Le 5 cose più difficili da ricordare per i biker

Le ciambelle non riescono sempre con il buco, anche per i biker – e pure per i ciclisti su strada – di lunga data, che devono fermarsi a pensare a come si regola o si monta un determinato componente.

06/12/2019
scritto da Cristiano Guarco
Il pedale sinistro presenta un filetto sull'asse per distinguerlo da quello destro

Il pedale sinistro presenta un filetto sull’asse per distinguerlo da quello destro

Non abbiate paura a confessarlo, sebbene pedaliate da quando eravate appena scesi dal passeggino, ci sono ancora alcuni momenti in dovete fermarvi a pensare con attenzione come si monta o si regola un determinato componente. Ecco la nostra guida pratica alle cose più difficile da ricordare per gli appassionati di MTB.

1. La filettatura dei pedali

Come montare/smontare i pedali - foto: BikeComponents

Come montare/smontare i pedali – foto: BikeComponents

In che modo si avvitano i pedali su una nuova bici e come si svitano su quella usata abitualmente? Si tratta di un vero e proprio dilemma perché va contro la logica, infatti solo quello destro si svita in senso antiorario – e si avvita in quello orario – in modo naturale. In realtà questo avviene per semplificare le cose al biker: si gira sempre verso il retro della bici per rimuoverli e verso la parte anteriore per montarli. Riconoscere il destro dal sinistro è un altro problema, solo alcuni produttori indicano con una lettera – L per sinistro e R per destro – sul perno, altri invece lasciano semplicemente un segno appena prima della filettatura per identificare il sinistro.

2. La regolazione del cambio

Le viti del fine corsa H e L su cambio posteriore

Le viti del fine corsa H e L su cambio posteriore

A meno che non siate meccanici di provata esperienza o appassionati di manutenzione, vi sfidiamo a ricordare quale vite controlla quale estremità del pacco pignoni. In ogni caso, dopo averle identificate correttamente sul cambio – questo è il primo fondamentale passo – agite su H (high) per il fine corsa sul pignone più piccolo per evitare che la catena cada tra questo e il telaio, e su L (Low) per quello sul pignone più grande per evitare che la catena salti oltre tra la cassetta e il mozzo.

Agite sul pomello del comando cambio per variare la tensione del cavo

Agite sul pomello del comando cambio per variare la tensione del cavo

Il secondo importante passo è ricordarsi come agisce il pomello sul comando del cambio, per una regolazione fine della tensione che permette alla catena di salire e scendere senza problemi su ogni pignone posteriore. Anche in questo caso il funzionamento è poco intuitivo: si avvita per allentare la tensione, si svita per incrementarla, rispettivamente per agire quando il cambio fa fatica a salire (o la catena tende a scendere) e a scendere (o tende a salire). Semplice, no?

3. Il tipo di pastiglie dei freni

Organiche o sinterizzate? Questo è il dilemma! - foto: SRAM

Organiche o sinterizzate? Questo è il dilemma! – foto: SRAM

Organiche o sinterizzate? Ai posteri l’ardua sentenza. Non è affatto semplice riconoscerle, in ogni caso i vari produttori di freno hanno almeno una doppia opzione per la mescola impiegata, alcuni offrono anche un supporto in acciaio o in alluminio su cui è applicata (il secondo dissipa meglio il calore oltre a ridurre il peso di qualche grammo). Le organiche sono basata su resine, gomma naturale e a volte polimeri come il kevlar, e sono pensate per un utilizzo vario, funzionando bene a freddo e sul bagnato, prevenendo l’usura del disco ma andando in crisi sotto stress; le sinterizzate uniscono metalli, resine e polimeri, con il processo di sinterizzazione che migliorare la resistenza all’abrasione e la durezza del ferodo. Sono a lunga durata, le performance non sono influenzata da fango e acqua, la resistenza al riscaldamento è elevata con un minimo di decadimento dell’azione frenante prevenendo anche il surriscaldamento dei freni. Per finire, la scelta va anche fatta in base al tipo di disco che si utilizza. Tutto chiaro?

4. La lubrificazione della catena

Lubrificante a goccia, specifico per climi umidi, applicato sulla catena

Lubrificante a goccia, specifico per climi umidi, applicato sulla catena

Una catena pulita e lubrificata è la base per un funzionamento corretto dell’intera trasmissione posteriore. Un campanello d’allarme è la presenza di detriti letteralmente incollati alle maglie, o la colorazione delle stesse: chiazze d’arancio per una catena secca e arrugginita, grumi neri per una lubrificata da sporca, con l’olio che raccoglie di tutto e di più dai trail. Rimboccatevi le maniche e trovate la forza di volontà per pulire quando necessario – usando sgrassanti e spazzole – e poi chiudere il cerchio con l’applicazione della giusta dose di lubrificante.

5. Il perno passante della forcella

Un classico perno passante a sgancio rapido per MTB, in foto l'anteriore Boost

Un classico perno passante a sgancio rapido per MTB, in foto l’anteriore Boost

 Alzi la mano chi non ha mai dimenticato o perso il perno passante della forcella – o il quick release – dopo aver caricato la bici in macchina? O addirittura chi l’ha perso… Non è così raro come si può pensare, perché quando si fanno le cose in modo approssimativo e/o di fretta è un’eventualità da non trascurare. La vita diventa improvvisamente più semplice ricordandosi di adottare un semplice accorgimento: rimontarlo sui forcellini, dove rimarrà stabilmente in sede sino a quando non dovrete rimontare la ruota anteriore prima di iniziare quel giro in MTB che desideravate tanto fare…

[foto: Cristiano Guarco]

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