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BROOKS Glycerin 20: IL TEST

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Brooks Glycerin

BROOKS Glycerin 20 ovvero… avevo già corso molto bene con la Glycerin 19, la BROOKS Glycerin con intersuola in DNA LOFT v3 è davvero un’ottima scarpa e vi spiego perché.

Tempo di lettura: 7 minuti e 25 secondi

Test di Daniele Milano Pession

BROOKS Glycerin

Partiamo con i numeri

PESO

Nella misura testata, ovvero US 9,5 – UK 8,5 – CM 27,5, ho riscontrato un peso di 312 grammi.

BROOKS Glycerin

Peso identico sulla scarpa sinistra e quella destra, a dimostrazione che, anche nella fase di assemblaggio delle differenti parti di questa calzatura da running c’è sempre un attenta cura e controllo qualità del prodotto finito.

DROP

Pur non avendo trovato riferimento per l’Height stack, ovvero la distanza reale del piede rispetto al suolo, il drop di 10 mm mi ha soddisfatto in quanto su questo tipo di calzatura risulta perfetto per una rullata molto facile e naturale.

BROOKS Glycerin

DNA LOFT v3, la rivoluzione di BROOKS

“La morbidezza è nel suo DNA”. E’ così che il brand Brooks ha voluto presentare la nuova Glycerin 20, e la sorella gemella Glycerin 20 GTS.”

BROOKS Glycerin

Entrambe equipaggiate con il rivoluzionario DNA LOFT v3, “il sistema di ammortizzazione di ultima generazione con nitro-infusione che garantisce una morbidezza mai provata prima.”
L’intersuola di Glycerin 20 è realizzata con la tecnologia DNA LOFT v3: l’ultima generazione del più morbido dei materiali Brooks, questa volta ottenuto grazie al processo di nitro-infusione. Questo consente, infatti, di amplificare i livelli di morbidezza e ritorno di energia riducendo notevolmente il peso pur mantenendo sempre altissimo il livello di durata. Il risultato è una corsa incredibilmente fluida e dinamica, con un comfort mai provato prima.

BROOKS Glycerin

BROOKS Glycerin, la parola al brand

Brooks Running presenta Glycerin 20, la scarpa più amata di sempre che quest’anno arriva alla ventesima edizione con l’ultima evoluzione del DNA.

Per offrire a tutti i runner la miglior esperienza di corsa possibile in termini di comfort e ammortizzazione.
La nuova Glycerin 20 è disponibile sia nella versione neutra, che nella versione support GTS con tecnologia Guiderails, che limita i movimenti in eccesso del runner offrendo un passo stabile e sicuro, ed è pensata per tutti coloro che prediligono una corsa comoda e fluida.

BROOKS Glycerin

Le parole di Tobias Gramajo, Tec Rep Manager Italia

“L’asfalto diventa un cuscino quando si corre con DNA LOFT. La tecnologia della nitro-infusione, adottata per sviluppare l’intersuola DNA LOFT v3, porta il grado di ammortizzazione a un livello veramente superiore, grazie alla nuova struttura delle cellule, ora più ampie e omogenee, per un’ammortizzazione super morbida e una falcata estremamente fluida. Ancora più leggera, più morbida e più flessibile, Glycerin 20 è pronta a trasportarti nel posto in cui puoi liberare completamente la tua mente, per la migliore e più affascinante esperienza di ammortizzazione che ti possiamo offrire oggi in Brooks. La tomaia, in tessuto Air Mesh ingegnerizzato, è elastica e traspirante, asseconda i movimenti del piede e garantisce una calzata facile e sicura.”

DESIGN

Sicuramente la parte più interessante è la tomaia in air mesh ingegnerizzato, assolutamente priva di cuciture.

BROOKS Glycerin

Brooks l’ha arricchita di particolari arancio fluo, con il logo ben in evidenza sfumato arancio-blu, in tono perfetto con la tomaia “Palace Blue”. Nella colorazione testata, ovvero Blue Depths/Palace Blue/Orange, ho particolarmente apprezzato l’abbinamento blu/arancio di tomaia e suola, che dà alla Glycerin un tocco “quasi” race, a cui si aggiungono particolari grigi catarifrangenti applicati a caldo sulla tomaia, nella parte anteriore e posteriore, per rendere la calzatura più visibile anche di notte. L’intersuola, ben sagomata, non risulta assolutamente sovradimensionata e il colore bianco-ghiaccio traslucido, caratteristica del materiale utilizzato, il DNA LOFT v3, ne migliorano ulteriormente l’estetica. Detto questo, la linea complessiva è piacevole. La Glycerin 20 è una calzatura da running adatta anche come sneaker da indossare tutti i giorni per andare in ufficio e non solo per ammortizzare i 42195 metri della nostra prima maratona!

FINITURE OTTIME!

Ho avuto più volte modo di esprimermi positivamente sul grado delle finiture dei modelli di calzature da running di Brooks precedentemente testati.

Brooks ha da sempre una cura particolare nel rifinire le proprie scarpe da corsa e la nuova Brooks Glycerin 20 testata non è sicuramente da meno. Ho trovato molto ben strutturato l’accoppiamento tra tomaia e intersuola, forse anche grazie alla densità molecolare del DNA LOFT v3 che si dimostra materiale estremamente solido, ancorato in modo perfetto al mesh ingegnerizzato della tomaia. Discorso analogo per l’accoppiamento suola/intersuola, che oserei definire perfetto. Ad oggi con la nuova Glycerin ho fatto 7 uscite, tutte intorno ai 10-12 chilometri e sono perfette. Nessun segno di cedimento apparente. Finiture ottime!

CHIUSURA

Spesso ci si limita a considerare la validità o meno della chiusura di una calzatura da running valutando in modo sommario la posizione o il numero degli occhielli e la forma dei lacci.

Niente di più sbagliato! La chiusura corretta di una scarpa da running è sempre combinazione di più caratteristiche che ottimizzano il fitting complessivo.
Nel caso della Glycerin una nota di plauso va assolutamente al contrafforte tallonare, all’interno del quale il tallone è molto ben alloggiato.

Tallone correttamente posizionato e coccolato a sufficienza dall’imbottitura, a cui si aggiunge un’ottima chiusura dei lacci, grazie a 6 asole a foro piatto. C’è la possibilità di personalizzare ulteriormente la chiusura con la 7^ asola, per ottimizzare il bloccaggio del tallone. (Nel mio caso non è assolutamente stato necessario. Ho comunque provato ad utilizzare anche l’asola supplementare, migliorando ulteriormente la chiusura, senza compromettere il comfort del fitting…”de gustibus”.)

IMPATTO INIZIALE delle BROOKS Glycerin

Come sempre, una prima uscita tranquilla, senza averle mai provate prima. Quindi unboxing, scarpe infilate, allacciate e via a correre per una decina di chilometri.

Al di là del peso reale piuttosto contenuto, ma non da record della categoria cushioning, la percezione già nei primi chilometri è stata di avere ai piedi una calzatura da running particolarmente comoda, con un buon sostegno complessivo del piede, anche nella versione testata NEUTRAL, ovvero priva del supporto olistico Guiderails. La consistenza del DNA LOFT v3 dell’intersuola si percepisce in modo netto e dà solidità all’appoggio senza compromettere il comfort complessivo. Rispetto a modelli di altri brand, posso fare un confronto recente con le nuova ASICS Nimbus 24 e Cumulus. Ho trovato le Glycerin decisamente meno morbide nell’appoggio, ma non meno confortevoli. Infatti la caratteristica del DNA LOFT v3 non è di essere morbida, ma confortevole e con una buona reattività. Il piede non affonda mai ed è sempre pronto a ripartire dopo ogni appoggio, assicurando, pur essendo nella categoria Cushioning, una buona reattività.

COMFORT

La Brooks Glycerin 20 rientra nella categoria BROOKS CUSHION, ovvero calzature da running decisamente ammortizzate che hanno tra le principali carte da giocare per l’utente finale proprio l’elevato grado di comfort.

BROOKS Glycerin

Attenzione però alla first impression quando andate in negozio per comprarle! Il piede infatti non è alloggiato dentro alla classica calzatura “morbidona”! Come dicevo poco sopra, la sensazione è quella di avere ai piedi una calzatura dalla buona struttura di base che, grazie alle proprietà fisiche del DNA LOFT v3 assicura ottima ammortizzazione e comfort. Con la comparsa sul mercato di materiali inediti come il DNA, per chi come me corre da oltre 40 anni si tratta di adeguare la “first impression” e non farsi ingannare dalle nuove sensazioni che si provano!

TRASPIRABILITA’

Grazie alla particolare lavorazione con ampi fori di aerazione del mesh ingegnerizzato della tomaia elastica, l’avampiede è ben aerato.

Se posso fare una critica, viste le giornate molto calde in cui sto correndo, avrei aggiunto qualche foro laterale, sia all’interno, che all’esterno della tomaia, nella parte mediale, per migliorare ulteriormente l’interscambio di aria.

GRIP

Buon grip complessivo su asfalto asciutto o sterrato facile, grazie al compound della suola in HPR Plus.

BROOKS Glycerin

Adatta anche per correre su strade sterrate bianche, in mancanza di modelli specifici da trail o on/off, grazie ad un buon grip complessivo e alle scanalature generose della suola.

STABILITA’

Decisamente una buona stabilità complessiva. La scampanatura generosa dell’intersuola assicura appoggi sicuri e la rullata risulta molto facile e rotonda.

BROOKS Glycerin

Senza incertezze o vuoti tra appoggio e spinta finale. Ho apprezzato molto la costruzione del contrafforte tallonare che dà grande sicurezza in appoggio e ottimizza la stabilità complessiva. Anche a ritmi blandi, con ingresso di tallone l’appoggio è sicuro e ben indirizzato verso l’avampiede.

PROTEZIONE

Elogio del DNA LOFT v3. Il nuovo materiale utilizzato per l’intersuola è davvero molto efficace e il piede è protetto in modo più che corretto.

Anche dopo le sessioni più lunghe intorno ai 75 minuti, il piede risulta sempre riposato. Con appoggio di tallone l’appoggio è molto confortevole e non si ha la minima percezione del contatto diretto tra piede e terreno. STEsso discrso anche per la zona dell’avampiede in cui le dita del piede non sono mai troppo sollecitate.

CAPACITA’ DI AMMORTIZZARE

Per avere il giusto feedback da una calzatura innovativa come la Glycerin 20, bisogna apprezzare la sensazione inedita che si prova con il DNA LOFT v3 dell’intersuola.

Avevo avuto modo di apprezzare già in precedenza una versione meno evoluta del DNA LOFT sulla Catamount da trail, che si era dimostrata molto reattiva e rapida negli appoggi, ma con un buon grado complessivo di ammortizzazione. La Glycerin con il DNA LOFT v3 è stata la conferma di un’ulteriore evoluzione delle caratteristiche positive di questo materiale.

SPECIALE PLANTARI – FlyWalk by Corazza

Ho voluto testare la Brooks Glycerin 20 anche con l’utilizzo di plantari sportivi FlyWalk che vedete nella foto, sostituendo ovviamente le solette interne.

Nella foto sotto il confronto tra l’ingombro della soletta Brooks a sinistra e il plantare sportivo FlyWalk by Corazza.

FlyWalk by Corazza

La calzatura non perde in morbidezza e comfort, guadagnando addirittura qualche punto in appoggio.

Nella foto sotto il confronto tra l’ingombro della soletta Brooks a destra e il plantare sportivo FlyWalk by Corazza a sinistra.

FlyWalk by Corazza

Questa caratteristica mi consente di suggerire caldamente la Glycerin nella versione Neutral a chi utilizza abitualmente plantari correttivi su misura, in quanto non potranno che enfatizzare le già numerose qualità di questo modello di scarpa da running, che complessivamente si è dimostrato davvero valido.

Nella foto sotto il il profilo laterale del plantare sportivo FlyWalk by Corazza.

FlyWalk by Corazza

CONSIGLIATA PER…

Suggerisco questa scarpa da corsa a chi ricerca una calzatura comoda, versatile, con una naturale predisposizione verso le lunghe distanze e ha un peso sino ai 70-75 chilogrammi.

Per pesi superiori, senza alterare nel modo più assoluto tutte le qualità del modello NEUTRAL, suggerisco la GTS che aggiunge un leggero supporto, molto utile in fase di appoggio o parte iniziale della rullata. Per i ritmi, la Glycerin è una “tranquillona” che sa dare comunque qualche soddisfazione a ritmi medi intorno ai 4’30”. Io oltre non mi sono spinto, se non per un paio di chilometri intorno ai 4’15”. Nel caso vogliate correre più velocemente, non impazzite con la Glycerin e andate su modelli più veloci come la nuova Adrenaline. Concludo dicendo che la Glycerin si è dimostrata una degna compagna intorno ai 5’15” anche 5’30” correndo in compagnia e chiacchierando allegramente. Bella scarpa!

Se volete saperne di più su Brooks, ANDATE QUI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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