Tecnica, sensibilità e controllo quando il trail diventa acqua e fango
C’è un momento, quando inizi a pedalare sotto la pioggia, in cui il bosco cambia voce. Le foglie diventano più scure, il terreno si fa morbido, le gomme iniziano a raccontarti ogni millimetro del trail. È un linguaggio diverso, più sottile, più sincero. Nel bagnato non puoi barare: ogni gesto è amplificato, ogni errore pesa, ogni scelta di linea diventa una dichiarazione d’intenti.
Ed è proprio qui che si cresce davvero come rider. Non perché il fango sia “epico”, ma perché ti costringe a sviluppare lettura del terreno, controllo del corpo, gestione della trazione. Ti obbliga a essere presente, morbido, preciso. Ti insegna a fidarti della bici e a lasciare andare ciò che non puoi controllare.
Questo How To raccoglie i principi fondamentali per trasformare il bagnato da nemico a maestro.
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Leggi il terreno prima che ti parli
Il bagnato richiede anticipo.
- Cerca sezioni compatte dove trovare grip
- Evita di fissarti sugli ostacoli
- Imposta velocità e traiettoria con qualche metro di vantaggio
Regola d’oro: dove guardi, vai. Nel fango vale triplo.

Lascia lavorare la bici
Rigidità = perdita di controllo.
- Mantieni braccia e gambe morbide
- Lascia che la bici si muova sotto di te
- Accetta micro‑derapate come parte del gioco
La bici sa cosa fare. Tu devi solo non impedirglielo.

Frenare prima, frenare meglio
Sul bagnato la frenata è una questione di tempismo.
- Inizia a rallentare prima
- Modula la pressione sulle leve per evitare bloccaggi
- Sfrutta le zone più dure del terreno
Una frenata intelligente mantiene direzione e trazione.
– Leggi anche: Geometria eMTB VS MTB, cosa cambia davvero

La velocità è tua alleata
Nel fango ripartire è un incubo.
- Mantieni un ritmo costante
- Riduci le frenate superflue
- Usa il terreno per “pompare” e mantenere il ritmo…
…perché Il ritmo ti porta oltre le sezioni più viscide.

Pedalata rotonda, trazione costante
La ruota posteriore scivola se la spinta sui pedali è troppo brusca.
- Cadenza più bassa
- Rapporto leggermente più duro
- Pedalata circolare, non solo “in spinta”
Fluidità = trazione.

Curvare nel fango senza perdere la testa
Le curve piatte e bagnate richiedono tecnica.
- Piede esterno basso
- Inclina la bici, non il corpo
- Lascia margine per eventuali scivolate controllate
È un equilibrio tra fiducia e sensibilità.

Carica l’anteriore per guidare davvero
Molti arretrano troppo. Risultato: l’anteriore “se ne va via”.
- Gomiti piegati
- Petto verso il manubrio
- Peso distribuito in avanti
Più carico davanti = più direzione, più controllo.
– Leggi anche: Come scegliere la molla elicoidale giusta per la tua MTB

Conclusioni
Alla fine, guidare nel bagnato è un esercizio di fiducia: nella bici, nel terreno e in te stesso. Più impari a leggere ciò che succede sotto le ruote, più scopri che il fango non è caos, ma un linguaggio. Esci, ascoltalo, lasciati sporcare. È lì che la tecnica diventa sensibilità e la sensibilità diventa controllo.
[foto apertura: Leatt MTB]







