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Aerts riparte con un successo

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Il primo Gran Premio Sven Nys, senza il “cannibale di Baal” (ovvero lo stesso Nys, ritiratosi dall’attività agonistica lo scorso mese di giugno al compimento dei quarant’anni, dopo aver vinto la “sua” gara per ben otto volte, su dodici partecipazioni), ha registrato il successo (terzo stagionale) del ventitreenne campione europeo Toon Aerts, portacolori del gruppo sportivo Telenet Fidea, l’importante team che è stato affidato, per la parte tecnica, proprio a Sven Nys. Insomma il fuoriclasse di Baal è come se avesse vinto anche questa volta, seppure per interposta persona, relegando alla piazza d’onore l’iridato Wout Van Aert, il quale, peraltro, si era imposto nelle due più recenti edizioni di questa gara, succedendo nell’albo d’oro proprio a Nys che, prima di Van Aert, aveva ceduto il passo, nella sua gara, solo a Mario De Clercq (2002), Lars Boom (2006) e Kevin Pauwels (2013).

E’ il successo più importante di Aerts con la maglia di campione europeo che ricorda proprio quello di Pont-Chateau quando con una fuga messa in atto fin dall’inizio sfruttò la rivalità tra Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel i quali, alla fine, dovettero contentarsi di duellare per le medaglia d’argento e di bronzo.

Questa volta, e qui sembra esserci un chiaro piano tattico, la fuga di Aerts è stata spalleggiata dal compagno di squadra Tom Meeusen il quale, tuttavia, commetteva poi una serie di fatali errori, tanto da concludere esausto in undicesima posizione.

Aerts, molto sollecitato dal pubblico, proseguiva da solo ben determinato mentre il campione del mondo Van Aert, prudente sul terreno ghiacciato ed in assenza del suo abituale punto di riferimento (il campione olandese Mathieu Van der Poel), metteva in atto un tentativo di recupero poderoso che nel corso dell’ultimo giro lo portava a staccare, tra gli altri, Kevin Pauwels e scavalcare Michael Vanthourenhout, entrambi del team Marlux, cioè coloro che, a debita distanza, lo seguono nella classifica a tempi del “DVV Trofee” del quale la gara di Baal era la penultima prova.

Quindi Van Aert pur consolidando la sua leadership nella classifica del trofeo non riusciva a recuperare, del tutto, su Aerts che conteneva, seppure con grande sofferenza, il tardivo tentativo di recupero.

Van Aert, all’arrivo, non ha nascosto la sua delusione, visto che questa era la sua prima gara col nuovo sponsor e con una bici diversa dalla Colnago con la quale, in tre anni, aveva vinto ben quarantanove volte.

Il vincitore Toon Aerts (foto organizzatori)

Nella gara Elite donne la ventinovenne fuoriclasse olandese Marianne Vos coglieva il suo terzo successo in una settimana. Una serie importante per la Vos, ad una settimana dal campionato nazionale edopo il suo rientro nell’agone ciclocrossistico a distanza di circa due anni dal suo settimo trionfo iridato nel 2015 a Tabor. L’unica che per un po’ gli ha tenuto testa è stata la possente e matura belga Ellen Van Loy (37 anni!) la quale, alla fine, ha conservato la piazza d’onore mentre l’iridata Thalita De Jong toglieva alla campionessa belga Sanne Cant la possibilità di salire sul terzo gradino del podio rimontandola con uno sprint rabbioso e decisivo.

In questo modo la De Jong ha conservato un vantaggio di 42” sulla Cant nella classifica a punti del “DVV Trofee” mentre la Van Loy occupa la terza posizione con un ritardo dalla campionessa del mondo di ben 5’05”. Tutto è rimandato all’ultima prova che si disputerà a febbraio a Lille, dopo i campionati del mondo previsti in Lussemburgo alla fine di questo mese.

Nella categoria Under 23 il campione del mondo Eli Iserbyt ha voluto dedicare il suo successo alla memoria di Renè De Clercq, campione del mondo di ciclocross per la categoria dilettanti nel 1969 a Magstadt, in Germania, deceduto nella notte che precedeva l’anno nuovo, all’età di 71 anni.

René era il padre di Mario De Clercq, tre volte campione del mondo categoria Elite, tecnico di fiducia della federazione ciclistica belga.

L’epilogo della gara Under 23 è stato molto emozionante con Iserbyt che riusciva ad anticipare i suoi connazionali Thijs Aerts (campione nazionale) e Quentin Hermans (campione continentale). Un podio di titolati atleti che si pongono, sulla scia di Van Aert, come inesauribile serbatoio di giovani talenti del vivaio belga.

Tra gli Juniores, infine, il belga Jelle Camps conteneva lo spagnolo Jofre Cullel Estape (a 8”) e l’olandese Thymen Arensman (a 22”).

[Fonte: Ufficio stampa Fci]