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Donne di Montagna, inside the community

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donne di montagna

A pochi giorni dalla giornata internazionale della donna vogliamo parlarvi di Donne di Montagna, la community italiana che sta spronando le donne appassionate di outdoor a mettersi in gioco e a raccontarsi.

Donne di Montagna: come è nata l’idea

La community Donne di Montagna nasce da una visione: quella di Marzia Bortolameotti. Marzia nel 2016 ha collaborato alla realizzazione del congresso SAT “Montagna al femminile”, occupandosi della realizzazione di due serate a tema. Durante il congresso sono stati analizzati i dati della presenza femminile nella SAT, da cui è emerso che nonostante ci fossero (purtroppo, aggiungerei) poche donne alla presidenza delle sezioni, il trend della partecipazione femminile alle iniziative del gruppo era in continuo aumento. Le due serate, una sulle storie di donne capocordata e l’altra sulle professioniste di montagna, ha portato l’animo giornalistico di Marzia a interrogarsi su come fosse possibile portare quelle storie fuori da una sala di teatro.

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La soluzione a questo interrogativo è arrivata presto ed è stata realizzata nel 2017, con l’apertura del blog “Donne di Montagna”: uno spazio dove le donne che lavorano e che vivono la montagna possano raccontare le loro storie, dando vita a una rete, soprattutto in Trentino, dove chiunque possa condividere con altre donne (e non solo) la propria esperienza.

Nonostante dall’apertura del blog gli obiettivi di Donne di Montagna si siano estesi, la voglia di raccontare e condividere storie di donne che praticano sport outdoor è rimasto il cuore pulsante della community.

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La community di Instagram

Nel 2018 Marzia ha aperto il canale Instagram, e – tramite forme e modalità inaspettate – la sua visione si è in qualche modo evoluta. Dalle donne che hanno fatto della montagna la loro professione, la voglia di raccontare si è allargata a macchia d’olio fra le ragazze “normali”; quelle che vanno in montagna il fine settimana e non hanno nessuna velleità di far parte dell’elite alpinistica. Forse perché mancava uno contenitore dove queste donne si potessero esprimere e confrontare, ma in soli due anni l’hashtag #donnedimontagna è volato a 25.400 post, dando a queste ragazze uno spazio unico dove potere essere protagoniste.

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I camp di Donne di Montagna

L’idea di creare dei camp dedicati è arrivata dall’esigenza espressa da molte ragazze di trovare delle compagne per andare in montagna, con le quali potersi sentire pari e comprese. Da questa richiesta è partito il primo evento, ad aprile dello scorso anno: un corso d’arrampicata con la Guida Alpina Marica Favé, che poi è stato seguito dal corso di fotografia outdoor con la fotografa Alice Russolo. La risposta all’iniziativa è stata subito positiva e le partecipanti sono state entusiaste di vivere un’esperienza diversa da tutte le altre. A questi camp sono seguiti i Women’s climbing Days (che hanno visto la loro seconda edizione il mese scorso, nell’area del Garda), un camp dedicato al telemark e, dopo il primo lockdown, il Summer Camp, che grazie probabilmente al fatto che permetteva di praticare svariate discipline, ha avuto un successo enorme. Per mantenere un numero di partecipanti tale da permettere di vivere l’esperienza al meglio e favorire a socializzazione, Marzia ha subito dovuto organizzare una seconda edizione.

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Le sensazioni positive che si vivono ai camp Donne di Montagna sono dovute dal fatto che le partecipanti, a differenza di quando magari si trovano in montagna in compagnia di uomini, non si sentono “le ultime del gruppo” ma hanno compagne che camminano al loro ritmo, con cui non si vergognano di condividere emozioni e paure. Inoltre, e molti sono portati a pensare il contrario, le ragazze tra loro si incitano e sono capaci di creare un’atmosfera speciale, senza invidie e rancori di nessun tipo. Le Donne di Montagna quando si trovano insieme sono tranquille, disposte a mettersi in gioco e, soprattutto, non sono più passeggere al traino di qualcuno, ma protagoniste della loro avventura.

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Il futuro di Donne di Montagna

Una volta superata, ci auguriamo, questa pandemia, riprenderanno i camp Donne di Montagna. Marzia, insieme alla Guida Alpina Anna Torretta, ha iniziato a concepire delle Academy, dove, partendo dal basso, si cercherà di formare le donne per prepararle alle professioni di montagna. Per adesso è un sogno, ma sarebbe bello che la percentuale di donne guide alpine salisse (adesso sono solo il 2 %) e che le donne si confrontassero sugli ostacoli che ci sono per professionalizzarsi, e poi superarli insieme.

La community è aperta a chiunque volesse farne parte. Ogni donna può portare la sua visione e la sua voce. Non solo può, ma assolutamente (e questo lo dico io) deve, perché è dalla condivisione che nascono le idee, idee come quelle di Marzia.

Sito ufficiale:donnedimontagna.com

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Eva è nata e cresciuta a Roma, dove ha studiato giurisprudenza per capire che è una persona migliore quando non indossa un tailleur. Ha lasciato la grande città per lasciare che il vento le scompigliasse i capelli sulle montagne delle Alpi e presto ha scoperto che la sua passione per l’outdoor e scrivere di questa, poteva diventare un lavoro. Caporedattrice di 4outdoor, collabora con diverse realtà del settore outdoor. Quando ha finito di lavorare, apre la porta della baita in cui vive per sciare, correre, scalare o per andare a fare altre gratificanti attività come tirare il bastone al suo cane, andare a funghi o entrambe le cose insieme.

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