Il grande ritorno di Kerschi

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Tricolori di Genova hanno rappresentato un passaggio fondamentale nella stagione italiana del cross country ma forse ancor più nell’evoluzione del movimento elite attuale, sancendo il pieno rilancio di un talento purissimo come quello di Gerhard Kerschbaumer, già il miglior azzurro in Coppa del Mondo ma ora dotato della maglia tricolore, la sua quarta in carriera dopo quelle da junior e Under 23 (due). Un talento che dopo le vittorie a raffica nelle categorie giovanili, quando dominava il mondo, era entrato in una profonda involuzione tecnica e psicologica dalla quale sta riemergendo grazie al cambio di casacca, entrando nella Torpado Gabogas dove l’ambiente più piccolo e meno pretenzioso rispetto a quello della Bianchi Countervail sembra gli stia davvero giovando. A Genova il corridore altoatesino ha dato dimostrazione di grande carattere aggiudicandosi una prova ricca di colpi di scena e che a metà gara sembrava sfuggita di mano.

All’inizio sono stati Kerschi e Tiberi a prendere in mano le redini della corsa, mentre il Tricolore di Marco Aurelio Fontana durava meno di mezzo giro, con il favorito costretto al ritiro per la rottura della catena. Sulla coppia in fuga rinveniva il trio dei Carabinieri con i fratelli Braidot e Tabacchi e successivamente Kerschbaumer era costretto a una sosta per problemi di stomaco che sembravano porlo fuori dalla lotta per il titolo. Luca Braidot ne approfittava cercando la soluzione di forza, a due giri dal termine era solo con 27” su Tiberi, gli altri lontanissimi, ma era lì che Kerschbaumer iniziava la sua straordinaria progressione rimontando posizioni su posizioni fino a raggiungere Tiberi alla campana. Nell’ultimo giro rinveniva su Braidot e lo lasciava sul posto, aggiudicandosi il titolo con 29” su Luca Braidot, ancora stordito da quanto avvenuto e 51” su un comunque soddisfatto Tiberi (Team Nob Selle Italia), ottimo quarto a 1’39” Samuele Porro (Trek Selle San Marco) che il cross ormai lo disputa solo in questa occasione e che si candida per un grande finale di stagione (perché non pensare al titolo europeo Marathon?).

Quarto titolo italiano per Gerhard Kerschbaumer (foto organizzatori)

Cambio della guardia fra le donne con il titolo che premia la bella stagione complessiva di Serena Calvetti (Team Damil Gt-Trevisan) prima con 1’47” su Lisa Rabensteiner (Focus) e 2’51” su Gaia Ravaioli (Bike Garage Speedwheelsavona). Solo quarta la dominatrice dell’ultimo decennio Eva Lechner (Clif Pro team/Esercito) a 8’34”, piazzamento che è specchio di una stagione da dimenticare. Fra le Under 23 grande prestazione di Chiara Teocchi (Bianchi Countervail) davvero eccezionale in quest’occasione, prima con 1’34” su Martina Berta (Bh Sr Suntour/Esercito) che in Coppa del Mondo l’aveva sempre preceduta, terza Giorgia Marchet (FOur Es) a 2’28”. Dominio scontato per Marika Tovo (Team Rudy Project) fra le Junior, a 3’22” Giada Specia (Team Velociraptors) e a 4’10” Giorgia Stegagnolo (Burn Mtb).

Il podio femminile con Serena Calvetti al centro (foto organizzatori)

Nelle altre categorie maschili conferma per Gioele Bertolini (Team Nob Selle Italia/Esercito) fra gli Under 23 risoltisi in una lunga sfida testa a testa con Nadir Colledani (Torpado Gabogas) che Bertolini ha risolto al penultimo giro chiudendo con 51” sul rivale, distacco che avrebbe potuto essere molto maggiore senza una foratura posteriore all’ultima tornata, terzo Francesco Bonetto (Elios Sr Suntour) a 1’26”. Netto il successo per Juri Zanotti (Vc Monte Tamaro) fra gli Junior, a 54” Edoardo Xillo (Scuola Mtb Oasi Zegna) e a 1’43” il ciclocrossista Filippo Fontana (Gottardo Giochi Caneva).

Juri Zanotti in trionfo a Genova (foto organizzatori)

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