Il treno esercita un fascino unico nell’essere umano, fin da quando è bambino. Non è un semplice mezzo di trasporto, è un luogo sospeso in cui il tempo sembra rallentare. Sembra quasi una metafora della vita: si sale, si attraversa il mondo, si fanno incontri di un minuto o che dureranno una vita e si scende.
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Davos Klosters: cosa fare tra sport, natura e cultura nelle Alpi svizzere
Sviluppatasi a partire dal basso medioevo, Davos non ha mai smesso di evolvere in un luogo ricco di attrazione. Se nel 1200 circa figurava come il più grande centro Walser della Svizzera orientale, sul finire dell’800 divenne punto di riferimento, grazie al microclima da alta-valle, per i sanatori della tubercolosi, diventando successivamente una delle stazioni sciistiche più note d’Europa, frequentate anche da turisti inglesi e olandesi.
Se da un lato la costruzione nel 1969 di un moderno palazzo per Congressi ha dato il via alla promozione del turismo congressuale, che trova il suo culmine nel Forum Economico Mondiale annuale, dall’altro la vocazione sportiva iniziata con lo sci si è differenziata in una miriade di proposte adatte a ogni esigenza e livello di pratica.

Pietro sarà la nostra guida in questo giorno e mezzo a Davos Kosters e già nel momento in cui ci accoglie alla stazione di Davos Platz mette le cose in chiaro: “Domani ci concentreremo sulle attività sportive”.
La deliziosa cena e il riposo nello splendido Hotel Alpine Inn ci ricaricano completamente le batterie e l’indomani mattina, con un sole che si vede solo in montagna, siamo pronti per affrontare questa giornata attiva.

In eMTB nella valle Dischma: uno dei percorsi più belli di Davos Klosters
Dopo aver preso a noleggio due fiammanti eMTB biammortizzate ci lasciamo alle spalle il centro abitato di Davos, passiamo il Golf da 18 buche (a Klosters ne esiste un altro a 9) e ci infiliamo nella meravigliosa valle Dischma.
Tanto Davos è dinamica e frizzante, quanto qui, a soli 20 minuti di eMTB, la pace regna sovrana. Prati a perdita d’occhio, un torrente, le svettanti cime vicine ai 3.000 m del Borterhorn a occidente e del Schwarzhorn a oriente e lo Scalettahorn a chiudere la valle a sud-est. Se d’inverno questo è il regno dello scialpinismo, d’estate diventa meta degli amanti del trekking e della MTB.
L’itinerario che affrontiamo è parte dell’Hüttentour, un percorso lunghissimo che ha il suo termine, o principio, a Filisur. Tranquilli, noi ne percorreremo molto meno della metà.

Ce la prendiamo comoda, estasiati dal paesaggio circostante, e cogliamo ogni occasione possibile per fermarci a scattare foto e girare clip video. Pietro ci spiega che su questo percorso, come su altri, in virtù del territorio e dell’altitudine, si allenano diversi atleti nazionali durante la stagione estiva, e infatti spesso ci sfrecciano accanto ciclisti o rollerskater che poco hanno in comune con la nostra andatura da turista.
Il rifugio Durrboden segna la fine della strada asfaltata e quella del nostro percorso in salita. Un buon caffè, un po’ d’acqua per dissetarci e ci “lanciamo” nel trail sterrato della discesa.
Sella bassa, sospensioni aperte. Non si può fare a meno di esaltarsi affrontando una discesa di questo tipo: whoops, serpentine e guadi si alternano fra tratti aperti punteggiati di rododendri e pascoli, e tratti di bosco ombreggiati da larici e abeti.
Ci beviamo questo single-track con il giusto mix di adrenalina e pace, era tanto che non andavo in eMTB e quale posto migliore per ricominciare se non a Davos-Klosters.
Adventure Park Davos: percorsi sospesi, zip-line e divertimento per tutti
A un paio di chilometri dal centro di Davos deviamo a nord-est in direzione del lago, infilandoci nella valle che porta al passo Flüela.
La fame si fa sentire e una sosta sotto gli alberi dello Chalet Velo è ideale per soddisfarla, con un meritato hamburger con patate.
Oltre ai completissimi skatepark e bikepark, sui quali non ci cimenteremo per ragioni anagrafiche, l’Adventure Park Davos offre una serie di incredibili percorsi aerei attrezzati con difficoltà crescenti, dal verde al nero.
Iniziamo subito con il farci spiegare da una guida come funzionano i kit di sicurezza che, rispetto ai kit ferrata, offrono un sistema di aggancio e sgancio magnetico davvero a prova di “disattenzione”, poi siamo pronti per cimentarci nel primo percorso. “Pietro vai pure tu per primo, io intanto cerco di riprendere il controllo”.

Guardandoci attorno vediamo diversi bambini (li riconosci dalla rilassatezza e gioia con cui arrampicano), ma ci sono tanti adulti come noi, che con un filo in più di apprensione media si divertono come pazzi.
Arrampichiamo, ci lanciamo sulle zip-line, affrontiamo passaggi su ogni sorta di improbabile “ponte tibetano” ma no, il percorso nero e il bungee jump mi spiace ma lo lascio ad altri.
La luce del giorno si sta già colorando di arancio mentre rientriamo verso il centro, con prima una piccola deviazione al lago. Anche su questo turchese specchio d’acqua ce ne sarebbe da fare di attività sportiva: wingfoiler e wakeboarder (grazie al cavo da 190 m), windsurfer, paddleboarder si godono le ultime luci del giorno regalando ai turisti uno spettacolo di sport e colore. Noi rientriamo in Hotel, domani ci aspetta l’ultima intensa giornata.

Landwasserwelt e viadotto Landwasser: il simbolo delle Ferrovie Retiche
Alle dieci del mattino salutiamo la nostra guida e risaliamo sul treno storico in direzione Filisur. Anche oggi splende il sole, quindi alterniamo il viaggio fra il confortevole vagone di prima classe e quello panoramico aperto, non vogliamo perderci nemmeno un panorama.
Dopo aver lasciato i bagagli al deposito, saliamo sul Landwasser Express, il trenino su gomma che ci porterà alla scoperta dell’ultima (ma non ultima) attrattiva del nostro viaggio.

Il nome del mezzo di trasporto suggerisce la destinazione e soprattutto ci introduce al Landwasserwelt (il mondo della Landwasser), cinque universi esperienziali da esplorare: ferrovia, cultura, bosco e acqua, un’esperienza esclusiva per adulti e bambini. Attraversiamo con il trenino il borgo di Filisur, e dopo una sterrata nel bosco, appare in tutta la sua maestosità il viadotto Ladwasser, 65 m di archi di pietra disposti ad arco di cerchio, l’ultimo e più importante capolavoro di ingegneria edile delle Ferrovie Retiche. Non resta che attendere, ma non ne avremo per molto, l’arrivo di un trenino dell’Albula che come un consumato attore di teatro entra in scena per ricevere gli applausi. Con gli occhi ancora pieni di meraviglia saliamo sul primo dei trenini rossi che ci condurranno prima a St. Moritz e poi fino a Tirano in Italia. Ci aspettano ancora ore di panorami unici, la meraviglia e il relax che solo un viaggio in treno fra le montagne può regalare.








