Home Running Personaggi I Garmin Beat Yesterday Awards di Enrica Gouthier

I Garmin Beat Yesterday Awards di Enrica Gouthier

Enrica Gouthier ci racconta della sua prima volta all’UTMB e della vittoria nella categoria running ai Garmin Beat Yesterday Awards

0
Garmin Beat Yesterday Awards

Come ogni anno, anche per il 2021 Garmin ha organizzato i Garmin Beat Yesterday Awards, premiando cinque sportivi che si sono distinti per imprese tanto incredibili quanto affascinanti su di una rosa di oltre 700 candidature. La categoria del running ha premiato Enrica Gouthier che, raggiungendo il traguardo dell’UTMB, la più ambita competizione di trail running al mondo, ha centrato il suo obiettivo, realizzando il suo sogno!

 

Emozioni incredibili e grandi obiettivi 

Spesso noi sportivi pensiamo alla nostra disciplina in chiave agonistica, ma i Garmin Beat Yesterday Awards premiano “progetti sportivi” anche molto differenti tra loro, accomunati però non tanto dal risultato sportivo e atletico in sé, bensì dalla passione e dalla determinazione nel raggiungere l’obiettivo finale. Potremmo quasi definirle Storie straordinarie di persone ordinarie. Una dimostrazione che lo sport può trasformarsi in un mezzo infallibile per trovare una risposta, una soluzione, un riscatto nella propria vita.

 

Un sogno che si concretizza 

I Garmin Beat Yesterday Awards da sei anni vengono consegnati ai protagonisti di progetti sportivi particolarmente meritevoli. Uomini e donne che sono riusciti a “dare le gambe” a un sogno, oltrepassando un limite, raggiungendo un loro obiettivo concreto. 

Solo cinque i premiati finali, in discipline sportive differenti. Dal Trail running al ciclismo, dalla nautica al motociclismo, passando per l’outdoor: ognuno dei vincitori, con le proprie motivazioni, ha saputo raggiungere con determinazione e passione ciò a cui aspirava.

 

 

Trail running, il sogno di Enrica Gouthier

Nella categoria trail running a essere premiata è stata la piemontese Enrica Gouthier che, con il completamento dei 171 chilometri dell’Ultra Trail du Mont Blanc, ha coronato magnificamente il suo sogno. Enrica ha infatti raggiunto l’ambitissimo traguardo di Chamonix dopo averlo agognato per cinque lunghi anni, durante i quali si è allenata con assiduità e convinzione, senza dimenticare mai gli affetti e il lavoro. Enrica è infatti una giovane mamma di una ragazzina, Eleonora, di 11 anni, che le dà ogni giorno di più un motivo per allenarsi duramente e raggiungere i suoi obiettivi! Un gioco di scatole cinesi in cui Enrica è riuscita a incastrare nella vita di tutti i giorni gli allenamenti, cercando di rubare minuti preziosi a ogni angolo di strada o crocevia…  

 

Una telefonata piena di emozione

Raggiunta telefonicamente, Enrica ci ha detto: “La corsa è stata la fuga dai brutti pensieri, oltre che un modo per trovare un riscatto. Ho sognato questa gara per cinque anni. Mi sono preparata e ho lavorato sodo. Ho risparmiato, mi sono svegliata per più di un anno all’alba per allenarmi. Pensavo di esserlo, ma non ero pronta a tutto quello che ho vissuto all’UTMB. Non ero pronta alla gente, all’entusiasmo, alla follia, alla crisi… non ero pronta a nulla. Eppure, pare che io ce l’abbia fatta… e che l’abbia finita!”.

 

Enrica, dell’UTMB sappiamo tutto, è in assoluto la kermesse di trail running più famosa al mondo, ma tu come hai fatto a sognarla per cinque anni?

Diciamo che hanno un buon video maker… Le immagini del video di presentazione del 2017 mi hanno rapito, è stato colpo di fulmine. Mi sono innamorata. Ho vissuto gli ultimi anni in funzione di quella gara. Anche se poi ho portato a temine altri obiettivi, non ho mai smesso di desiderarla con ogni mia singola fibra. Il primo amore lo puoi aspettare anni.

 

 

Come tu stessa hai dichiarato, non sei una runner di lunga data, quando hai iniziato veramente?

Ho iniziato nell’autunno 2016. Era un periodo molto particolare della mia vita. Di fronte a un bivio: continuare in uno stato di non appagamento o rimboccarmi le maniche nuovamente e riprovarci? Questa volta, nonostante in mio carattere sempre positivo, ho faticato. Mi sono fatta aiutare psicologicamente perché anche fisicamente non stavo più bene. Ho fatto un percorso lungo e nel frattempo avevo iniziato a corricchiare. Nulla di particolare. Poi è arrivato un corso di skyrace e da lì in poi ho capito che tutto sarebbe cambiato. La strada era sempre in salita, ma almeno avevo preso una direzione.

 

Sei di Torino, ma per tanti motivi hai spesso scelto la montagna come luogo in cui vivere, perché?

La montagna è vita, la montagna è sincera e schietta. La montagna non perdona. Mi piace il suo essere diretta, senza giri di parole. Se deve comunicare qualcosa, la montagna te lo dice senza peli sulla lingua. Ma il rovescio della medaglia è che sa ascoltare. Ascolta senza giudicare. Ascolta la disperazione e la gioia infinita che lei ti può dare. Ma percepisce anche i tuoi stati di umore e tu sai che su di lei potrai sempre contare. Se tu sai ascoltarla, lei non ti tradirà mai”.

So che può sembrare la descrizione di una persona fisica, ma per me la montagna è una compagna di viaggio, una grande amica di esperienze e di vita. Lei mi ha insegnato tanto. Lei mi ha insegnato il vero rispetto. Per questo in alcuni momenti ho deciso di viverci accanto, ne avevo bisogno.

 

Oggi dividi la tua vita tra il tuo compagno e Eleonora, tua figlia. Che insegnamento credi che rappresenti per lei la tua UTMB?

Io spero solo di essere una buona mamma per lei. E che l’UTMB sia stato un traguardo da cui può apprendere che, se ci credi davvero negli obiettivi, li puoi raggiungere! Non c’è nulla di scontato e non sarà mai semplice… ma che monotonia ci sarebbe nelle cose facili? (Ammettiamo anche che ogni tanto qualcosa di non troppo complicato mi piacerebbe…).

 

 

I premiati di Garmin hanno sempre qualcosa da insegnare a noi comuni mortali… e tu, Enrica, che cosa ci insegni?

Io chi sono per insegnare? Nessuno! Io sono solo una semplice ragazza trentenne che ha avuto una vita in salita. Ma non sono l’unica e, anzi, la mia è stata ancora una vita gestibile. Quello che posso consigliare, il termine mi piace di più, è di farsi aiutare. Ammettere di avere bisogno di aiuto in momenti difficili è la prima cosa che ci serve per risalire a galla. E in qualsiasi ambito serve aiuto. Anche durante l’UTMB io ho avuto bisogno di aiuto, se non fosse stato per il mio compagno, forse a oggi non sarei qui a parlarvi. Chiedete aiuto, non abbiate timore. Siamo persone con debolezze anche noi, non siamo invincibili. E, una volta usciti dai problemi, vi accorgerete che la salita diventerà più dolce e vedrete i vostri obiettivi realizzati. 

 

Adesso i tuoi progetti sono sempre più legati al mondo del trail, quali sono i tuoi “nuovi” sogni?

Sono un po’ superstiziosa a riguardo… Posso dire che a maggio avrò gli Italiani. Tappa classica che tento ogni anno… perché la maglia azzurra è sempre lì nel mio cuore, e un giorno so che ci arriverò. Dopo di che ho un progetto per l’estate, quando parteciperò ad alcune prime edizioni e non solo… Non vi resta che seguirmi!

 

Molti dicono che rifare la stessa gara non è mai come la prima, ritenterai l’UTMB?

Sì assolutamente. La desidero nuovamente, quasi fosse una droga. L’atmosfera, la gente, i panorami… solo a scrivere mi tornano i brividi. E per nessuna gara ho provato mai queste emozioni. Poi chissà, quest’anno, come dicevo, ho tante prime edizioni e sono molto motivata nel portarle a termine!

Di Daniele Milano Pession  |  Foto: archivio personale

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui