Home Running Personaggi Henri Aymonod “Il Trail è come una danza tra le montagne”

Henri Aymonod “Il Trail è come una danza tra le montagne”

Quattro chiacchiere con Henry Aymonod, atleta valdostano del Team Elite The North Face, tra i principali protagonisti mondiali delle gare Vertical.

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Dal numero #05 di 4running a cura di Daniele Milano

Henri, fai una tua breve presentazione ai lettori di 4Running

Ciao a tutti, sono Henri Aymonod, ho 25 anni. Da quest’anno sono componente del Team Elite The North Face e tesserato per la U.S. Malonno. Nella mia vita ho fatto molti sport: ho nuotato per otto anni e poi ho sempre corso. Correvo per piacere con i miei fratelli gemelli. Tra di noi c’è sempre stata una sana competizione! Poi ho iniziato a praticare sci di fondo e biathlon. La svolta più importante è stata nel 2014, quando il presidente della società sportiva Pont-Saint-Martin mi propose di provare a fare un campionato italiano di corsa. 

E così vado a fare i Campionati Italiani a Pergine Valsugana e mi piazzo terzo. Tutto è nato da lì. Poi ho partecipato al Campionato Mondiale a Casette di Massa nel 2014 da Junior. Bellissima esperienza in cui abbiamo conquistato l’argento a squadre insieme ai miei compagni Davide Magnini, Nadir Cavagna e Luca Ventura. Oggi, a soli 25 anni, posso dire che finalmente la corsa e i trail sono diventati il mio lavoro!

 

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Tra le varie distanze ti sei sempre difeso molto bene nelle cosiddette Vertical, gare in cui riesci a esprimere il massimo del tuo potenziale con tempi veramente incredibili!

Sì, le Vertical sono da sempre le gare a me più congeniali. E’ la specialità che, anche a livello istintivo, mi viene più facile. La Vertical è una gara che mi piace molto perché devi riuscire a dare tutto, fino in fondo. 

 

Che rapporto hai con le distanze maggiori dei trail? Sappiamo che ti stai allenando anche per quelle…

Con le distanze lunghe ho un bel rapporto e mi sto mettendo molto alla prova e in discussione. Sto cambiando anche approccio nell’allenamento, voglio uscire dalla mia zona di comfort, quindi ecco le gare più lunghe. Per adesso, ci tengo a dirlo, non distanze lunghissime, perché il percorso di avvicinamento va fatto con testa, con una crescita e le persone giuste. Per il momento ho in testa obiettivi sulle distanze della mezza e della maratona. 

 

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Il tuo ingresso nel TNF Team è stato per tutti noi una grandissima notizia e, concedimelo da valdostano, un’enorme soddisfazione. Raccontaci com’è andata!

L’ingresso nel Team International di The North Face è stato per me qualcosa di incredibile. Devo ringraziare molto Fabio Scipioni e Otso per avermi aiutato in questo passaggio, ma credo senza presunzione di essermelo comunque un po’ meritato. Voler fare l’atleta è quello che volevo. 

E rappresentare un’azienda come The North Face, che rispecchia perfettamente i miei valori, è una cosa bellissima. Mi sento molto rappresentato da questo brand che ama la montagna e l’ambiente. 

Sono orgoglioso di essere un pezzetto di questo grande meccanismo. Quindi spero di poter dare loro un grande contributo e di poter diventare un vero e proprio valore aggiunto per il brand.

 

Senti il peso di far parte di un team così esclusivo? Come sei stato accolto?

Sì, è un team esclusivo, al suo interno ci sono atleti di tutto il mondo veramente forti, che spaziano dall’arrampicata, all’alpinismo, allo snowboard, al freeride e al trail. È bello incontrarsi tutti insieme, ogni giovedì, con videochiamate in diretta e conoscere persone come Alex Honnold, Stefano Ghisolfi, guida alpina, Hervé Barmasse, Mathys Dumas, Xavier De Le Rue il freerider. 

Per me il timore iniziale era di perdere un po’ quel senso di famiglia che trovi nelle realtà più piccole. Non è stato così. Ho trovato in The North Face un ambiente molto famigliare e accogliente. 

 

Tu sei un atleta molto disponibile e gioviale, che valore dai a tutto questo e quanto è importante vivere l’agonismo mantenendo sempre il sorriso? Non ti arrabbi mai?

L’agonismo è complicato. Ci sono persone che lo vivono in maniera forzata, un po’ tesa e nervosa. A volte, affrontando le gare, sfogano le proprie insicurezze, cercando conforto nell’agonismo. Io non dico che in parte non lo faccia, anzi, ma amo veramente ciò che faccio. Gareggiare e mettermi in gioco con le persone più forti non mi pesa assolutamente.

Detto ciò, ho imparato con il tempo a prendere le gare non dico con leggerezza, ma con un sorriso e serenità, perché alla fine tutte le energie che si sprecano prima si perdono nel momento della prova agonistica. Le gare non devono mai essere un peso, ma un divertimento. Il terreno dove raccogliere i frutti di ciò che si è seminato nei mesi prima.

 

In che modo credi che un atleta del tuo valore possa essere un buon esempio da seguire? Ci sono dei piccoli segreti per diventare dei campioni di trail?

Non credo di essere l’unico esempio, e penso che ci siano tanti atleti da seguire, anche più forti di me. Quello che posso dire è che non ci sono grossi segreti, ma piccole cose che fanno la differenza. C’è l’affidarsi a persone competenti per l’allenamento, c’è il godersi ogni giorno ciò che si fa, c’è il faticare quando non si ha voglia o quando non si è in condizioni di poterlo fare. C’è l’andarsi ad allenare quando fuori diluvia o ci sono 10° sottozero o nevica. Diciamo che è riuscire a trovare la gioia anche quando le situazioni sono più complicate perché alla fine in gara queste situazioni di non-comfort ti si presentano spesso, e affrontarle in allenamento è fondamentale per riuscire a gestire una crisi o un momento di défaillance quando meno te l’aspetti. 

Il segreto può essere quello: creare piccole situazioni di stress al proprio corpo per essere più forti in gara. Non accontentarsi, cercare di sperimentare sempre nuove cose e soprattutto mettersi in discussione, ma sempre con il sorriso!

Oggi il mondo del trail è letteralmente preso d’assalto da migliaia di nuovi praticanti che aumentano giorno dopo giorno. I 5 consigli di Henri per come iniziare a correre.

  • Fare qualcosa che piace, non farsi inseguire da forzature, pressioni o dinamiche social. 
  • Fate le cose con passione, anche in gara non importa né la distanza, né il pendio, né altro, bisogna sempre fare tutto divertendosi. E poi, dai ragazzi, è lo sport più bello del mondo! Siamo molto fortunati a praticarlo, immersi in natura tra le montagne. 
  • Divertitevi, esplorate nuovi posti, fatelo con il sorriso. 
  • Per chi inizia, cercate di abituare il vostro corpo con calma, senza avere fretta, e scoprite poco alla volta questo incredibile mondo che è la natura. Avere il pieno controllo del proprio corpo è come una danza. La corsa trail tra le montagne è come una danza.

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