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Marino Giacometti, inventore dello skyrunning

Marino Giacometti, inventore dello skyrunning si racconta a 4Running

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2017 Breithorn Anniversario 150 Cervino. _Fabio Menino

 

Da 4running Speciale Trail 2021 – di Daniele Milano Pession 

 

Di Marino Giacometti si possono dire tante cose, anzi, si potrebbe scrivere un libro. La storia della corsa in montagna gli deve molto, perché in un modo o nell’altro è partito proprio tutto da lui. 

Ancora ragazzino, Marino amava guardare le vette sopra di lui e poi raggiungerle con le sue gambe. Distanza e dislivello non erano mai un limite, ma un obiettivo in cima al quale ritrovarsi dopo incredibili fatiche. Una passione che si è trasformata in lavoro, e che oggi lo vede protagonista indiscusso dello skyrunning mondiale, nonché presidente dell’omonima federazione internazionale.

Ripercorrendo i ricordi di una vita incredibile, abbiamo cercato di fissare insieme a lui alcuni momenti da raccontarvi.

 

1996 Giacometti Boston Marathon_2h53′

La scuola a distanza di un bimbo-pastore

Potrei dire che, dagli alpeggi allo skyrunning, la corsa è sempre stata una necessità.

Da piccolo era normale andare a scuola a piedi. Le mie “vacanze estive” erano invece passate a fare il fieno, accompagnare al pascolo le mucche e andare per funghi. 

La passione per la corsa si manifestava soprattutto in discesa, alla sera, tornando dagli alpeggi al paesello di Sant’Antonio, forse per la fretta di arrivare a cena.

 

Ufficiale degli alpini esploratori

Vengo selezionato tra i sei esploratori del 67° corso ufficiali ad Aosta. Nel nostro ruolo alpinistico assistiamo i compagni di corso sulle montagne valdostane tra il Mont Emilius, la Becca di Nona e il Gran Paradiso, che diventa il mio primo 4000.

 

1997 Marino Giacometti record Genova_Monte Bianco_cima. _Pier Orler

 

La mia prima vita da alpinista

Nel 1976 partecipo a una spedizione in Perù dove, dopo qualche mal di testa, salgo un paio di montagne sui 5800 m. Niente di trascendentale, ma al rientro c’è il richiamo montagna.

L’81 è la volta del Nanga Parbat. Segue poi l’ultimo 6000 inviolato del Perù, il Pukajirka. 

Nell’84 è pronto il progetto 8000 Challenge. Eccomi nel team tra gli otto alpinisti che devono scalare tutti insieme le montagne dell’Himalaya. A me di alpinistico resterà ancora un quasi 7000 inviolato in Cina e il record sul Pumori, 7145 m con 14h a-r e l’onore di strappare questo record a Marc Batard, che detiene tuttora un primato un po’ più importante… la salita dell’Everest in 22 ore senza 02 (ossigeno) dal versante nepalese.

 

Le prime gare di skyrunning inventate

Correre era sempre stato un’appendice alla mia attività alpinistica per allenarmi o per tornare in fretta a casa. Tra una spedizione alpinistica e l’altra, non disdegnavo di fare gare alpinistiche con gli sci stretti e persino in bicicletta. Al campo base dell’Everest incontrai Enrico Frachey, l’amministratore delegato di Fila Sport. Io avevo il pallino delle maratone in alta quota, lui la passione per la montagna e la necessità di lanciare nuove scarpe da running. 

 

1997 Marino Giacometti record Genova_Monte Bianco_Pier Orler
1997 Marino Giacometti record Genova_Monte Bianco_Pier Orler

10 Anni di skyrunning all’insegna di FILA

Dopo 25 anni di decoroso alpinismo variegato, eccomi nel ruolo di atleta, team manager e consulente Fila. Nel 1991 comincio a pianificare con Enrico il programma sportivo, ripercorrendo i miei record passati. Con un team improvvisato facciamo la prima gara ufficiale proprio sul Bianco.

Nel 1992 nasce il primo circuito Fila Skyrunner Trophy che ribalta i miei vecchi record sull’Adamello, Monte Rosa e ancora Monte Bianco. C’è poi anche l’Everest Fila SkyMarathon in Nepal dove in fondo era nata l’idea di questo sport.

Il 28 luglio ’91 siamo in cinque alla partenza da Courmayeur. Il mio primo record del ’90 è naturalmente polverizzato, Adriano Greco arriva a Courmayeur in 8h48’25’’, io finisco in 9h58’19’’ (due ore meno del ’90), Angelo Todisco arriva allo sprint in 9h59’50’’; Gisella Bendotti e Bruna Fanetti sono in cima in 6h50’. Battistino Bonali, fresco salitore dell’Everest da Nord, brucia la salita dal Rifugio Gonnella alla vetta in 2h40’. 

Una rivista di settore titola: I corridori del cielo sul Monte Bianco!

È lo spunto per il termine skyrunning e del team: FILA Skyrunner Sporting Club. Il resto è storia.

 

2018 marino Giacometti_Bruno Brunod_Fondazione Cariplo_Biella

 

La Federation for Sport at Altitude

Federation for Sport at Altitude (FSA) nasce nel ’95 con l’idea di accorpare tutti gli sport di alta montagna. All’epoca sci alpinismo, free ride e vari di montagna erano senza cappelli federali. Strada facendo ho ideato molte gare “multisport”: SkySki, SkyBike, SkyRaid e persino il Trofeo Mezzalama, rinato nel 1997, era collegato alla FSA. 

 

Il mondo trail e sky oggi

All’epoca eravamo gli unici attori e il trail classico era solo rappresentato da qualche competizione negli USA, dov’è nato. Pian piano, molti stradisti hanno provato il piacere di andare a correre in natura e tra le montagne. Questo sta generando ora un boom di consumatori e gare di vario livello, ma anche parecchia confusione a livello di discipline sportive e regolamentazione. Il trail non è una “disciplina” perché è senza un regolamento, e lo skyrunning non è la versione tecnica del trail, ma una disciplina a sé. 

Il futuro federale porterà inevitabilmente a identificare queste due specialità all’interno dell’IOC e una linea di demarcazione, ma non certo per pensare a sogni olimpici, a meno che si recuperi la nostra idea iniziale di una confederazione che faccia gli “Outdoor Olympics” come discusso a Lausanne nel 2011. 

M Giacometti Monte Padrio 8323. _ LongLight

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