Partita la campagna adesioni per IMBA Italia

24/02/2015
scritto da Gianpaolo Ragno

“Siamo estremamente soddisfatti di vedersi realizzato questo importante passo avanti in Italia.
IMBA Italia unirà differenti gruppi che già operano sul territorio lavorando con le comunità ed i
proprietari dei terreni per salvaguardare l’accesso ai sentieri e svilupparne di nuovi. Questi sforzi,
non sempre palesi al mondo esterno, sono di un valore inestimabile per lo sviluppo ed il futuro
della mountain bike. Per questo motivo siamo certi che IMBA Italia otterrà un vasto sostegno
dalla comunità dei mountain biker Italiani e l’industria del ciclismo per vedere più persone in bici
e creare in tutta Italia stupendi sentieri per i biker.”
Il saluto di Harold Veldkamp, Presidente Europeo IMBA

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La nascita di IMBA
Nel 1983, un gruppo di appassionati bikers fondò NORBA, National Off-Road Bicyclists Association, per regolamentare le competizioni e per migliorare i rapporti con le autorità ambientali e gli altri utilizzatori di parchi e sentieri. Con le competizioni che presero decisamente  piede, ci si rese conto che una organizzazione dedicate fosse necessaria. Nel Marzo 1988, cinque club Californiani si unirono per formare la International Mountain Bicycling Association (IMBA).
IMBA fu fondata nella convinzione che biker responsabili e organizzati potessero dialogare con le autorità ambientali e altri fruitori di sentieri per gestirne le attività. I fondatori sentivano che rider esperti potessero educare i nuovi su sicurezza, su mountain biking responsabile e sostenibile a livello ambientale, influenzando altri rider, produttori,  organizzatori di eventi, negozi, e i media.
Negli anni a seguire IMBA ha lavorato con altri gruppi che sostenevano il ciclismo, volontari, autorità e tecnici ambientali per definire i punti cardine della gestione del mountain biking. Identificarono tre punti generali: sicurezza, impatto ambientale e conflittualità tra gli utilizzatori. I primi rappresentanti di IMBA erano determinati a dimostrare che queste questioni potessero essere mitigate attraverso un’ attenta pianificazione e gestione.
Lo stesso principio vale ancora oggi.

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IMBA oggi
La mountain bike è diventata popolare in tutto il mondo e chi gestisce il territorio e i vari gruppi di fruitori di sentieri hanno preso atto della legittimità del mountain biking (responsabile) nelle aree naturali aperte al pubblico.
Con la crescente approvazione del mountain biking molte delle chiusure a tappeto avvenute negli USA sono state ritirate e la regolamentazione è ora meno netta e più specifica per territorio. Adesso ci sono accordi tra IMBA, club affiliati IMBA, agenzie di gestione del territorio mirati non solo a promuovere la mountain bike ma anche ad utilizzarla per promuovere e migliorare l’uso della risorsa ambiente (e in alcuni casi con un impatto economico per le località assolutamente non trascurabile).
Altri paesi hanno applicato il modello USA e altri ancora hanno sviluppato un loro approccio originale ed unico.
IMBA e lo sport della mountain bike sono cresciuti e le questioni sicurezza, impatto ambientale, e condivisione non conflittuale tra fruitori rimangono.

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IMBA Europe e IMBA Italia
La mountain bike è ora un’attività a livello planetario e i biker si sentono parte di una comunità, parlano un loro linguaggio, si ritrovano per gareggiare o andare in vacanza in mountain bike ed in molti casi sono tanto appassionati di bici quanto di ambiente. Ma la natura (la palestra della mountain bike) è fragile e l’esplosione dello sport può danneggiarla se la questione non viene gestita. IMBA Europa è nata formalmente (anche se c’erano già diversi focolai nel vecchio continente) nel maggio 2012 con un’assemblea costituente a Zurigo.
La volontà e l’impegno di IMBA era quella di far fede alla denominazione stessa dell’associazione.
Mike Van Abel, Direttore di IMBA, aveva ammesso che la denominazione “International” doveva a quel punto trasformarsi da promessa a realtà, a costo (aveva ammesso Van Abel più serio che in vena di battute) di cambiare il nome omettendo “International” se non ci fosse riuscito sotto la sua guida. I primi programmi di IMBA Europe prevedevano di censire, delegare e organizzare i membri dei paesi europei. IMBA, IMBA EU e le associazione nazionali (inclusa IMBA Italia) sono non-profit e si sostengono principalmente con il contributo dei membri che sia essi singoli o associazioni.

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Al successivo summit IMBA Europe tenutosi a Cercedilla (Spagna) nel Marzo 2014, l’Associazione Happy Trail MTB è stata delegata come membro Italiano di IMBA ed è attiva da quest’anno sotto il nome IMBA Italia ed il logo con il tricolore ufficialmente autorizzato da IMBA. Il Presidente Beppe Salerno ed il Vice Presidente Edoardo Melchiori si sono messi subito al lavoro tenendo i contatti con i molti interessati che hanno accolto la notizia con entusiasmo ma anche con idee un po’ nebulose su cos’è IMBA. Alla domanda cos’è IMBA Italia, Beppe Salerno – che si occupa come professione di cicloturismo – risponde così: “E’ la rappresentante Italiana di tutto ciò che la mountain bike rappresenta secondo la filosofia IMBA e cioè rispetto, sostenibilità, trail superbi per noi e per le prossime generazioni di biker”. Ma anche impegno come ricorda Edoardo Melchiori che cura anche la comunicazione: “Ognuno deve fare la sua parte. I volontari che lavorano sui sentieri devono diventare gli eroi dello sport mentre adesso sono spesso visti soltanto come quelli che hanno saltato la pedalata”.
Continua Melchiori, “Per rimanere informati consigliamo la nostra pagina FB e la newsletter. Stiamo integrando alcune parti del sito con IMBA Europe per una gestione semplificata e simultanea dei contatti, inclusa la possibilità di fare le donazioni dal sito”.

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I programmi
I primi obiettivi di IMBA Italia sono di informare sulla nascita di IMBA in Italia e di educare alla mountain bike sostenibile IMBA  attraverso comunicazione, eventi, corsi (il primo corso di trail building si terrà ad Aprile), passaparola da parte di  sostenitori ed “evangelizzatori”, di fare crescere la base di sostenitori, di partecipare con IMBA EU a bandi europei per intercettare fondi per la manutenzione e creazione di sentieri e relativi programmi, di creare un calendario di momenti di interazione (escursioni e week-end di info-aggregazione e partecipazioni a fiere ed eventi). A breve, IMBA Italia divulgherà il questionario che IMBA EU ha predisposto per avere la base di dati che permetterà di capire chi sono i biker europei e di ragionare su obiettivi di sviluppo. Ad oggi in Italia si stimano circa mezzo milione di mountain biker attivi, ma la cifra potrebbe essere sotto stimata considerando i ciclisti meno addentro allo sport ma comunque praticanti.
IMBA Italia vuole essere una voce autorevole e competente in materia di sentieristica per la mountain bike. L’obiettivo a lungo termine è quello di arrivare ad interloquire con i legislatori e le autorità ambientali (parallelamente a quanto fa IMBA EU a Bruxelles) per poter fare sentire la voce dei biker e per promuovere leggi e regole mtb-friendly o almeno eque e con decisioni basate su dati e fatti.

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I primi passi di IMBA Italia
– Febbraio e Marzo campagna di comunicazione ed adesioni ad IMBA
– Febbraio questionario IMBA EU viene divulgato per avere dati oggettivi sulla mountain bike in Europa
– Aprile Trail Building School a Porretta Terme (BO) con gli istruttori di Trail Solutions IMBA
– Maggio follow-up al corso di trail building (manutenzione sentieri) a Finale Ligure e partecipazione alla 24 ore di Finale
– censire le associazioni ed i singoli maggiormente attivi nella manutenzione dei sentieri

Beppe Salerno
Presidente
Beppe.salerno@imba-italia.org

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