Intervista: Trevor Porter, product manager di Kona

Una bella e interessante chiacchierata con il responsabile dello sviluppo della più recente eMTB del brand canadese Kona, tra Remote 160 e bici e pedalata assistita.

29/11/2019
scritto da Cristiano Guarco
Trevor Porter, product manager Kona

Trevor Porter, product manager Kona

Presentati brevemente

Ciao, mi chiamo Trevor Porter e sono il Product Manager per le eBike, le bici da gravity e da bambino di Kona. Ho corso in DH a livello elite, vestendo per sette volte la maglia della nazionale canadese ai Campionati del Mondo DH, la prima volta nel 1995. Ho gareggiato anche in molti eventi nazionali e di Coppa del Mondo Downhill. Mi sono ritirato dalle competizioni nel 2004 dopo aver vinto il Mondiale DH Master a Bromont, in Canada. Sono cresciuto con la discesa, vedendola evolvere dai freni V-brake e dalle forcelle da 100 mm sino allo sport che è diventato adesso.

Quando ero un rappresentante di Kona sono sempre stato coinvolto con il team che si occupava dei prodotti, testando e fornendo feedback. Quattro anni fa, ho iniziato a tempo pieno nella posizione attuale come product manager.

Trevor Porter e la eMTB Kona Remote 160 da lui sviluppata

Trevor Porter e la eMTB Kona Remote 160 da lui sviluppata

Veniamo ora alla eMTB che abbiamo appena provato, Remote 160. Quanto la precedente Remote Ctrl ha influenzato lo sviluppo della più recente MTB a pedalata assistita di Kona?

Abbiamo sicuramente appreso alcune cose che ci hanno aiutato nella progettazione della Remote 160.

La prima era la protezione inferiore del motore, sulla Remote Ctrl era in alluminio, inoltre avevo provato su alcune altre bici che l’avevano in materiale plastico, mi erano piaciute ma sentivo che potevamo migliorare ancora.

Sulla Remote 160 ho cercato un materiale che avesse una certa elasticità e flessibilità. Abbiamo creato una combinazione di TPU simile al materale usato per gli scarponi da sci, che è molto flessibile e assorbe con efficacia gli impatti. Finora è stata la versione più resistente che abbiamo realizzato, funzionando davvero bene.

Uno sguardo ravvicinato al motore Shimano Steps E8000 e alla sua protezione inferiore

Uno sguardo ravvicinato al motore Shimano Steps E8000 e alla sua protezione inferiore – foto: Cristiano Guarco

La Remote Ctrl era un’ottima bici a tutto tondo, ma i biker volevano qualcosa di più. Desideravamo avvicinarci all’esperienza di guida della nostra Process (la piattaforma trail/enduro tradizionale di Kona, ndr). Così cercando di replicare il più possibile la sua geometria, abbiamo accorciato considerevolmente i foderi bassi del carro e aperto lo sterzo di un grado rispetto alla Process.

Una volta che abbiamo iniziato i test, mi sono reso conto di aver raggiunto i nostri obiettivi sulla nuova bici, per come si comportava sul campo.

Il carro posteriore della Kona Remote 160, con i foderi bassi lunghi 435 mm

Il carro posteriore della Kona Remote 160, con i foderi bassi lunghi 435 mm – foto: Cristiano Guarco

Quali erano gli obiettivi nello sviluppo della Remote 160?

  • Cercavamo quella sensazione di guida bilanciata, con la possibilità di montare due diametri ruota
  • Volevamo evitare l’uso di “frame bumper” (protezioni in gomma sul telaio, ndr) o limitatori dello sterzo per potenziali conflitti tra testa della forcella con il tubo obliquo, riuscendo a farlo.
  • Volevamo anche foderi molto corti, puntando a 435 mm, solo 10 mm in più rispetto alla Process 153.
Trevor Porter in azione sulla Kona Remote 160

Trevor Porter in azione sulla Kona Remote 160

Quali sono le sfide che avete affrontato?

Una delle sfide più grandi, di cui ho già accennato, è cercare di evitare l’impiego di sistemi di sicurezza per sterzo e down tube. Un’altra sfida è stata di progettare chainstay da 435 mm avendo ancora lo spazio per ospitare pneumatici di ampia sezione per entrambe le dimensioni delle ruote: 27,5×2,8″ e 29×2,5″. Anche progettare il telaio intorno al motore mantenendo la cinematica desiderata per la sospensione posteriore.

Vista superiore del top tube e del massiccio tubo obliquo - foto: Cristiano Guarco

Vista superiore del top tube e del massiccio tubo obliquo – foto: Cristiano Guarco

Cosa vorresti in futuro dai produttori di motori, batterie e software di gestione?

Siamo molto contenti dell’attuale direzione che sta prendendo Shimano. Penso che la batteria da 504 Wh sia ottima in un’ottica a tutto tondo, sarà interessante vedere nei prossimi anni come si evolverà la capacità di serie su alcune bici, da 504/640 sino a 700 Wh. Non sono sicuro che più grande sia sempre meglio, bilanciare quella di serie da 500 a 600 Wh con un Range Extender (da montare sul supporto porta borraccia, ndr) è nella mia lista dei desideri.

Vista laterale delle Kona Remote 160, con il massiccio down tube che ospita la batteria integrata da 504 Wh - foto: Cristiano Guarco

Vista laterale delle Kona Remote 160, con il massiccio down tube che ospita la batteria integrata da 504 Wh – foto: Cristiano Guarco

Bisogna sempre sacrificare qualcosa: avere più autonomia, e quindi più peso, o una bici più leggera e quindi più agile, ma con un range di pedalata ridotto…

Sarà interessante vedere nei nuovi eventi eBike, come la prossima serie EWS-E, quali saranno le prestazioni delle batterie e l’autonomia reale.

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Come vedi il futuro delle bici a pedalata assistita?

Vedo che continuano a crescere, ci sono alcune aree che hanno problemi da risolvere, man mano che le autorità e le persone comuni sviluppano una reale comprensione di cosa è veramente una eBike, ma una maggiore educazione e consapevolezza pubbliche sembrano aiutare a cambiare le prospettive.

Penso che le bici a pedalata assistita possano aiutare a far crescere lo sport nel suo complesso, portando nuovi appassionati o facendo tornare persone che non avevano più il tempo ma volevano andare in bici, inoltre le eMTB stanno già iniziando a sostituire i bike shuttle e/o gli impianti di risalita nei bike park.

Trevor Porter e la sua Kona Remote 160

Trevor Porter e la sua Kona Remote 160

Pensi che le MTB “muscolari” siano destinate a scomparire? E se sì, quali categorie saranno rimpiazzate dalle eMTB?

Spero di no, mi piace pedalare diveri tipi di mountain bike, e trovo che si completino a vicenda.

Parafanghi personalizzati da Trevor Porter per le eBike Kona

Parafanghi personalizzati da Trevor Porter per le eBike Kona

Ci puoi anticipare i piani di Kona nel mondo delle eBike?

Continueremo a far crescere il segmento e a produrre biciclette che abbiano senso per Kona e per i nostri clienti, spero che potremo contribuire a plasmare il futuro e spingere ciò di cui le eBike sono capaci.

Grazie Trevor!

Grazie a voi!

[intervista di Cristiano Guarco – foto di Kona Bikes]

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