Pedroni e-Pard, una eMTB italiana senza limiti

Una MTB enduro a pedalata assistita dedicata agli amanti delle emozioni forti e a tutti quelli che cercano un prodotto che trasuda artigianalità italiana.

03/10/2019
scritto da Cristiano Guarco

Pedroni E-PardQuesta eBike emiliana, nata all’interno della cosiddetta Motor Valley, arriva per regalare emozioni agli appassionati più capaci nella guida. Infatti il suo DNA gravity – la famiglia Pedroni è attiva nel settore da più di un decennio prima come agonisti e poi come costruttori – traspare immediatamente. Il carattere è forte e ben definito, ricalcando le linee della rinomata enduro “muscolare” Lupo. Da questa eredita ciclistica e geometrie che riescono a unire magicamente una guida intuitiva ed efficace, ma soprattutto capace di regalare grande confidenza in ogni situazione, come se questa eMTB non avesse limiti.

Il motore Polini EP-3 è il cuore della Pedroni E-Pard

Il motore Polini EP-3 è il cuore della Pedroni E-Pard

La scelta di Pedroni Cycles per la power unit è ricaduta sul marchio italiano Polini che, con il più recente motore EP-3 (250 W, coppia max di 70 Nm, batteria da 500 Wh), è riuscito a trovare un ottimo equilibrio tra compattezza del design, fluidità e brio nel supporto alla pedalata, consumi contenuti, e un’apprezzabile silenziosità nel funzionamento. Così, complice anche l’utilizzo di componenti Formula – ruote, forcella e freni – il tasso di italianità di questa E-Pard è realmente altissimo.

Pedroni E-Pard - nodo sterzo

Il nodo sterzo con luci integrate

Pedroni Cycles offre tre allestimenti di questa capace eMTB da enduro, con prezzi compresi tra 4.099 e 7.999 euro. Noi abbiamo provato una variante del top di gamma Team Replica, modificato in alcuni componenti in ottica test bike (un occhio di riguardo alla robustezza): freni sempre Formula ma Cura a due a non a quattro pistoni come i Cura 4; trasmissione sempre SRAM ma NX 1x11v e non X01 Eagle 1x12v; pneumatici Vee Tire, utilizzati con soddisfazione dal team factoty che corre in downhill, al posto di Schwalbe. Gli elementi chiave come sospensioni e ruote invece rimangono immutati, per offrire lo stesso feeling – a parte la frenata – dell’allestimento di serie.

Pedroni E-Pard - telaio

Queste le quote geometriche principali (per taglia XL in test, qui per ogni misura): orizzontale virtuale 633 mm; piantone sella 490 mm; foderi bassi 463 mm; altezza movimento centrale 340 mm; angolo sterzo 65°; angolo sella 73,5°; reach 470 mm; stack 644 mm.

Pedroni E-Pard - forcella Formula

 

Assetto in sella

Abbiamo provato una taglia XL che ben si è adattata ai nostri 183 cm di altezza con cavallo alto (92 cm). Chi ha proporzioni più tradizionali è meglio che valuti una misura L. in ogni caso, complice anche un cockpit ben congegnato, la posizione in sella è confortevole e produttiva nella guida, richiedendo un minimo di adattamento per chi proviene dal mondo XC/Trail, complice un anteriore molto alto da terra. Solo la sella – molto stretta e di conseguenza non adatta a tutte le conformazioni delle ossa del bacino – non è così confortevole.

Pedroni E-Pard - link

Finiture

Siamo nel campo dell’artigianalità dura e pura. Il telaio Made in Italy – progettato e prodotto nel cuore della Motor Valley – è realizzato in tubazioni AL7020 su specifiche di Pedroni Cycles. I dettagli – a partire dalle saldature per finire con la verniciatura passando per l’integrazione di motore e batteria – sono curati, segno della grande attenzione e dell’altrettanto grande esperienza del brand emiliano nel settore. Tra le chicche, l’integrazione dell’impianto di illuminazione frontale ai lati del tubo sterzo, azionabile dal controllo al manubrio del motore Polini.

Pedroni E-Pard - sospensione

Grafiche

La Pedroni E-Pard in test era verniciata con i classici colori del team: nero lucido con dettagli rossi e bianchi. L’appassionato ha la possibilità di scegliere la combinazione cromatica che più gli aggrada tra le opzioni disponibili sul configuratore online, compresa anche la finitura superficiale (lucida oppure opaca). Nel complesso, la bici provata mostrava un’anima prettamente racing, capace di regalare fluidità alle linee del telaio e minimizzare l’impatto di motore e batteria.

Pedroni E-Pard - nodo sella

Assemblaggio

Ottimo per l’allestimento di serie Team Replica, con tutto quello che serve per aprire il gas e divertirsi in sicurezza. Per la eBike in prova, la trasmissione SRAM NX 1x11v si è rivelata al limite per il rapporto più agile da 42 denti, obbligando a volte di usare un livello d’assistenza più elevato del necessario per superare rampe particolarmente ripide e sconnesse. Nessun problema invece dai freni Formula Cura a due pistoni, che hanno già potenza da vendere. Sicuramente i Cura 4 promettono più modulabilità nelle situazioni più ostiche dove la precisione è fondamentale.

Pedroni E-Pard - avantreno

In salita

La geometria aggressiva ma non troppo per ruote da 29”, la forcella da “soli” 160 mm e un cockpit ben congegnato regalano una sorprendente pedalabilità a questa belva a pedalata assistita. Caricando opportunamente l’avantreno e spostandosi in punta sella (complice un piantone non così verticale) non si hanno problemi sulle ascese più irte e dal terreno più sconnesso, giocando anche con il movimento del corpo. La guida attiva è fondamentale per sfruttare al massimo la Pedroni E-Pard anche in questo ambito. Ottime sensazioni anche dagli pneumatici Vee Tire, una sorpresa per trazione su ogni fondo affrontato. Il movimento centrale ribassato (340 mm) fa a pugni con le pedivelle da 175 mm sui sentieri scavati e/o con ostacoli affioranti, toccando spesso e volentieri con i pedali.

Pedroni E-Pard - salita

In discesa

Qui è possibile dare sfogo a questa magnifica creazione italiana. La sospensione posteriore a doppio leveraggio che aziona un carro monolitico, con un tuning raffinato e ben assistito dall’ammortizzatore Rock Shox Super Deluxe RC3, tiene sempre la ruota incollata a terra. Sono poco più di 170 mm ma sembrano molti di più, rivelando tutta la sapienza messa dalla famiglia Pedroni nella progettazione e realizzazione di questa E-Pard, un vero ponte tra enduro e park riding. La lettura delle piccole sconnessioni del terreno è forse l’aspetto che sorprende di più, con ricadute eccezionalmente positive anche nell’ambito pedalato. Nella fase centrale – sempre molto critica nelle full suspended a lunga escursione, in particolare nelle eBike – il supporto è elevato, segno che la curva d’affondamento è stata creata e applicata con estrema cura. Per finire, la resistenza al fine corsa è marcata ma non troppo, pur percependo un andamento leggermente progressivo e comunque sempre sostenuto, per un’eccellente capacità di assorbire urti di ogni tipo e a ogni andatura.

Pedroni E-Pard - discesa

Guidabilità

Una volta presa confidenza con la posizione di guida, dall’anteriore relativamente alto da terra e con posizione molto centrale sulla bici, i limiti spariscono, o quasi. La confidenza in sella è ai massimi livelli per una eMTB, con un feeling molto naturale che ricorda una MTB enduro di pari caratura. La maneggevolezza non è ai massimi della categoria, complice anche l’imponenza del mezzo, comprese le ruote 29er e il travel di 172 mm al posteriore. In ogni caso Pedroni Cycles è riuscita a creare una eMTB che si guida con il pensiero, molto intuitiva ed efficace nei cambi di direzione, e tutt’altro che goffa alle andature più basse.

Pedroni E-Pard - curva

Stabilità

Sicuramente il suo punto forte. Questa E-Pard merita di essere spinta a velocità sostenute, su trail sfidanti, dove percorre la linea scelta dal biker con eccezionale precisione. La geometria rivela ancora una volta la sua efficacia, le sospensioni lavorano a braccetto, gli pneumatici Vee Tire aggrappano sempre il terreno, con un feeling più downhill che enduro.

Pedroni E-Pard - action

Supporto motore

Il nostro primo approccio con il motore Polini EP-3 è positivo per naturalezza del supporto alla pedalata e per silenziosità, oltre che per i consumi relativamente contenuti. L’erogazione della potenza è dolce, con una progressione non invadente, sebbene la presenza della funzione Cutoff – taglio della potenza – durante la cambiata lascia un vuoto poco piacevole soprattutto quando si spinge forte sui pedali su trail irti e tecnici, mettendo il biker in difficoltà. Sicuramente nasce per preservare la trasmissione, ma crediamo che l’implementazione necessiti un tuning più preciso.

Pedroni E-Pard - comando PoliniAnche i livelli d’assistenza – cinque in totale – necessitano una rivisitazione, con i primi tre troppo blandi (50%, 100%, 150%), iniziando a sentire il motore che spinge forte solo dal quarto (250%) con il quinto e ultimo che rappresenta il vero turbo (400%). Una coppia massima non così elevata (70 Nm) gioca un ruolo fondamentale in questo, sentendo in misura maggiore il poco supporto a disposizione. Servirebbero salti più contenuti tra l’uno e l’altro, soprattutto per quelli centrali, caratterizzandoli per un utilizzo produttivo in ambito off-road. Aspettiamo di vedere la prossima generazione di motore Polini EP-3 MX, con coppia massima di 90 Nm e una gestione migliorata del supporto alla pedalata. Tornando al pacchetto provato, la batteria da 500 Wh offre un’autonomia sufficiente per divertirsi ovunque, gestendo secondo necessità i livelli d’assistenza (ricordiamo che molti sono i fattori a influenzarla, come peso del biker e percorsi affrontati, per fondo e dislivello).

Pedroni E-Pard - batteria

 

Pregi

Guida intuitiva; ottimo compromesso tra stabilità e maneggevolezza; supporto naturale alla pedalata; sospensione posteriore eccellente

Cosa migliorare

Il supporto del motore Polini EP-3 nei primi tre livelli; una sella più tradizionale nella seduta; pedivelle più corte

Pedroni E-Pard - curva

Campo d’utilizzo

I sentieri più tecnici e ripidi – dalle prove speciali enduro ai trail dei bike park – sono il pane quotidiano di questa Pedroni E-Pard, che però non disdegna anche le più tranquille uscite dietro caso grazie a un approccio immediato e al tempo stesso efficace alla guida.

Info: Pedroni Cycles

Pedroni E-Pard - scatola BB

Abbigliamento Leatt DBX 3.0
Casco/occhiali Met Parachute MCR MIPS/Uvex Athletic
Scarpe Five Ten Kestrel Boa

Video: Cosa c’è dietro a Pedroni Cycles

[foto: Cristiano Guarco e Marco Luzzara]

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