Moro, Lunger. Tragedia sfiorata sul Gasherbrum

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La cordata composta da Simone Moro e Tamara Lunger stava tentando la salita invernale sul Gasherbrum quando Moro è caduto in un crepaccio.

ph. Matteo Pavana

Intenzionati a salire il Gasherbrum in invernale Simone Moro e Tamara Lunger stavano per raggiungere il Campo 1 per passare lì la notte, quando nel complicato ed enorme labirinto di crepacci Simone è precipitato in uno di questi. Essendo legati in cordata, quando si è aperta una voragine sotto i piedi di Simone, Tamara ha subito uno strappo violento ed è volata fino al bordo del crepaccio mentre Simone è precipitato per 20 metri sbattendo schiena gambe e glutei sulle lame di ghiaccio sospese nel budello   non più largo di 50 cm e completamente buio.

Prosegue il racconto di Moro sulla sua pagina FB:

Sopra Tamara aveva la corda avvolta intorno alla mano e gliela stringeva come una morsa e le provocava dolori lancinanti e insensibilità. Io ero al buio e lei lentamente scivolava sul ciglio del crepaccio. Il tutto complicato dal fatto che lei aveva le racchette da neve ai piedi. Sono riuscito con una mano a mettere un primissimo precario ancoraggio e, pur sentendomi lentamente scendere verso l’abisso ho avuto la lucidità di prendere la vite da ghiaccio che avevo all’imbrago e fissarla nella parete liscia e dura del crepaccio. Quella vite ha fermato lo scivolamento mio e la probabile caduta nel crepaccio di Tamara.

Da lì, senza entrare nei dettagli, ci siamo inventati il modo di uscire. Quasi due ore dopo. Contorsionismi e mille sforzi mi hanno permesso al buio e schiacciato tra due pareti larghe 50 cm. e risalire in piolet traction tutto il crepaccio.

Tremolante e con mille contusioni ho abbracciato Tamara che piangeva anche dal dolore alla mano. Mentre salivo era riuscita ad organizzare una bella sosta di recupero e ad assicurarmi mentre scalavo i 20 interminabili metri di ghiaccio liscio. Siamo scesi al campo base che, già allertato e rassicurato via radio.”

I due alpinisti adesso si trovano al Campo Base e visto che la mano di Tamara è dolorante e praticamente inutilizzabile, la spedizione si può dire conclusa.

 

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Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.

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