riesca in questo periodo così cupo a reagire in una maniera così sana, pura e salutare (a dir loro irrispettosa), contro depressione, stress, negatività…
Quando la loro unica preoccupazione è sempre stata: omologarsi più velocemente e più facilmente possibile per sentirsi parte di qualcosa dove tutti poi ne possono far parte…

MA…
C’è da vergognarsi nel guardare i carrelli della spesa degli altri, e parlo io che mangio talmente tanto da far schifo, eppure mi muovo da 28 anni con costanza e passione tenendo la mente e il corpo allenati quotidianamente…

 


Kelly Slater in free surf nelle spiaggia di D-Bah, Australia, la scorsa settimana

 

 

MA…
Torniamo al vero problema: zero sensibilizzazione all’attività motoria, allo sport, in nessun canale mediatico, nessun aiuto allo sviluppo psicofisico, alla salvaguardia della propria persona, al miglioramento delle difese immunitarie (magari con sole, iodio, vitamine C e D, e perché no, aiuti da passioni, interessi, passatempi, giochi, svaghi, attività).
Testimonianze da amici sparsi tra Gold Coast, Perth, San Diego, Miami, Waimea, Oahu, Raglan, Francoforte, Monaco, Ipanema, Innsbruck, dove in determinati posti (non mi aspettano che tutti conoscano dove siano) costantemente comunicano situazioni e decisioni differenti da parte dei loro “piani alti”, sicuramente migliori alle nostre a livello emotivo per qualunque cittadino trovato impotente a combattere contro una situazione simile…

CREDO BASTINO 4 LINK DI SENSIBILIZZAZIONE, NE HO A DOZZINE SE VOLETE MA PENSO SIA INUTILE CONVINCERE CHI ORMAI È SATO PRESSOCHÉ LOBOTOMIZZATO…

 

https://tg24.sky.it/mondo/photogallery/2020/04/18/coronavirus-usa-florida-spiagge-aperte.html

Comment les Plages en Australie s’organisent face au Covid-19

Nos plages sont ouvertes pour les “exercices physiques” : les gens peuvent aller surfer, nager ou courir sur la plage….

Pubblicato da Marc Off su Venerdì 17 aprile 2020

https://stabmag.com/news/santa-cruz-becomes-the-first-californian-city-to-broadly-un-ban-surfing/

Spero vi rendiate conto il prima possibile di cosa state facendo a livello decisionale per VOI STESSI ma soprattutto di cosa stiano combinando sempre ai “piani alti” per il sociale, per la persona, per il benessere, per la mente, per l’equilibrio (tralasciando a livello lavorativo, normativo e sanitario, che non entro neanche in merito).
Siamo probabilmente la nazione più arretrata del pianeta su ragionamenti razionali e logici, siamo completamente carenti nella valutazione di giudicare attraverso il buon senso…

MA…
Saranno quei parecchi viaggi di bagaglio che parlano per me, ahimè, adoro questo paese, adoro questo panorama, adoro questo stivale, ma questo popolo è completamente da rivedere, soprattutto ora in un periodo di così tanta tensione e stress a livello emotivo, fisico, mentale, economico…
Si è rivelata la vera natura di ciascuno, sì probabilmente la mia è anche l’egoismo, lo ammetto, ma sapeste quant’è bello avere una forte personalità, un’identità convinta e diversificata e delle idee chiare!
Essere diversi, andare controcorrente, avere uno spirito critico, sono cose che fanno parte di me, mi dispiace d’esserlo, ma ad oggi non mi cambierei con un qualunque massificato inconsapevole…
Ho sempre sponsorizzato questo mio pensiero: “Sappiamo esattamente chi vorremmo essere, ma ciò che ci manca è soprattutto la consapevolezza di sapere chi siamo in realtà; di conseguenza, tanti purtroppo più che scegliere d’essere, scelgono d’apparire per semplice comodità!”
Perciò scusate se remo contro ma sono convinto che il modo migliore di sopravvivere è volersi bene, curare chi siamo, rispettare come costruiamo il nostro io, più di tutto nella propria salute psicofisica…

Ringrazio tutte quelle persone che nella vita mi hanno insegnato il valore mentale di uno sport, di una passione, di un interesse, di quanto sia importante vivere e stare meglio con uno sfogo, con una soddisfazione, con una distrazione, con uno scopo, seppur insignificante per molti…

Mi auguro che quei pochi che la pensino in maniera simile, condividano il pensiero, perché sarebbe bello domani svegliarsi e tornare, oltre che al lavoro, alle proprie passioni, ovviamente nel pieno rispetto del prossimo e sopratutto della propria persona.
Perché chi siamo e cosa facciamo nella nostra libertà di scegliere, determinano la nostra identità… La mia è questa, vi chiedo di rispettarla!

Buona sopravvivenza psicofisica a tutti!

14 Commenti

  1. Impedire alle persone di praticare attività fisica nei parchi e sulle spiagge, rafforzando così il proprio organismo, il sistema immunitario e migliorando lo stato di umore e di benessere generale che contribuiscono al mantenimento di una buona salute è stato quanto di più inetto si potesse pensare.
    Grazie per esserti preso il tempo di scrivere questa lunga riflessione.

  2. Finalmente qualcuno che parla con criterio ed apertura mentale
    Io sono da inizio della quarantena a sgolarmi x spiegare ciò

  3. Anche se il mare manca molto anche a me, non condivido questa visione unilaterale e anche un po’ infantile come di un bambino a cui hanno tolto il giocattolo. Se tu fossi in un ospedale come sono io mi avessi visto con i tuoi occhi quello che ho visto io credo che forse non avresti parlato in questo modo. La gente morta e sono morte le persone che gli prestavano soccorso. Anche sì le distanze sociali fossero rispettate questo tipo di sport comportano comunque dei rischi e possono causare dei problemi che vanno Curati in centri medici che in questo momento non è il caso di intasare. Basterebbe questo come motivo ma ce ne sono molti altri tra cui il rispetto per chi è stato colpito economicamente nel suo lavoro da questa situazione, e ha altri tipi di priorita per posizionare l’importanza di questa esigenza dove dovrebbe essere posizionata. Come surfisti non ci facciamo una bella figura con punti di vista di questo tipo

    • Condivido pienamente la tua risposta, Giordano, credo che l’articolo sia un esempio di egotismo ed autocelebrazione, tipica appunto dei bambini, e l’autore non si rende neppure conto del difetto peggiore, tra i tanti che cita, di cui è un esempio vivente : l’assoluta mancanza di senso della collettività, base del vivere sociale.

  4. Finalmente si sottolinea come si tiene alla propria salute e finalmente si sottolinea come questa pandemia ci sta trasformando in peggio e non in meglio.
    A me dispiace molto per chi oggi soffre.
    Ma voglio ricordare che se la nostra politica non avrebbe tagliato in tutti questi anni la nostra sanità forse e dico forse potevamo salvare più vite, vedi la Germania.
    Ci ricordiamo della sofferenza solo quando siamo noi a soffrire.
    Io del virologo Galli che all’inizio ci diceva che il virus in italia non sarebbe arrivato non mi fido,forse tutti questi contagi sono da imputare alla scienza e ai politici

  5. Condivido quasi tutto ciò che hai scritto, l’unica cosa che dico è di non arrendersi di fronte alle privazioni obbligate di questo periodo, noi che amiamo lo sport ed in particolar modo il surf dobbiamo dimostrare agli altri quanto amiamo questa terra e quanto desideriamo proteggere il mare dall’invadenza dell’uomo. Quindi rispettiamo le regole della terra così saremo un tutt’uno con essa

  6. La penso uguale.. A differenza che io esco sempre dappertutto e anche in mare a fare kite.. Però è una tristezza… La mentalità di molti

  7. Assolutamente condivisibile, le modalità con cui svolgiamo i nostri sport non presentano rischi di diffusione per covid. Spero che chi deve decidere abbia la flessibilità mentale necessaria per saper differenziare. Lo spero vivamente…

  8. Il tema, per chi avrebbe potuto praticare sport individuali all’aperto durante il periodo di picco, non era la trasmissibilità del covid ma la possibilità di farsi male e intasare ulteriormente gli ospedali (rischiando poi di beccarsi il virus proprio in ospedale/pronto soccorso). Stop. È facile.
    Inutile fare sproloqui e lagnarsi di non potersi andare a divertire in una situazione del genere (fase 1).
    Per quanto riguarda il paragone con gli altri paesi, imho davvero qualunquistico, la domanda da farsi prima di (s)parlare è la seguente: questi paesi hanno la nostra stessa potenza (in termini di strutture e posti letto) sanitaria? Se in Italia abbiamo pochi ospedali e pochi posti letto (di chi sarà la colpa?) è naturale che il governo, durante una pandemia mondiale, ci chiuda tutti in casa. Dobbiamo, vedi sopra, limitare la possibilità di farci male e dover ricorrere al ricovero ospedaliero. Se hai i posti letto in ospedale allora il problema si pone meno, perché se tu aitante 40enne sportivo (anche se con molti muscoli e poco cervello) hai bisogno, ti ricoverano senza dover mandare a casa (a morire) un nostro papà o un nostro nonno di 70 anni per liberare il posto. Caso esemplare di “gente in giro”, di cui si parla in questo giorni, quello della Germania che, avendo una buona copertura sanitaria, non ha bloccato nessuno se pur tutti circolino con mascherina e distanziamento. Mi pare abbastanza facile anche questo.
    Ciò detto spero invece che nella FASE 2 il governo italiano non pecchi di accidia e decida, per mera pigrizia amministrativa, di parificare un’area di rigore durante una partita di calcetto tra 50enni immobili o un incontro di judo, ad una lineup a largo o a una session di kite o ad una partita di tennis all’aperto, continuando a vietare lo sport in genere (tranne quello, naturalmente, dove piovono soldi….).
    Spero e mi auguro che il PdC (povero diavolo, per la situazione in cui si trova più che per altro) invece di continuare a fare dirette a reti unificate dicendo, in fin dei conti, poco e niente, abbia l’arguzia di preoccuparsi dell’equilibrio del Popolo che governa. Perché se è vero che quello finanziario sta lentamente andando farsi friggere, la speranza è quella di riuscire a conservare il più possibile l’equilibrio psichico (mens sana in corpore sano) per provare, in qualche modo, a ripartire.

  9. Finalmente un buon punto di vista un buon articolo .. e .. l egoismo c’è quando nn si conbatte uniti per una giustizia sociale e si lascia il paese in mano per un 25 anni a personaggi che pezzo dopo pezzo con le loro scelte acconsentite stanno concludendo questo stupendo puzzle ..

  10. al solito si condividono le leggi ma solo se riguardano gli altri. ognuno è sempre capace di trovare un’eccezione giustificarsi ad eludere: si alla salute ma libertà di inquinamento per salvare i posti di lavoro; si ad andare al mare in auto per portare il surf pur di fare sport ecc. ecc.

  11. Nella c.d. “Fase 2”, credo sia opportuno fare dei distinguo. Ad oggi, si legge di un possibile via libera alle attività sportive individuali (vedi corsa o bicicletta). Tuttavia, su molti giornali si legge anche di possibili accessi contingentati alle spiagge, con anche probabili chiusure delle spiagge libere. Premesso che quest’ultima eventualità sarebbe un illecito: le spiagge fanno parte del demanio, e per definizione devono essere fruibili da parte della collettività. Questo ovviamente riguarda soprattutto i bagnanti, ma non solo: anche chi pratica attività sportive individuali legate al mare (pesca sportiva, surf, kite, etc.). Capisco che i gestori degli stabilimenti balneari devono trarne un profitto, ma non mi sembrerebbe molto giusto impedire il legittimo accesso al mare a coloro i quali della tintarella non frega nulla. Spianare una duna per metterci lettini ed ombrelloni ha un anche impatto ambientale, e questa è una anomalia tutta italiana (e parlo da ex bagnino). Chi fa sport individuale non danneggia nessuno, tantomeno l’ambiente.

  12. Vi tedio con un racconto banalotto di fantasia ma non troppo….premetto che vorrei anche io essere in acqua e pratico il distanziamento sociale per limiti caratteriali ben prima dell’arrivo del Covid19…
    C’era una volta un giovane surfista (la scelta del “giovane” è per mia invidia personale) che una mattina decide di andare a fare surf: “…non incontrerò nessuno quindi non c’è rischio di prendere o attaccare il virus ad altri. Per sicurezza farò benzina al self service e andrò in quello spot che fa onde di merda dove non va mai nessuno. Non sono mica uno stupido o incosciente io!”.
    Dopo una mezz’ora di onde senza problemi capita però un wipe out come tanti altri, prudentemente riemerge con la mano sopra la testa ma sfiga vuole che che il tail della sua tavola decide di colpirlo dietro la testa schivando opportunamente la mano messa a protezione.
    Niente di grave solo un taglio pensa, ma servono dei punti, il taglio è troppo largo e profondo. Poco male pensa, asciugamano in testa, una scappata al pronto soccorso e risolviamo…
    All’arrivo al pronto soccorso trova l’apocalisse, file di persone con sintomi più o meno gravi da Corona virus, persone con l’ossigeno ecc… al triage verificano la necessita di punti e dopo 4 ore di attesa per via del codice giallo declassato a bianco data la situazione da guerra chimica, arriva il medico di turno… turno doppio ovviamente a causa del numero elevato di medici ammalati…
    Il dottore interrompe i suoi 5 minuti di pausa per recuperare le energie, chiude la telefonata a casa per salutare i figli e va a ricucire il nostro surfista.
    Dopo due settimane però il nostro surfista inizia ad avere la febbre e tosse. Si torna al pronto soccorso e sorpresa è positivo al Virus; probabilmente gli dicono contagiato al pronto soccorso stesso la volta prima mentre era in fila insieme ad altre persone che erano già positive.
    Purtroppo è una cosa seria, la terapia intensiva è praticamente satura e insieme a lui ci sono altre persone nelle stesse condizioni. Lui però è giovane e gli viene data precedenza rispetto agli altri più anziani perché ha più probabilità di salvarsi.
    Dopo un paio di settimana si risolve tutto per il meglio, il nostro giovane surfista è forte e guarisce… muore invece un anziano che lo stesso giorno non ha trovato posto in terapia intensiva e a distanza di altri dieci giorni muoiono altre tre persone e cinque vengono ricoverate in terapia intensiva perché contagiate dal nostro amico surfista nelle due settimane in cui era positivo ma asintomatico…parenti amici e gente sfortunata ad avere incontrato un surfista “pedalino della libertà”… ma il giovane negli anni racconterà ai suoi amici che quella mezz’ora di onde e libertà valeva quello che poi ha dovuto passare in ospedale e che aveva sconfitto i “poteri forti”.
    Il medico che ha dovuto lavorare mezz’ora in più in un turno già massacrante, gli altri che si sono ammalati per contatto diretto o indiretto e i morti sembra che non siano così convinti che la mezz’ora della sua libertà valesse quello che Loro hanno dovuto affrontare e sembra che abbiano anche chiesto se la prossima volta non decide in autonomia se poi la sua libertà limita la loro.
    P.S. racconto facilmente ambientale al pronto soccorso di Rimini, Carrara, Bergamo, ecc. o a runner con distorsioni, o ad anziani che pensano di aver già vissuto tanto che non hanno più paura di nulla (sono io ad aver paura che con tutti questi altruistoni…la Fase 2 sarà un Fase1bis)

    • Hai preso un caso molto particolare che porta ad una interessante riflessione sulla responsabilità individuale di ognuno di noi ma credo che nonostante ciò non possiamo smettere di vivere per questo virus.
      Mi spiego meglio, nel tuo racconto il problema che viene sottolineato è che nonostante tutte le precauzioni possibili il surf può essere pericoloso ed esiste la probabilità seppur bassa di dover andare in ospedale; in questo periodo un amico è finito in ospedale dopo essersi tagliato sul polpaccio per un incidente domestico (Per i più curiosi gli è caduto uno specchio dalle mani);
      In ospedale ( Zona lazio nord) non ha trovato fila, normalmente ci sono dalle 2 alle 4 ore di attesa al pronto soccorso.
      Ciò che voglio dire è che FORTUNATAMENTE non in tutte le zone gli ospedali sono pieni di lavoro e soprattutto stare in casa non garantisce di non farsi male!

      Dal punto di vista mentale alcune persone inoltre soffrono molto lo stare in casa, altre lo tollerano bene; ogni essere umano è diverso e bloccare la libertà di spostamento (tutelata dall’articolo 16 della costituzione, questo genera i grandi dibattiti sulla legittimità della situazione attuale ) significa limitare la libertà umana, per alcuni può portare anche ad instabilità mentale, allora se una surfata in solitaria su una spiaggia deserta può rilasciare la tensione di mesi di reclusione forse non è cosa così sbagliata fare una scappata.
      Bisogna ovviamente agire con consapevolezza tenendo conto che ci sono delle conseguenze per ogni azione ma se non si lotta per ciò in cui si crede la vita diventa solo una linea piatta mentre per vivere c’è bisogno di salite e discese o meglio di onde !

      Ps: Mercoledì mette qualche ondina da noi e non intendo muovermi, avrei la possibilità di andare in spot nascosti e conosciuti a pochi intimi. Se qualcuno va a prima di puntare il dito è importante capire che non siamo tutti nelle stesse condizioni e come giustamente detto nell’articolo l’ultima cosa di cui c’è bisogno è combattere chi cerca il benessere psico-fisico, molto trascurato in Italia e fondamentale in questo momento.

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