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Michael Carli, il PM La Sportiva si racconta

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Michael Carli, product manager de La Sportiva, durante una spiegazione prodotto in azienda
Michael Carli, product manager de La Sportiva, durante una spiegazione prodotto in azienda

Abbiamo ritenuto opportuno condividere con voi lettori la vision di Michael Carli, attualmente Product Manager Approach, Mountain Hiking and Mountain Running Footwear & Footwear Design Coordinator in La Sportiva

La Sportiva, un po’ di storia italiana

Da quelle scarpe di cuoio cucite a mano dal fondatore Narciso Delladio sono passati quasi 100 anni… una vita!

1928, da un piccolo laboratorio calzaturiero di Tesero, in provincia di Trento, Narciso Delladio dà vita a La Sportiva, global brand la cui storia è oggi un piacere poter ascoltare, attraverso le numerosissime testimonianze dirette dei protagonisti di quasi cent’anni di sport di montagna.

E poi…

Con lo stesso spirito del grande fondatore Narciso, suo figlio Francesco prima, suo nipote Lorenzo poi, hanno fatto del piccolo laboratorio artigiano un mantra da seguire, un filo conduttore, legato alla tradizione calzaturiera italiana e al concetto di fare brand che oggi va così tanto di moda.

Ogni singolo individuo che attualmente lavora in azienda è parte di qualcosa di molto più ampio, di più allargato, ovvero la Famiglia La Sportiva. Un orologio meraviglioso che funziona grazie all’impegno di oltre 400 dipendenti. Per questa ragione, poter scambiare direttamente con loro anche solo poche parole ha oggi un valore inestimabile, umano, autentico.

La parola al direttore di 4running Daniele Milano Pession

“Quando chiamo in azienda, la voce al telefono della sig.a Lidia del centralino mi fa capire di essere anch’io un po’ in famiglia. Persone vere, con cui ci si può confrontare sempre in modo trasparente e privo di filtri.”

Michael Carli
Michael Carli in piena azione, durante una recente presentazione prodotto

Il Trail running de La Sportiva

Un know how incredibile, interamente rivolto alla montagna, un’esperienza sul campo tra le poche nel mondo outdoor, tutto questo è oggi La Sportiva. Il trail running stesso, la più recente tra le discipline trattate, pone ancora una volta il mountain global brand italiano ai vertici mondiali. Abbiamo così ritenuto opportuno condividere direttamente con voi lettori la vision di Michael Carli, attualmente Product Manager Approach, Mountain Hiking and Mountain Running Footwear & Footwear Design Coordinator in La Sportiva

La nostra intervista a Michael Carli

Michael, grazie per la tua disponibilità. Tu ricopri un ruolo decisamente importante, legato molto alla interdisciplinarietà, che spazia dall’approach più tradizionale al trail running più evoluto.

Grazie a voi per lo spazio concesso e per l’interesse nei confronti del nostro lavoro. L’interdisciplinarietà è un fattore chiave in La Sportiva, un approccio generale, non solo legato alle categorie che seguo direttamente. Ogni progetto è condiviso internamente al nostro ufficio, e ognuno può contribuire allo sviluppo dello stesso proponendo migliorie e portando innovazioni tecniche derivanti da altre categorie di prodotto.

Michael Carli insieme a Jonathan Wyatt
Michael Carli insieme a Jonathan Wyatt, durante una delle fasi più delicate nello sviluppo di una calzature, ovvero la messa in opera dei primi prototipi. In foto Michael tiene in mano una Cyklon con BOA Fit System, tra i modelli rivelazione 2021 de La Sportiva

Una storia fatta di Design…

Il design è sempre stato il tuo “pallino”, la tua passione. Come sei arrivato in La Sportiva?

Sono sempre stato affascinato dal design di prodotto, soprattutto quello sportivo. Ricordo che da piccolo quando mio padre mi accompagnava a comperare delle scarpe da calcio era un evento, e che una volta scelte quelle giuste le portavo in camera per studiarle nel dettaglio. Andava a finire che prima di usarle passavano giorni, perché non volevo rovinarle. Questa fissa per il prodotto era la medesima per tutti gli sport che praticavo, dallo sci alla bici, anche se le calzature sono sempre rimaste prime nella lista.

Passione e lavoro, il segreto di Michael Carli

Con il passare del tempo ho capito che per essere felice avrei dovuto far combaciare la mia passione con il mio lavoro. Gli anni trascorsi all’Università di Design e Arte di Bolzano, oltre alla bellezza, mi hanno fatto capire la vera importanza del design di prodotto: quella di rendere più facile la vita della gente, risolvere problemi quotidiani tramite un oggetto ben pensato. Pur non essendo mai stato un atleta modello, ho compreso che avrei comunque potuto contribuire all’eccellenza dello sportivo tramite il prodotto che questi utilizza. Scelsi la mia tesi di laurea in tema calzaturiero, per poterla usare come biglietto da visita per un futuro lavoro, e dopo un apprendistato presso un calzolaio bolzanino per creare il mio primo paio di scarpe, riuscii a ottenere la fiducia di La Sportiva, l’azienda presso la quale iniziai la mia carriera professionale come Designer nel 2009.

Michael Carli e il fortissimo atleta americano Anton Krupick
Michael Carli al lavoro insieme  al fortissimo atleta americano Anton Krupicka. La Sportiva ritiene fondamentale il confronto con il proprio team di atleti nella creazione e nello sviluppo di ogni calzatura.

Per il modello finale almeno 18 mesi di prove, test, protipi

Come nasce una calzatura da trail running?

Ogni progetto parte con la definizione a livello strategico del “problema” che vogliamo risolvere, cosa importante per avere ben chiara la meta da raggiungere.

Per evitare di non perdersi lungo il percorso, dobbiamo invece stabilire le principali necessità da soddisfare. Questo passaggio viene fatto assieme al nostro product specialist e alla nostra rete di atleti: sono loro infatti che dovranno guidarci fase dopo fase, fornirci input e testare ogni prototipo per poi approvare il prodotto finito.

Come riesci a coniugare le esigenze degli atleti con quelle del cliente finale, e quali sono prioritarie?

Siamo convinti che tutti coloro che praticano uno sport, pur non a livello agonistico-professionale, sono comunque atleti, e come tali devono essere considerati (anche perché le esigenze che hanno sono più simili di quanto si possa pensare). Per nostra esperienza la formula vincente sta nel selezionare per ogni progetto il giusto atleta/professionista di riferimento e “brieffarlo” in maniera corretta rispetto alla finalità di utilizzo, lavorando a stretto contatto per tutta la fase di sviluppo. Così facendo, si riesce sempre a trovare il giusto compromesso tra necessità del professionista ed esigenze del cliente finale.

Utilizzi un metodo nella ricerca di nuove soluzioni?

Per la ricerca di nuove soluzioni costruttive ci lasciamo volentieri ispirare da ambiti diversi dal nostro. Il mondo dell’abbigliamento ha molto in comune con il settore calzaturiero se consideriamo materiali, innovazioni tecniche e soluzioni che si possono applicare anche allo sviluppo delle tomaie. L’automotive e l’architettura possono fungere come fonti di ispirazione per quanto riguarda linee estetico-costruttive dei nostri pacchetti suola.

Poi personalmente sono un grande fan della biomimesi (biomimicry in inglese), una disciplina che studia la natura e cerca di applicare le sue soluzioni a prodotti creati dall’uomo. Come già detto inizialmente, inoltre, all’interno di La Sportiva il know-how calzaturiero è molto vasto, e la contaminazione tra le varie categorie e siti produttivi è un punto di forza che non va sottovalutato. Cerchiamo sempre di condividere soluzioni e idee tra i vari gruppi di sviluppo per aiutarci e ispirarci a vicenda.

Per il 2021 La Sportiva concentra ulteriormente la propria attenzione su evoluzioni di modelli preesistenti e novità assolute. Quali sono i focus principali per questa stagione?

Per quanto riguarda il Mountain Running siamo orgogliosi di presentare due nuovi prodotti: Karacal, sorella della già nota Jackal dedicata agli allenamenti sulle lunghe distanze, e Cyklon, un modello completamente nuovo votato alle medie distanze. Quest’ultimo è un prodotto particolarmente speciale perché creato con le Skyrace delle Dolimiti in testa. È un tributo ai runner che corrono sulle nostre montagne, e che per farlo hanno bisogno di un prodotto affidabile, sensibile, tecnico e resistente.

La Sportiva e BOA Fit System

La collaborazione con l’ingredient brand BOA® si conferma vincente, VK e CYKLON ne sono l’esempio.

In BOA® Fit System abbiamo trovato un partner con il quale realizzare progetti molto soddisfacenti. Entrambi i brand sono caratterizzati da un forte attaccamento al prodotto sportivo da performance, e i gruppi di lavoro sono fortemente motivati. Se applicato in maniera corretta, il sistema BOA® può sicuramente essere uno dei fattori vincenti per prodotti particolarmente tecnici, come dimostrato su VK Boa® e Cyklon.

La Sportiva Cyklon BOA Fit System

La CYKLON è uscita dal nostro test in modo egregio. Avete fatto una gran lavoro insieme a BOA®, come ha reagito il mercato? E tra gli atleti?

Per ora possiamo ritenerci molto soddisfatti dei riscontri ricevuti sul prodotto da parte degli atleti che per primi l’hanno provato, poi giustamente un progetto può definirsi di successo solo dopo anni di performance positive sul mercato. Per l’ultima arrivata tra le calzature poi è sempre difficile trovare il suo spazio quando a occupare i ranghi alti della classifica sono modelli storici come Ultra Raptor, Bushido e Mutant. Diciamo che Cyklon è sicuramente qualcosa di speciale, un progetto che adotta una costruzione nuova, sfruttando al massimo il BOA® Fit System a vantaggio di chi ricerca la massima performance nelle gare di media distanza.

Per quanto riguarda le suole, la partnership con Vibram è oramai storica, il comparto Trail running gode però di ottima salute con le diverse mescole a tecnologia Frixion…

Essendo l’arrampicata la categoria storica legata al marchio La Sportiva, nonché parte del suo DNA, il tema gomma e aderenza è da sempre considerato un fattore chiave, dove sappiamo di potere fare la differenza grazie alla collaborazione con Vibram. Nel mondo Mountain Running percorriamo una strada diversa ma altrettanto solida, grazie all’ormai consolidato utilizzo delle nostre mescole Frixion.

Dal prototipo al modello finale

Generalmente quanto tempo passa dai primi prototipi di un nuovo modello alla sua immissione sul mercato?

Siamo conosciuti per essere molto pignoli nella “prototipazione” delle nostre idee, nella quale investiamo molto del nostro tempo. Siamo convinti che sia necessario sentire, testare le cose per esplorare la validità delle diverse soluzioni. Solo in questo modo possiamo distinguere tra quelle troppo azzardate e quelle più giuste. La durata effettiva dello sviluppo dipende poi dalla complessità del singolo progetto. Di media per un progetto Mountain Running siamo sui 18 mesi, includendo fase di design, sviluppo, industrializzazione e produzione.

Ti ho conosciuto un paio di anni fa all’ISPO di Monaco. Ti ricordo come una persona molto metodica, che sa però emozionarsi di fronte al risultato finale. Mi sbaglio?

Mi fa piacere averti lasciato questa impressione e non posso che concordare con la tua analisi. Considero la metodicità un aspetto professionale molto importante per essere in grado di gestire le diverse fasi dello sviluppo senza perdere d’occhio le scadenze. Poi sono fortunato ad avere trovato un lavoro che coincide con una delle mie passioni: la passione per la propria arte genera emozioni positive. Sono quelle ad alimentare il motore che ci fa andare avanti.

Bisogna sapersi emozionare

Che suggerimento puoi dare a un giovane che vorrebbe ottenere un ruolo importante come il tuo in un’azienda italiana?

La domanda più difficile alla fine, giustamente. Un paio di giorni fa sono diventato papà per la prima volta. Da allora mi chiedo spesso quali siano i valori che vorrei trasmettere a mia figlia.

Io stesso mi emoziono sempre quando sento il discorso che Steve Jobs ha dato alla cerimonia di consegna dei diplomi dell’università di Stanford nel 2005. Ci augura di restare “affamati e folli”, frase che mi ripeto spesso nella speranza di riuscire a non perdere mai la passione che mi alimenta.

Siate sempre umili

A chi è fortunato come me e ha la possibilità di fare coincidere passione e lavoro, consiglio di essere umile, sempre. Portare rispetto a chi lavora sodo e lavorare sodo per ricevere rispetto in cambio. Rimanere curioso e imparare il più possibile dai professionisti validi che incontriamo per strada. Cogliere sfide e affrontare ostacoli con un atteggiamento positivo e vederle come opportunità di crescita.

Il pensiero finale di Michael Carli?

Grazie per le belle domande, è un piacere potere condividere questi pensieri con voi.

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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