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Vie Ferrate Trentino? Dolomiti Palaronda Ferrata

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Ti piacerebbe percorrere una Via Ferrata in Trentino? Forse non sai che c’è un luogo che è il paradiso di questi itinerari attrezzati: San Martino di Castrozza e le sue celebri Pale.

 

Panoramica del Rif. Rosetta sull’Altopiano di San Martino di Castrozza – Foto: Marco Melloni

 

Passione per la montagna, un sentimento che cresce con noi

La passione per la montagna spesso è un sentimento che comincia a svilupparsi fin da bambini: le grandi vette, i boschi incantati, gli animali selvatici nascosti agli sguardi, e gli alpinisti, che con lo sferragliare delle loro attrezzature si inerpicano in un mondo inaccessibile ai più, costringendoci a guardarli con il naso al cielo.

Alcuni di quei bambini, una volta cresciuti, non hanno la possibilità, la capacità o la determinazione di diventare alpinisti ma si ritrovano ancora con il naso all’insù, a guardare quegli arditi acrobati su creste e cenge, salire sempre più in alto, fino alle nuvole.

Cosa provano con centinaia di metri di strapiombo sotto ai piedi? Quale emozione è tenere la vita appesa alle proprie mani? Quale ricompensa ricevono una volta raggiunta una vetta?

 

Il sentiero attrezzato verso il passo di Ball – Foto: Marco Melloni

 

Vie Ferrate, a un passo dall’alpinismo

Quante volte ho guardato gli alpinisti con un binocolo dalle terrazze dei rifugi o da un verde pascolo sotto un’immensa parete di roccia, quante volte mi sono domandata se mai avrei avuto l’occasione di vivere quelle esperienze.

 

Forse non sarò mai un’alpinista ma col tempo ho cominciato a sentire parlare di vie ferrate e di questa possibilità di deviare dai sentieri più battuti e scoprire itinerari avventurosi e verticali.

Vie ferrate, un po’ come fare alpinismo ma senza conoscere le manovre di corda, i nodi, le tecniche di arrampicata. Un alpinismo semplificato, accessibile, la porta di ingresso alle sue emozioni.

 

 

Le Pale di San Martino, un luogo unico

Ho cominciato sempre più spesso anche a sentire parlare di San Martino di Castrozza, delle sue vette di calcare chiamate Pale di San Martino (il gruppo più esteso delle Dolomiti Unesco), che all’alba diventano colore dell’oro mentre al tramonto si tingono di rosa per effetto dell’Enrosadira, preziose ricompense per chi riesce a posarvi sopra gli occhi e le mani.

 

Cerca e ricerca in rete mi ritrovavo a scoprire che proprio San Martino offre un’ampia rete di Vie Ferrate, che si articola nei circuiti denominati Dolomiti Palaronda Ferrata e in differenti proposte cucite su misura per ogni esigenza.

Era l’occasione che cercavo: scoprire le montagne di San Martino di Castrozza e provare l’emozione delle Vie Ferrate.

 

Anni di trekking anche su sentieri tecnici e un po’ di arrampicata in palestra e falesia mi facevano pensare di avere le capacità per affrontare i percorsi, ma il rischio di vivere quest’esperienza in modo superficiale mi spingeva a scegliere di farmi accompagnare da una Guida Alpina, che non solo è in grado di assicurare la sicurezza della propria incolumità ma è anche in grado di raccontare i luoghi che si stanno attraversando e la storia di cui sono ricchi.

Avevo solo due giorni a disposizione ma potevano bastare a togliere la sete di avventura e farmi venire voglia di tornare appena possibile.

 

Una Guida Alpina per accompagnare

Un giorno di metà luglio, Patrick la Guida Alpina delle Aquile di San Martino che mi è stata assegnata, mi aspetta all’appuntamento alla base della cabinovia Colverde.

All’arrivo di questa manchiamo di un soffio la prima funivia per la Rosetta, approfittandone per prendere un caffè al Rifugio Colverde; poi con la seconda raggiungiamo l’Altopiano a 2.580 m.

C’ero già stata in inverno per fare scialpinismo e non sapevo bene come sarebbe stato vederlo senza i metri di neve che lo caratterizzano in quella stagione.

Ha tutto il fascino dell’alta montagna dolomitica, un aspetto che con fantasia potremmo considerare simile alla superficie lunare. Una distesa di roccia calcarea grigio chiara, da cui svettano cime da quasi 3.000 metri.

 

Il RIf. Pradidali – Foto: Marco Melloni

 

La Ferrata del Porton

Imbocchiamo il sentiero SAT 702 che ben presto scende costeggiando l’estremità superiore della Val di Roda fino al Col dele Fede. Il cielo è grigio e Patrick consulta spesso i radar meteo per capire come si stia muovendo la perturbazione. Il piano originale per raggiungere il Rif. Velo della Madonna tramite le Ferrate del Porton e del Velo, potrebbe essere sostituito da un piano B o anche da un piano C.

Trovarsi su una via ferrata con un temporale non è assolutamente consigliato, tutti i cavi metallici, i fittoni e le staffe attirano i fulmini come api sul miele, con il conseguente rischio di folgorazione, mentre la pioggia rende scivolosa e impraticabile la roccia.

Facciamo una piccola sosta al Col dele Fede, per poi proseguire verso il Passo di Ball.

Ci sono ancora grandi chiazze di neve, le copiose nevicate dell’inverno scorso non hanno ancora fatto in tempo a sciogliersi.

 

Ancora neve in primavera prima dell’attacco della Ferrata del Porton – Foto: Marco Melloni

 

Prendiamo dolcemente quota tenendo costantemente lo sguardo rivolto verso l’alto, impossibile non rimanere affascinati dai monoliti di roccia che svettano sopra le nostre teste: la Pala di San Martino 2.983 m, la cima di Roda 2.801 m, la cima di Ball 2.605, testimoniano silenziose il nostro passaggio.

Arrivati al Passo, Patrick decide di abbandonare il Piano B (che prevedeva di percorrere la ferrata Nico Gusella) e proseguire per il progetto originale. Il meteo non sembra così ostile, qualche goccia di pioggia scende dalle alte nuvole ma c’è un’ottima visibilità e possiamo goderci in sicurezza l’escursione.

Il sentiero ora scende e sotto di noi vediamo chiaramente il Rifugio Pradidali 2.278 m, con tanti escursionisti sulle sue terrazze.

Il Rifugio Pradidali (insieme ai Rifugi Rosetta, Canali/Treviso e Mulaz) è un altro punto d’appoggio strategico sia per il Dolomiti Palaronda Ferrata che per il Palaronda Trek. E’ raggiungibile dagli altri Rifugi delle Pale di San Martino e direttamente da valle attraverso la Val Canali. Tantissimi alpinisti da tutto il mondo vi passano una o più notti, riposando e rifocillandosi dopo aver scalato o in attesa di scalare le famosissime vie di arrampicata che lo circondano.

 

I primi tiri della Ferrata del Porton – Foto: Marco Melloni

 

Affianco al rifugio, appena ad est, svettano infatti Cima Canali 2.900 m e Cima Wilma 2.774 m, mentre poco lontano, verso sud, il Sass Maor 2.814 m.

Lasciandoci il rifugio alle spalle il nostro sentiero piega decisamente verso ovest, scendendo in un canale ancora piuttosto innevato.

Patrick mi fa indossare l’imbrago e il casco, fissandomi il kit da ferrata all’anello di servizio. Ora si vede l’attacco della ferrata del Porton, una serie di staffe d’acciaio procede decisa sulla prima placca verticale della parete.

 

The Wise e Donatella Munerol – Foto: Patrick Gasperini

 

Le emozioni di una Ferrata

Aggancia e sgancia i moschettoni; afferra le staffe, il cavo d’acciaio, le sporgenze di roccia.

La ferrata continua salire, continuando piano piano a piegare ad ovest.

Il tempo sembra fermarsi in questo alternarsi di manovre, la concentrazione è massima, ma che emozione. Guardare il vuoto sotto i propri piedi, le pareti lontane alle proprie spalle, la roccia che ancora sale sopra le nostre teste.

Le domande che mi ponevo stanno ricevendo risposta, era ciò che speravo che fosse: emozione e soddisfazione.

Alcuni passaggi sono piuttosto aerei, uno in particolare richiede di scendere e distendere completamente braccia e gambe per poter rimanere saldi alle prese.

Per sicurezza Patrick mi assicura anche con una corda a sé stesso, oltre che farmi usare il kit da ferrata per vincolarmi agli ancoraggi metallici.

 

Ferrata dl Porton, la Guida Alpina Patrick Gasperini fa sicurezza a Donatella – Foto: Marco Melloni

 

Ci mettiamo almeno 2 ore a posare i piedi a terra, ora siamo all’interno del canale che ci porterà alla forcella Porton, circa 200 m di dislivello di sentiero piuttosto tecnico su terreno pietroso molto sdrucciolevole, a causa dei detriti di roccia.

Superata la forcella ci fermiamo a pranzare di fronte ad uno scenario ancora diverso: altri versanti, canali, altre torri di calcare.

Di fronte a noi la Cima della Madonna 2.748 m, con il suo celebre spigolo e la parete nord su cui corre, fra le altre, la via Messner, aperta da Reinhold e dal fratello Siegfried nell’ottobre del 1965.

Riprendiamo a camminare in direzione sud-ovest, 500 m di sentiero che traversa sopra la Val dela Vecia.

 

In discesa lungo la Ferrata del Porton – Foto: Patrick Gasperini

 

La Ferrata del Velo

Ho quasi paura al pensiero che per oggi le ferrate siano finite quando Patrick mi indica l’attacco della Ferrata del Velo.

Percorsa in questa direzione questa ferrata è tutta in discesa e qui capisco che su una ferrata, scendere non equivale a rendere le cose facili, certo non devi tirarti con le braccia per vincere la forza di gravità, ma devi continuamente guardarti fra le gambe per capire dov’è nascosto il prossimo appoggio per i piedi.

Raggi di sole cominciano a bucare le nuvole, illuminando la parete su cui ci troviamo e San Martino di Castrozza a valle. Da un’enorme placca molto compatta su cui bisogna lavorare di aderenza, ammiro il panorama e scatto qualche fotografia.

 

I primi tratti della Ferrata del Velo – Foto: Marco Melloni

 

Ancora un passaggio all’interno di un breve camino e posiamo di nuovo i piedi a terra, un breve sentiero in salita ci condurrà fino al Rifugio Velo della Madonna 2.358 m.

Inaugurato nel 1980 questo rifugio è stato l’ultimo costruito dalla SAT sulle montagne trentine ed il secondo realizzato qui sulle Pale di San Martino.

 

Sempre sulla Ferrata del Velo – Foto: Marco Melloni

 

Il Rifugio Velo della Madonna

Il Rifugio Velo della Madonna è proprio dove vorresti essere accolto dopo una giornata di montagna: una solida costruzione in pietra, un accogliente interno in legno, una spettacolare vista sulla valle, un’immensa parete di roccia a proteggerti dai venti del nord.

Elisa e il suo compagno, gestori da 3 anni della struttura, mi raccontano delle difficoltà giornaliere a cui deve far fronte un rifugista, della difficoltà nel reperire l’acqua su un altopiano carsico, che obbligatoriamente va raccolta dalla neve che si scioglie, le difficoltà negli approvvigionamenti, fatti tramite teleferica, e dei nuovi problemi sopraggiunti con la pandemia, che ad esempio non consentono di occupare tutti i 54 posti letti.

Il pomeriggio e la sera passano davanti ad un bicchiere di birra, a chiacchierare con escursionisti ed alpinisti da tutta Europa e a ricaricare le batterie in vista della giornata successiva. Patrick rimane con noi e ci racconta aneddoti, segreti e curiosità delle sue montagne, così come i valori della vita in quota, la cultura e il rispetto della montagna.

La finestra di fianco al letto mi consente di vedere le nuvole sparire all’orizzonte e lasciare spazio ad una meravigliosa coperta di stelle.

Chissà se nell’universo intero esiste un pianeta con montagne così belle.

Dopo la colazione, con il binocolo ammiro le due cordate che si inseguono sullo Spigolo del Velo, una delle vie più celebri delle Dolomiti.

 

Il Rif. Velo della Madonna – Foto: Marco Melloni

 

La giornata si annuncia meravigliosa e il silenzio del mattino è rotto solo dal tintinnio dei moschettoni sulla roccia e dalle grida dei capicordata: “corda!”.

Il trekking parte in salita lungo il sentiero SAT 742, per raggiungere prima la forcella e poi la Cima della Stanga a 2.547 m.

Siamo vicinissimo al Sass Maor che da qui mostra parzialmente l’infinita parete est, dove si snodano celebri vie come la Solleder – Kummer e la Scalet – Biasin.

 

La Ferrata Dino Buzzati

Da Cima della Stanga si scende fino a raggiungere il bivio per la Ferrata del Cacciatore che lasciamo alla nostra sinistra per immettersi sul sentiero E747 molto ripido che superata un cresta cede il passo alla Ferrata Dino Buzzati, inaugurata ben nel 1977.

Dalle parole di Patrick avevo frainteso, pensando che quella di oggi sarebbe stata una scampagnata, al contrario anche questa ferrata si rivelerà assolutamente spettacolare e impegnativa, per un quarto in salita e per tre quarti in discesa.

Facciamo una piccola deviazione prima di cominciare a scendere, raggiungendo protetti solo dalla corda di Patrick, la cima del Monte Cimerlo 2.503 m.

E’ una vera e propria cima, nel senso di una piazzola di roccia, ampia solo pochi metri. Ci sediamo a mangiare mezzo panino, ammirando la spettacolare Val Canali 1.300 m più in basso e un’infinità di cime tutte attorno.

 

Patrick Gasperini e Donatella verso la cima del monte Cimerlo – Foto: Marco Melloni

 

Poi è di nuovo una discesa lungo un ripidissimo sentiero e il riprendere per la ferrata, che fra scalette, cavi, fittoni e staffe ci conduce in un continuo cambio di direzioni e prospettive visive circa 500 m più in basso.

Tramite il sentiero perdiamo gli ultimi 800 metri circa di dislivello, raggiungendo prima la località Fosna, un bellissimo pascolo ai piedi del Cimerlo e poi i ristoranti la Ritonda e Cant del Gal in Val Canali, dove possiamo posare a terra i nostri pesanti zaini.

Guardo verso l’alto le cime che mi circondano, la luce del pomeriggio le accende del colore del sole.

Non sono un’alpinista ma sono stata lassù, ora so cosa si prova ad accarezzare la roccia, so cos’è la gioia di una cima, so che ogni panorama è completamente diverso a seconda del punto da cui lo si guarda.

Ora so che tornerò a San Martino di Castrozza per completare ciò che ho solo cominciato, so che continuerò a fare vie ferrate.

 

The Wise in discesa lungo la Ferrata Dino Buzzati – Foto: Patrick Gasperini

 


 

DOLOMITI PALARONDA FERRATA, VIVILA DA PROTAGONISTA

 

L’Altopiano delle Pale di San Martino, fra le sue innumerevoli cime di roccia, i canali e le valli, cela un incredibile dedalo di ferrate che possono essere percorse singolarmente in giornata o si possono abbinare in tour di più giorni. L’APT di Sam Martino di Castrozza propone diversi pacchetti, studiati su misura per qualunque esigenza, in termini di preparazione, tempo a disposizione e desiderio di essere accompagnati da una Guida Alpina.

 

4 PROPOSTE DOLOMITI PALARONDA FERRATA con Guida Alpina

Pacchetti 3 notti > Dolomiti Palaronda Ferrata – Explorer

I Palaronda Ferrata Explorer Tour sono delle proposte pensate per gli amanti delle Vie Ferrate, che hanno a disposizione soltanto pochi giorni o che vogliono completare una precedente esperienza sulle Pale di San Martino.

 

Patrick Gasperini fa sicura a Donatella sulla Ferrata Dino Buzzati – Foto: Marco Melloni

 

PACCHETTO 3 NOTTI > Explorer Tour Nord / 3.120 m D+ | 3.650 m D-

Si sviluppa sul versante centro – settentrionale del massiccio delle Pale di San Martino e comprende la Ferrata Bolver Lugli al Cimon della Pala, la Ferrata del Porton e la Ferrata del Velo, oltre a diversi tratti di sentiero attrezzato. I pernottamenti avvengono al Rifugio Rosetta, al Rifugio Velo della Madonna e al Rifugio Pradidali, con partenza e arrivo da San Martino di Castrozza.

PACCHETTO 3 NOTTI > Explorer Tour Sud / 3.230 m. D+ | 3.140 m. D-

Si sviluppa sul versante meridionale del massiccio delle Pale di San Martino e comprende la Ferrata Fiamme Gialle alla Croda Granda, la Ferrata del Porton e la Ferrata del Velo, oltre a diversi tratti di sentiero attrezzato. I pernottamenti avvengono al Rifugio Treviso “Canali”, il Rifugio Pradidali e il Rifugio Velo della Madonna, con partenza e arrivo dalla Val Canali.

 

PACCHETTO 5 NOTTI > Dolomiti Palaronda Ferrata – Classic / 3.780 m. D+ | 3.595 m. D-

lI Palaronda Ferrata Classic è un’esperienza emozionante e divertente per scoprire il massiccio delle Pale di San Martino attraverso una rete di Ferrate e Sentieri attrezzati ben segnalati e in ottime condizioni. Questo trekking è rivolto agli amanti delle ferrate, persone quindi allenate e abituate a muoversi su sentieri attrezzati e percorsi esposti di media difficoltà. Anche questo percorso è stato studiato in modo tale da coprire l’intera catena delle Pale di San Martino da nord a sud, con appoggio per il pernottamento presso i cinque Rifugi delle Pale.

 

PACCHETTO 7 NOTTI > Dolomiti Palaronda Ferrata – 360 Tour / 6.915 m. D+ | 6.830 m. D-

lI Palaronda Ferrata 360 Tour è l’esperienza più completa, emozionante e divertente per scoprire il massiccio delle Pale di San Martino attraverso una rete di Ferrate e Sentiero attrezzati ben segnalati e in ottime condizioni. Questo Tour, pensato per chi vuole vivere un’esperienza indimenticabile, percorre l’intero massiccio delle Pale di San Martino da Nord a Sud durante 8 giorni di cammino e di ferrate, prenotando per una o più notti in tutti i Rifugi delle Pale.

 

Le quote comprendono:

  • N° notti nei rifugi alpini delle Pale in camere multiple (portarsi sacco-lenzuolo) con trattamento di mezza pensione (bevande escluse);
  • Pass andata/ritorno per gli impianti Colverde-Rosetta per raggiungere l’Altopiano;
  • Accompagnamento guida alpina delle “Aquile di San Martino di Castrozza e Primiero” per tutta la durata del trekking;
  • Cartina escursionistica su cartografia Tabacco 1.25.000 delle Pale di San Martino
  • Omaggio dai rifugi;

 

Donatella lungo la Ferrata del Velo – Foto: Patrick Gasperini

PROSSIME DATE PER TOUR ACCOMPAGNATI DALLE GUIDE ALPINE

 

DOLOMITI PALARONDA FERRATA EXPLORER TOUR NORD (3 notti/4 giorni)

 

04-07 agosto / 19-22 settembre
A partire da: € 870,00 a persona (min 2 partecipanti) / € 770,00 (3-4 partecipanti)

DOLOMITI PALARONDA FERRATA EXPLORER TOUR SUD (3 notti/4 giorni)

29 agosto-01 settembre / 23-26 settembre
A partire da: € 870,00 a persona (min 2 partecipanti) / € 770,00 (3-4 partecipanti)

DOLOMITI PALARONDA FERRATA CLASSIC (5 notti/6 giorni)

01-06 agosto, 29 agosto-03 settembre / 05-10 settembre / 17-22 settembre
A partire da: € 1.330,00 a persona (min 2 partecipanti) / € 1.230,00 (3-4 partecipanti)

DOLOMITI PALARONDA FERRATA 360 (7 notti/8 giorni)

29 agosto-05 settembre / 12-19 settembre
A partire da: € 1.790,00 a persona (min 2 partecipanti) / € 1.690,00 (3-4 partecipanti)

 

Info&booking
ApT San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi
Tel. 0439 767010
booking@sanmartino.com

sanmartino.com

 

The Wise sulla Ferrata Dino Buzzati – Foto: Patrick Gasperini

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