Carlotta Montanera ha testato in modo approfondito la nuova proposta del brand giapponese. Da parte della running coach torinese ottime sensazioni, ma andiamo a vederle nel dettaglio.
Test di Carlotta Montanera (runningcharlotte.org | IG: @runningcharlotte)
Caratteristiche principali
- Categoria: Super trainer
- Drop: 8 mm
- Stack height: 37/45 mm (W), 38/46 mm (M)
- Peso: 212 g (W), 242 g (M)

Elasticità e sensibilità: il dialogo perfetto tra spinta e controllo
Circa 200 km di test, tra lunghi aerobici, ripetute su asfalto, lavoro in pista e una gara lunga su percorso misto tra asfalto e strada bianca. È su questa varietà di utilizzi che ho valutato SonicBlast 2 di ASICS, concentrandomi soprattutto su due aspetti: la risposta elastica dell’intersuola e la capacità di mantenere una buona sensibilità dell’appoggio. La caratteristica che ho apprezzato maggiormente è la combinazione tra ritorno di energia e percezione del gesto, un equilibrio che considero importante in una scarpa destinata ad accompagnare sia il volume di allenamento sia le sedute a intensità più elevata.

Intersuola: elasticità e risposta dinamica
Il comportamento della SonicBlast 2 va letto a partire dalla sua geometria: una costruzione a doppia mescola, con FF TURBO SQUARED nella parte superiore e FF BLAST MAX in quella inferiore, integrata dalla tecnologia ASTROPLATE in Pebax. Ad amplificare il rimbalzo in avampiede, l’inserto trampoline in FF TURBO SQUARED.

“Durante la corsa, questa configurazione si traduce in una sensazione di appoggio reattivo, con una risposta che accompagna la transizione verso la fase propulsiva.”
È un comportamento che ho percepito soprattutto quando il ritmo aumenta: nelle ripetute su asfalto la scarpa restituisce una sensazione di dinamismo e rende evidente il contributo della piattaforma nella progressione della falcata. Quello che trovo interessante, però, è che la risposta non viene percepita soltanto come un effetto di rimbalzo.

“La sensazione elastica si integra con la dinamica del passo e diventa parte del movimento.”!
Per chi corre con regolarità e alterna ritmi differenti durante la settimana, questo aspetto è rilevante perché permette di valutare la scarpa non soltanto in termini di ammortizzazione, ma anche per il modo in cui accompagna la transizione appoggio-spinta.

Sensibilità e controllo del gesto
Il secondo elemento centrale del mio test è la sensibilità del piede, che da coach per me è un aspetto irrinunciabile. Con questo termine intendo la possibilità di leggere il comportamento dell’appoggio attraverso la risposta della piattaforma. Nella SonicBlast 2 l’ammortizzazione generosa convive con una sensazione di risposta sufficientemente definita da permettermi di percepire come si sviluppa il gesto. La presenza dell’ASTROPLATE in Pebax influenza inevitabilmente la meccanica della transizione e il comportamento dell’avampiede. La sua efficacia, tuttavia, non può essere valutata isolatamente: dipende dall’interazione con le mescole, dalla geometria complessiva e dalle caratteristiche del runner. Nel mio utilizzo, è proprio il rapporto tra la risposta elastica e la percezione dell’appoggio a rappresentare l’aspetto più interessante del modello.

Quattro contesti di utilizzo
I circa 200 km percorsi mi hanno permesso di osservare la scarpa in situazioni differenti, evitando di limitare il giudizio a una singola seduta.
Lunghi aerobici
Nei lunghi aerobici il parametro principale è la continuità della corsa, che si traduce in una non eccessiva crescita della stanchezza muscolare. SonicBlast 2 mostra il suo carattere di scarpa ammortizzata e reattiva, con una risposta elastica presente anche al di fuori dei ritmi più elevati.
Ripetute su asfalto
Nelle ripetute su asfalto l’attenzione si sposta sulla gestione delle accelerazioni e sulla transizione verso lo stacco. È il contesto nel quale ho percepito maggiormente il contributo della struttura propulsiva.
Lavori in pista
Nei lavori in pista la ripetitività del gesto e la precisione richiesta dalle variazioni di ritmo permettono di concentrarsi sulla risposta dell’avampiede. Qui la valutazione riguarda soprattutto la coerenza tra appoggio e spinta.
Gara lunga su asfalto
Nella gara lunga su asfalto e strada bianca, infine, ho potuto ampliare la valutazione a superfici differenti. La SonicBlast 2 è progettata principalmente per la strada, ma il test misto aggiunge un’informazione utile sulla sua versatilità al di fuori dell’asfalto perfettamente uniforme.
A chi la consiglierei
SonicBlast 2 di ASICS si colloca nell’area delle super trainer: scarpe da allenamento con un’impostazione tecnica orientata alla reattività, all’ammortizzazione e alla gestione di ritmi sostenuti. La combinazione di doppia mescola e ASTROPLATE la rende particolarmente interessante per chi vuole utilizzare un unico modello in diverse sedute, dai lunghi agli allenamenti di qualità. Dopo circa 200 km, il mio giudizio si concentra soprattutto sulla qualità della risposta sotto il piede. Per un runner che prepara una maratona o affronta settimane di allenamento articolate, la possibilità di utilizzare la stessa scarpa in contesti diversi è un elemento da considerare.
Il dato più significativo
Il dato più significativo del mio test non è un singolo ritmo raggiunto, ma la sensazione che rimane dopo 200 km: una risposta elastica marcata, accompagnata da una buona leggibilità dell’appoggio. È questo equilibrio tra ritorno di energia e sensibilità del gesto a definire, per me, il carattere della SonicBlast 2 di ASICS.




