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Mountain bike: quando un gioco diventa un’attività per ricchi

di - 20/03/2026

storie in sella - mtb e gentrificazione - cover
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Dalla cultura working class alle bici da 10.000 euro: la MTB corre verso un immaginario sempre più esclusivo. Tra progresso, gentrificazione e perdita di identità, una domanda resta aperta: cosa stiamo lasciando indietro

Ci penso spesso, soprattutto quando mi ritrovo a guardare certe bici da 10.000 euro esposte come fossero gioielli. E ogni volta mi torna in mente la MTB con cui ho iniziato: pesante, rumorosa, con componenti che oggi definiremmo “entry level”, ma che allora bastavano per sentirsi liberi. Nessuno parlava di carbonio ad alto modulo, sospensioni con idrauliche da laboratorio o caschi da 300 euro.

Si usciva, si cadeva, si rideva. Fine.

– Leggi anche: Là dove la disavventura si fa memoria

storie in sella - gentrificazione mountain bike - showroom

L’economia che sta cambiando il volto della mountain bike

Oggi il mondo è cambiato. Le bici sono oggettivamente migliori: più sicure, più performanti, più affidabili. I materiali durano di più – almeno in teoria – e le destinazioni bike hanno portato professionalità, manutenzione e sviluppo locale. Ma insieme a tutto questo è arrivata anche un’estetica patinata, un linguaggio da boutique, un immaginario che sembra fatto più per chi può permettersi tutto che per chi vuole semplicemente pedalare.

Steve Thomas, nell’articolo che ho letto su Off-Road.cc, lo dice chiaramente: la mountain bike sta diventando un’attività per ricchi. Non solo per i prezzi, ma per l’aria che si respira. Kit coordinati, bici sempre più costose, gear‑shaming, influencer che dettano standard impossibili.

E quella spontaneità un po’ ruvida, quella sensazione di “sport da garage”, sembra essersi persa per strada.

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Foto: Mondraker

Ritrovare il senso: cosa resta davvero della mountain bike

Eppure, quando esco sui sentieri, ritrovo ancora qualcosa di quel mondo. Un saluto scambiato con uno sconosciuto. Una chiacchiera a fine giro. La sensazione che, nonostante tutto, la MTB resti un modo per stare fuori, per sentirsi vivi, per ricordarsi che non serve un setup perfetto per divertirsi.

Forse il punto è proprio questo: riconoscere che il progresso porta cose buone, ma anche qualche ombra. E decidere, ogni volta che saliamo in sella, da che parte vogliamo stare.

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[foto cover: Pivot Cycles]

4bicycle - ritratto Cristiano Guarco

La bici è il mio modo di leggere il mondo. Dalla mountain bike al ciclismo in tutte le sue forme, da oltre 20 anni trasformo la passione in professione, raccontando avventure, tecnologia e sport outdoor. Tra sentieri e parole condivido storie che uniscono adrenalina, innovazione e libertà.