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Mondiali, impresa storica della Missiaggia

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La rassegna mondiale di downhill in Val di Sole ha chiuso una parentesi di 23 anni, tanti erano quelli che ci separavano dall’ultimo titolo iridato conquistato da una ragazza italiana. Allora era stata Giovanna Bonazzi a vincere il titolo assoluto, Alessia Missiaggia ha compiuto l’impresa nella certamente più abbordabile categoria junior, ma il suo risultato è ugualmente storico. 17 anni bolzanina, la Missiaggia ha messo in pratica quanto appreso negli allenamenti sulla pista trentina, dove nelle qualificazioni era stata quinta ma mostrando di avere grandi possibilità avendo segnato il miglior intertempo iniziale. Questa volta non ha sbagliato nulla e in 5’29”011 ha preceduto la statunitense Samantha Kingshill di ben 11”946 mentre il bronzo è andato alla francese Flora Leosin a 25”960, la stessa che cadendo due giorni fa aveva messo tutti in apprensione tanto da rendere necessario un trasferimento in elicottero all’ospedale di Trento per accertamenti. Ai piedi del podio un’altra azzurra, Beatrice Migliorini a 39”338,peggiorandosi di una decina di secondi rispetto a ieri.

Alessia Missiaggia al traguardo (foto Pierre Teyssot/organizzatori) Alessia Missiaggia al traguardo (foto Pierre Teyssot/organizzatori)

Nella gara dei pari età c’erano tante aspettative intorno a Andrea Bianciotto, miglior tempo nelle qualifiche. Il 17enne piemontese fino al secondo intermedio è stato pienamente in lotta per il podio ma la parte finale l’ha penalizzato, facendolo scivolare al 7° posto, comunque di grande valore, a 7 secondi e mezzo dal vincitore, il grande favorito della vigilia, il canadese Finnley Iles vincitore della Coppa del Mondo che ha dominato la gara in 3’47”405 davanti al connazionale Magnus Manson a 3”796 e al francese Gaetan Vige a 4”610. Bianciotto con il tempo di qualificazione avrebbe chiuso con l’argento.

La gara delle Elite non è sfuggita alla britannica Rachel Atherton, capace quest’anno di fare filotto in tutte le prove di Coppa del Mondo. Schiacciante la sua supremazia sulle avversarie, sancita da una medaglia d’oro, la quarta per lei, seconda consecutiva su quella pista dove aveva già vinto l’oro nel 2008 e dove ha conquistato, fra Mondiali e prove di Coppa, ben cinque vittorie. Si è difesa con i denti la francese Myriam Nicole, premiata da uno splendido argento a 3”114 dalla Atherton, a coronamento di un finale di stagione in crescendo dopo l’infortunio della prima parte. Bronzo alla puntuale australiana Tracey Hannah a 9”453, mentre le altre britanniche sono incappate in una pessima giornata con la Seagrave quinta a oltre 25” e la Carpenter addirittura ritirata per una caduta. Una scivolata ha impedito anche il tris di presenze italiane nelle prime 10: a farne le spese Eleonora Farina, che era stata la migliore in qualifica ma è scivolata dopo che aveva fatto segnare il 5° miglior intermedio a metà gara, per lei solo il 16° posto finale a 58”370. Bellissime prove per Alia Marcellini, sesta a 28”887 e per Veronika Widmann, subito dietro a 29”563 ma autrice addirittura della miglior velocità di punta con 42,637 km/h.

A chiudere la rassegna la gara più attesa, quella degli Elite che non è sfuggita alla scuola britannica e soprattutto al suo nuovo re, Danny Hart che dopo tre successi consecutivi nelle ultime tappe di Coppa ha conquistato la maglia iridata in una gara che l’ha sempre visto davanti. 3’32”484 il suo tempo finale con 2”927 sul connazionale Laurie Greenland, vera sorpresa di giornata, e 5”047 sul francese Florent Payet, bronzo grazie a un fantastico tratto finale nel quale è stato nettamente il più veloce. Fuori dal podio l’australiano Troy Brosnan a 5”877 e l’altro britannico Bernard Kerr a 6”089. Delusione ormai consueta per l’americano Aaron Gwin che proprio non riesce a trovare il giusto feeling con i Mondiali: la corsa del vincitore di Coppa è finita prima del secondo intermedio quand’era terzo a oltre un secondo da Hart. Migliore degli italiani Francesco Colombo, 31° a 21”250.