Maxxis Dissector, il test degli pneumatici per enduro e gravity

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Sono le ultime nate in casa Maxxis, frutto della collaborazione con il donwhiller Troy Brosnan. Lo specialista australiano della discesa cercava uno pneumatico che funzionasse al meglio su terreni asciutti e cedevoli, dopo più di un anno di sviluppo e test sul campo è nato un prodotto che presenta molti punti in comune con modelli storici come High Roller II.

Dissector è proposto per diametri ruota di 27,5” e 29”, con sezione di 2,4”, con carcassa e mescola Exo MaxxTerra o DH MaxxGrip, rispettivamente dedicate al mondo Enduro e DH. Le versioni più evolute Exo+ e DoubleDown sono in dirittura d’arrivo, così come la più ampia sezione di 2,6”. Noi abbiamo provato la Dissector 29x,24” Exo 3C MaxxTerra TR, con un peso alla bilancia di 1.140 grammi.

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Design

Il profilo del battistrada è costituito da file alternate di due e tre tasselli a rampa, con un profilo squadrato sul lato posteriore per migliorare il grip in accelerazione e frenata. I tasselli laterali a forma di ‘C’ invece si alternano a quelli rettangolari con il lato interno caratterizzato da un’onda appena accennata e collocati leggermente all’esterno rispetto ai primi.

La gomma in prova ha carcassa a singolo strato con inserto in butile EXO, e tripla mescola MaxxTerra, utilizzata da Maxxis sugli pneumatici a tutto tondo, che devono bilanciare trazione, durata e resistenza al rotolamento.

Maxxis Dissector Test_03Come abbiamo rilevato nel nostro test, la misura reale non corrisponde a quella dichiarata, con una larghezza assimilabile a una copertura da 2,3” sul cerchio con profilo interno da 30 mm usato per il nostro test. Un aspetto che ci lascia perplessi, considerato il fatto che siamo di fronte a una gomma nata espressamente per cerchi di largo profilo, come indica la sigla WT nel nome.

Il montaggio è avvenuto in modo rapido, riuscendo a sigillare la gomma con una normale pompa da pavimento, senza bisogno di un compressore o altri mezzi. Questa è una buona cosa, agevolando la vita all’utilizzatore finale.

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Prestazioni

Quello che colpisce sin dai primi metri percorsi sui trail è la relativamente bassa resistenza al rotolamento per uno pneumatico di questa categoria. La differenza rispetto ad altri modelli di casa Maxxis, come High Roller II e Minion DHF è subito evidente. Avere un Dissector all’anteriore aiuta a tenere alto il grip, soprattutto sui terreni più compatti e su pendenze non estreme. Utilizzata al posteriore, regala le stesse sensazioni, soprattutto se paragonata a un’altra gomma Maxxis di ultima generazione, quella Assegai sviluppata in collaborazione con il mito sudafricano della discesa Greg Minnaar. Si percepisce una leggera perdita del grip, ampiamente compensata da una scorrevolezza eccellente per la categoria. Sicuramente aiuta il peso, contenuto per uno pneumatico enduro.

Il supporto offerto dai tasselli laterali in curva è molto buono, mordendo con efficacia il terreno sulle curve più ostiche, consentendo al biker di spingere forte in piega su trail ben spondati. La sensazione è di riuscire a spingere i limiti un poco più in là, senza perdite di trazione improvvise e inaspettate, riuscendo a percepire il punto di perdita d’aderenza con facilità.

Maxxis Dissector Test_05La mescola 3C MaxxTerra conferma ancora una volta la sua versatilità, con un equilibrio soddisfacente tra grip e consumo sui terreni asciutti, dal compatto al polveroso. La durata complessiva è buona, senza tasselli strappati o consumo irregolare di quelli centrali. Ci piacerebbe provare una versione Exo+ con mescola 3C MaxxGrip, per capire quanto può migliorare la presa della gomma su terreni più ostici, come quelli rocciosi e costellati di radici umide.

La Dissector ha stupito anche in un utilizzo più vicino al trail biking, con lunghe pedalate caratterizzate da molti tratti di trasferimento su asfalto e sterrate dal fondo compatto. Si è rivelata molto versatile, sia all’anteriore sia al posteriore, con una buona maneggevolezza nel guida su sentieri ricchi di cambi di direzione. La presa della gomma su salite ripide è molto buona, e al tempo stesso regala una guida vivace quando si tratta di far correre la bici su sentieri flow.

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In condizioni di umido questa gomma tiene duro, almeno fino a quando le condizioni non diventano realmente impegnative. Il battistrada relativamente aperto evita che lo pneumatico si intasi con troppo fango e detriti, mentre l’altezza contenuta dei tasselli riesce a mordere il terreno sotto un leggero strato di fanghiglia. Quando il gioco si fa duro, in altre parole quando la pendenza sale e il fondo diventa molto morbido, si nota un’evidente perdita di efficacia, desiderando tasselli più alti e spaziati. In ogni caso, Dissector si rivela una valida scelta per la maggior parte dei sentieri, per la maggior parte del tempo.

Conclusioni

Maxxis Disserctor eccelle in condizioni asciutte, quelle per cui è stato progettato, riuscendo a brillare anche su terreni leggermente umidi. Si configura come un’opzione interessante per il retrotreno, quando si cerca un pressoché perfetto mix tra grip, durata e scorrevolezza, su un’ampia varietà di terreni. Al tempo stesso, se montato all’anteriore, regala una grande fiducia al biker, che riesce ad alzare il ritmo soprattutto sui sentieri all’insegna del flow.

Info: www.maxxis.com; www.ciclopromo.com

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