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Europei, dalla Lechner un argento che vale

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Ultima giornata dei Campionati Europei di XC a Chies d’Alpago che esalta il folto pubblico presente grazie all’impresa di Eva Lechner che mette alle spalle le tante delusioni di una stagione che non era iniziata nel migliore dei modi conquistando un argento preziosissimo perché dimostra che dietro all’imbattibile Jolanda Neff, assoluta numero uno del movimento, le altre sono tutte battibili. La prova veneta è stata simbolica: sin dalla partenza la svizzera via a fare gara per conto suo e le altre a lottare per il podio. La Lechner come suo solito partiva forte posizionandosi nel gruppetto inseguitore con le due slovene Zakelj e Klemencic (che agli Europei hanno sempre fatto più che bene). La norvegese Gunn-Rita Dahle Flesjaa, altra favoritissima, dimostrava subito di non essere in giornata. Spesso la Lechner ha fatto illudere all’inizio andando poi spegnendosi, ma quando la forma arriva, allora il motore continua a girare così col passare dei giri solo la Klemencic teneva il ritmo dell’azzurra che nell’ultima tornata staccava la rivale andando a chiudere a 47” dalla svizzera, che così confermava la supremazia europea già evidenziata un mese ai Giochi Europei di Baku. Bronzo alla Klemencic a 1’03” davanti alla Zakelj e all’ucraina Belomoyna. 17esima Serena Calvetti, 27esima Anna Oberparleitner comunque felice per il suo argento nell’Eliminator.

Eva Lechner in azione: per lei un preziosissimo secondo posto (foto organizzatori) Eva Lechner in azione: per lei un preziosissimo secondo posto (foto organizzatori)

Non altrettanta fortuna nel settore maschile per gli azzurri, a conferma di un momento non felice delle nostre punte con Kerschbaumer che aveva rinunciato in anticipo alla convocazione e Fontana mai effettivamente in lotta per le posizioni alte. Il migliore ancora una volta è stato il tricolore Andrea Tiberi che con il 7° posto ha confermato di avere ormai compiuto un vero e proprio salto di qualità entrando nell’elite internazionale. La gara,priva di Schurter e con un Kuhlavy quasi distratto, è stata dominata dal francese Julien Absalon che a 35 anni ha colto il terzo oro consecutivo arricchendo un palmarés ineguagliabile. Absaon si èmesso subito davanti a menare un ritmo fortissimo, con dietro lo svizzero Giger e il tedesco Fumic, gli altri già staccati. In questa fase iniziale da sottolineare la prova degli altri francesi Sarrou e Marotte, bravissimi a stoppare i tentativi di rientro degli avversari. Nel secondo giro Absalon decideva di lasciare la compagnia degli avversari che col passare dei km mostravano di soffrire la partenza sparata, in particolare Giger che si staccava mentre su Fumic rientrava un altro elvetico,Lukas Fluckiger. I due si giovavano l’argento che andava all’elvetico a 34” da Absalon, terzo Fumic a 50” mentre Tiberi chiudeva settimo a 2’14”. L’Italia chiude così con due argenti e un bronzo, bilancio che senza la sfortuna del primo giorno in staffetta avrebbe potuto essere più ricco e non è un caso se il medagliere presenta solo metalli femminili, settore dove le ragazze hanno dimostrato di avere anche un ricambio generazionale alle prote che fa davvero ben sperare.

Gabriele Gentili

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