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A Bieles poca fortuna per gli azzurri

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Inutile nasconderselo, il bilancio al termine dei Mondiali di ciclocross di Bieles in Lussemburgo non è neanche lontanamente pari alle attese della vigilia. L’italia era partita con grandi ambizioni, riposte soprattutto sulle categorie giovanili ma torna a casa con un nulla di fatto, come tante, troppe altre volte nel passato recente. Qualcosa però è cambiato, perché gli azzurri sono stati protagonisti e due di loro, Eva Lechner nella prova Elite femminile e soprattutto Gioele Bertolini fra gli Under 23 sono andati vicini a un podio che, per come si era messa la gara, sarebbe stato meritato. Le condizioni del terreno non hanno favorito gli azzurri, a disagio su un prato sempre più fangoso via via che si scioglieva la sottile patina di ghiaccio, facendo sì che forature e cadute hanno stravolto molte delle prove previste.

Bertolini ancora una volta ha pagato dazio alla sfortuna come già era avvenuto nella rassegna iridata. L’olandese Nieuwenhuis era ormai lontano, ma nella lotta per la piazza d’onore l’azzurro sembrava il più accreditato, fino a quando una caduta nel quinto giro l’ha estromesso dalla lotta, al pari del danese Andreassen che sembrava il suo più acerrimo rivale. La Lechner dal canto suo aveva avuto l’ardire di seguire la favoritissima tulipana Marianne Vos nel suo forcing andando addirittura a tirare, col risultato di “grippare il suo motore” e vedersi sorpassare da alcune rivali fra cui la belga Sanne Cant, che nel finale andava a battere proprio la Vos in uno sprint dall’esito inatteso.

Anche la gara principale, quella Elite maschile, è stata decisa da una foratura, che nel penultimo giro ha definitivamente separato la coppia di sfidanti per il titolo, con il belga Wout Van Aert che andava a conquistare il suo secondo titolo consecutivo con 44” sull’olandese Mathieu Van Der Poel, arrivato al traguardo in lacrime per l’occasione persa. Gli oltre due minuti di ritardo del terzo, il sempre costante belga Pauwels, la dicono lunga sulla superiorità dei due nei confronti del resto della compagnia.

La rassegna lussemburghese ha detto che, al di là dei due titoli a testa per Belgio e Olanda, ha visto molte nazioni mettersi in evidenza tanto che le due superpotenze hanno sofferto, soprattutto nelle categorie giovanili, segno che finalmente si sta uscendo dal duopolio che aveva affossato l’attenzione sulla specialità. E in questa ridistribuzione dei ruoli l’Italia c’è, in attesa che le nuove generazioni crescano e possano rinfoltire anche un settore Elite in evidente affanno.

Thomas Pidcock vincitore della prova junior (foto organizzatori)

I PODI

Uomini

Elite: 1 Wout Van Aert (BEL), 2 Mathieu Van Der Poel (OLA), 3 Kevin Pauwels (BEL)… 20 Luca Braidot

U23: 1 Joris Nieuwenhuis (OLA), 2 Felipe Orts Lloret (ESP), 3 Sieben Wouters (OLA)… 6 Gioele Bertolini

Junior: 1 Thomas Pidcock (GBR), 2 Daniel Tulett (GBR), 3 Ben Turner (GBR)… 35 Leonardo Cover

Donne

Elite: 1 Sanne Cant (BEL), 2 Marianne Vos (OLA), 3 Katerina Nash (CZE)… 7 Eva Lechner

U23: 1 Annemarie Worst (OLA), 2 Ellen Noble (USA), 3 Evie Richards (GBR)… 13 Chiara Teocchi