“Maratón Valencia, ovvero…Quando possiamo davvero definirci maratoneti? Non nel momento in cui tagliamo il traguardo dei 42,195 km. La verità è che la maratona inizia molto prima: nel giorno in cui decidiamo di prepararne una. È lì che si accende qualcosa, un processo che va oltre il semplice allenamento e che coinvolge testa, corpo e tutto ciò che ci sta in mezzo.”

La maratona come percorso di crescita
“Preparare una maratona significa entrare in un territorio dove la fatica non è un ostacolo, ma un linguaggio. Ogni uscita, ogni ripetuta, ogni lungo diventa un confronto con le proprie fragilità. Non è un percorso lineare: ci sono giorni in cui si vola e altri in cui si vorrebbe mollare tutto. Eppure è proprio lì che si costruisce la disciplina, quella che ti insegna ad ascoltare il corpo, a rispettarlo, a fermarti quando serve. Saltare un allenamento non è un fallimento: è parte del gioco. È la capacità di convivere con imprevisti, stanchezza, piccoli acciacchi. È lì che nasce il maratoneta, non solo nella gara.”

La preparazione: tecnica, equilibrio e vita reale
“Dal punto di vista fisico, la preparazione alla maratona è un esercizio di incastri perfetti: volumi crescenti, sonno, nutrizione, recupero. La supercompensazione non è un concetto astratto, ma un alleato prezioso. E poi c’è la forza, il core, tutto ciò che tiene insieme il gesto tecnico. Il vero capolavoro, però, è far convivere tutto questo con lavoro, famiglia e vita quotidiana. Se ci riesci, esci dalla preparazione più forte, più consapevole, più centrato.”

Perché Valencia
“Valencia è una di quelle maratone che senti nominare mille volte: veloce, scorrevole, perfetta per fare il tempo. Dicembre regala temperature miti, la città respira running e il percorso è tra i più rapidi al mondo. Tutti gli indizi portavano lì, e così è stato: Valencia sarebbe stata la maratona del 2025.”

Allenamenti, scarpe e una routine che cambia tutto
“Quattro mesi prima parte la trasformazione. Tre settimane di carico, una di scarico, alternanza di ripetute, fartlek, lunghi e lenti. Una struttura classica, ma costruita con cura. La rotazione scarpe diventa parte integrante del processo: – una daily trainer morbida e affidabile per i lenti, nel caso di Paolo la New Balance Fresh Foam X 1080 v14, rifugio sicuro nei giorni di stanchezza; – una scarpa reattiva senza carbonio per le ripetute, come la FuelCell Rebel v5, per non stressare troppo le articolazioni; – la scarpa della gara, la FuelCell SC Elite v5, da usare solo nei lavori chiave per preservarne la schiuma e costruire confidenza.”

La vigilia: tra timori e consapevolezza
“Le settimane scorrono veloci. Sveglie all’alba, pioggia, freddo, chilometri su chilometri. La paura dell’infortunio è sempre lì, ma impari a gestirla. Rallenti quando serve, riposi quando devi. I giorni off diventano i più difficili da accettare, ma anche i più importanti.”

La gara: 35mila persone e un silenzio che pesa
“La mattina della gara è un concentrato di emozioni. In griglia, davanti al ponte di Calatrava, 35mila persone respirano all’unisono. Pochi secondi prima dello start cala un silenzio irreale, quasi sacro. Poi lo sparo, e tutto riparte. I primi chilometri sono un continuo slalom, l’adrenalina spinge forte e il ritmo è più veloce del previsto. La mezza arriva in 1:19:56: un passaggio che apre scenari impensati.”

Il muro, la salita invisibile e la forza mentale
“Dal 25° al 35° chilometro la strada sale appena, ma abbastanza da farsi sentire. Le gambe bruciano, la paura del muro è reale. È qui che la maratona diventa ciò che è davvero: resistenza mentale, capacità di restare dentro la fatica senza farsene travolgere.”

Il personal best: quando tutto gira
“Poi la svolta: un tratto in discesa, un rettilineo che si apre davanti. La grinta torna, il gesto rimane pulito, il ritmo cresce. Superi chi è in crisi, senti che è la tua giornata. L’arrivo sull’acqua dell’Hemisfèric è un colpo al cuore: pubblico ovunque, atmosfera da stadio. Il cronometro si ferma su 2:38:52. Crolli, sorridi, chiudi gli occhi. È tutto lì.”

Oltre il tempo: la maratona come metafora
“Nei giorni successivi il tempo diventa un dettaglio. Buono, ottimo, modesto: non importa. La maratona è una sfida con se stessi, non con gli altri. Kipchoge diceva che solo i disciplinati sono liberi. E la disciplina non arriva per ispirazione, ma per pratica quotidiana. La maratona è questo: inciampi, progressi, adattamento. È un modo per diventare persone migliori, un passo alla volta.”






