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Union Fade, il negozio di abbigliamento di Milano che racconta la cultura del Vintage

di - 04/08/2026

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Due luci su via Morgagni a Milano e una vetrina che non può passare inosservata.

Ti stai tuffando nel passato o nel futuro? Per capirlo conviene che varchi la soglia, ti guardi attorno e, se non sei dell’ambiente, fai qualche domanda. Che poi è quello che abbiamo fatto noi, chiedere ad Andrea Carulli, socio di Cristian Murianni e Davide Croatto, qualche ragguaglio su cosa è il Vintage e perché Union Fede si sta affermando come punto di riferimento nel panorama internazionale del settore.

Ciao ragazzi, quando avete aperto e perché proprio a Milano?

Abbiamo aperto a settembre 2021 e, beh, siamo di Milano. Logisticamente ci veniva facile ma sarebbe stato un errore fare diversamente, Milano è la città più internazionale d’Italia, è un punto di riferimento per la moda, le tendenze, lo stile. Milano era il posto ideale.

Trattate abbigliamento e accessori molto particolari, qual è il vostro background e come siete arrivati a questo?

Cristian è stato il motore di Union Fade, lui è un fotografo ed è stato editore di riviste di snowboard, di skateboard, di outdoor, di sneakers e denim. Ha un background che affonda nelle sottoculture urbane, sportive, un approccio curioso che lo ha portato a viaggiare, interagire. Ha lavorato nella ricerca per Denim Première Vision, per WP Lavori in Corso, sviluppando una sensibilità nei riguardi del jeans, delle camicie, delle giacche, dei capi più in generale che abbiano una qualità e una storia. Siamo tre soci, e il Vintage, con i suoi risvolti legati alla ricerca, all’unicità, alla qualità e alla sostenibilità, è la nostra passione.

Union Fade Vintage Milano

Per le donne il Vintage come abbigliamento e accessori è legato principalmente ai prodotti usati e datati dell’alta moda: Gucci, Chanel, Saint Laurent… Per l’uomo è legato al workwear, al military, al western…

Qual è il Vintage di Union Fade?

Sì, il concetto di Vintage viaggia su binari diversi fra uomo e donna, ma non è solo una nostra interpretazione, la cultura del Vintage si fonda su questo. La maggior parte dei prodotti che trovi qui vengono proprio dagli ambiti che hai citato, che storicamente sono ambiti maschili: quello militare, quello del lavoro manuale di fatica, dell’allevamento animale o di certi tipi di sport.

Trattiamo prodotti degli anni ’20, ’30, non oltre gli anni ’70, e attraversando questo arco temporale puoi notare come sono cambiati gli stili. Degli anni ’50, ’60 troverai giacche più corte e boxy, perché i pantaloni a quell’epoca avevano la vita più alta. La maggior parte dei dettagli di questi prodotti sono dettagli funzionali: le giacche militari avevano le maniche un po’ corte, per non intralciare la manualità dei soldati manovrando le armi o i macchinari, le giacche degli aviatori erano larghe di schiena e di maniche, per consentire di manovrare in cabina di pilotaggio. I prodotti venivano sviluppati per rispondere a un’esigenza di funzionalità, di durata, questo ne determina la ricchezza, la qualità, una qualità che ha fatto durare questi prodotti 50 o 100 anni.

Chi è il vostro cliente: uomo, donna, italiano, straniero?

Il nostro cliente tipo è un ragazzo fra i 20 e i 35 anni, uomo, per le ragioni di cui sopra, sebbene arrivino anche donne alla ricerca di capi da mixare ai loro look. Le T-shirt degli anni ’70 ad esempio sono molto piccole, si adattano perfettamente ai corpi femminili.

Per quanto riguarda la provenienza è in gran parte straniera. A Milano negli ultimi anni il turismo internazionale è esploso, un turismo fatto anche di giovani, ragazzi europei, americani, australiani, giapponesi. Ragazzi con una cultura molto più affine della nostra a questa tipologia di stile.

Union Fade è il luogo di collegamento fra il prodotto e il vostro cliente. Ma come ci arriva il prodotto qui?

Il prodotto non arriva, lo andiamo a prendere. Ogni capo che c’è qui in negozio viene scelto e acquistato singolarmente.

Non facciamo come il 90% dei negozi che vende usato, ossia comprare balle di abbigliamento a peso. Non lo facciamo perché in quel modo, pur comprando a un prezzo basso, hai uno scarto altissimo, e perché comunque avremmo un’alta probabilità di metterci in negozio prodotti senza valore. È una questione di scelte, noi selezioniamo tutto, vogliamo essere consapevoli di ciò che vendiamo. Acquistiamo presso mercatini e presso fornitori che hanno magazzini, principalmente negli Stati Uniti e Canada, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Malesia, in Italia molto molto poco e da privati praticamente nulla.

Union Fade Vintage Milano

Da che criteri sono influenzate le vostre scelte?

Sono influenzate ad esempio dalle esigenze, dobbiamo avere un certo assortimento di denim, di giacche in pelle. Poi c’è un mondo di visioni, che partono da Cristian, arrivano a Davide, a me e variano dal momento, dal periodo storico, una questione di cosa va o potrebbe andare. I nostri clienti sono sia i ragazzi che entrano e cercano un jeans, sia i ricercatori dei brand del lusso che cercano pezzi d’archivio per ispirare capi delle collezioni, sia le lavanderie, ossia quelle società che attraverso processi appunto di lavaggio creano sui jeans quegli effetti strappati o consumati.

Questi ricercatori guardano, fotografano?

Non consentiamo di fare fotografie, quindi o comprano o fanno rent.

Ma a quel punto il “pezzone” che avevi non ce l’avete più, come fate?

Funziona così, salvo sporadici casi dobbiamo vendere tutto ciò che abbiamo, sennò diventerebbe un museo, ma invece è comunque un’attività commerciale.

Mi hai detto che i ricercatori dei brand acquistano i vostri capi per ispirarsi nella creazione di pezzi delle nuove collezioni. Vi capita di vedere che quei concetti effettivamente vengono trasferiti nei prodotti attuali?

Sì certo, non è tanto per dire, capita che queste persone tornino da noi per farci vedere, che per esempio, il dettaglio di quel nuovo jeans è ispirato proprio da quel vecchio paio che avevano acquistato.

Collegandoci a ciò che hai appena detto, nel campo del Vintage si sente parlare di archivi, cosa sono esattamente?

Tutto ciò che vedi oggi si ispira al passato, tutti i brand attingono da archivi, propri o altrui. Il riferimento al passato è continuo, per questo gli archivi hanno un grande valore.

Chi non ha idea di cosa trattate potrebbe dire: “Wow, prezzi alti per prodotti vecchi e rovinati”. Cosa giustifica il prezzo?

Capitava soprattutto i primi tempi che avevamo aperto l’attività, talvolta dovevamo giustificare i nostri prezzi. Ora capita meno, tuttavia chi ignora la vera natura del Vintage ha bisogno di essere educato, di capire che trattiamo prodotti rari, autentici, frutto di ricerca, provenienti da un passato più o meno lontano.

Rispetto agli altri Paesi che trattano il Vintage di questo tipo, negli USA, in Francia, in Inghilterra, noi siamo quelli con i prezzi più bassi, che tengono conto di un mercato non ancora maturo e di un potere d’acquisto più basso.

Vedi quelle giacche appese lassù? Quelle sono giacche orientali chiamate Souvenir Jacket e sono state fatte fra gli anni ’40 e ’60 circa. Sono giacche fatte a mano, con disegni ricamati, uno diverso dall’altro. Venivano fatte fare dai soldati occidentali di stanza nelle basi dell’Indopacifico e poi spedite come souvenir negli USA o in Europa. Una giacca di questo tipo è stata vista in un nostro post da un ragazzo francese che l’ha voluta a tutti i costi perché il padre era stato stanziato, in quegli anni, in quella base americana. Era una giacca da 2.000 euro.

In generale, ciò che è nei negozi ora diventerà Vintage?

Non penso proprio, non l’abbigliamento che in generale trovi nei nostri negozi per lo meno. Per una questione di qualità. Mediamente la qualità dei prodotti occidentali è troppo bassa per durare nel tempo. Diverso è per i prodotti giapponesi, che hanno fatto, fanno e continueranno a fare prodotti di qualità.

La qualità. È quello che attraversa il tempo, è quello che un domani sarà Vintage, il resto è usa e getta.