Petrosino, un ottimo inizio d’anno

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PETROSINO IS ON… ICE

Dopo un dicembre in maniche di camicia, ci si aspettava un altro inverno tiepido e gradevole. E invece, questa volta, insieme alle perturbazioni è arrivato anche il freddo. Ovviamente, quando in Sicilia si parla di “freddo”, ai nostri amici nordici non può che scappare un sorriso, ma tant’è.  Le previsioni danno temperatura sotto i 10 gradi, onda di due metri e mezzo e vento forte da nord ovest, per tre giorni consecutivi. Con queste condizioni, non c’è alcun dubbio, Petrosino è il posto giusto.

Day 1
Appesantiti dalle abbuffate natalizie, un po’ storditi dalle nottate di baldoria, ci si prepara ad affrontare tre giorni di fuoco, o di ghiaccio, in base ai punti di vista. Ci si prepara già dalla sera prima: “briefing” davanti a una bottiglia di vino rosso, Go Pro sotto carica, e attrezzatura già caricata in macchina. Il 5 gennaio inizia presto, colazione abbondante e appuntamento alla “Spiaggetta”. Ci sono (quasi) tutti, anche gli amici di Palermo e Puzziteddu, ci sono anche i kiters, c’è il freddo (pungente) e ci sono le onde, belle grosse. Arriva anche qualche set sui 4 metri. Il vento è forte (3.7-4.2). Si esce, e per mezz’ora ci si diverte parecchio. Ma, inaspettato, arriva un bell’acquazzone. Il vento finisce. Escono tutti.

Day 2
Il giorno successivo ci si riprova. Questa volta il vento è teso, il cielo meno minaccioso, le onde un po’ più piccole ma più costanti e pulite. Da subito si capisce che sarà una di quelle giornate memorabili che ogni tanto ci regala questo meraviglioso spot. Tutti in acqua, vele dalla 3.7 alla 4.2, dalle 10 di mattina fino alle 4 del pomeriggio. C’è Marco Caldarera, tornato proprio ieri da una lunga “vacanza” al nord, e c’è anche Francesco Cappuzzo, fresco campione italiano wave, che fa spettacolo con aerial, taka, air taka su ogni onda e altissimi forward, back loop e push loop mure e a dritta. Il freddo dà fastidio, ma le condizioni sono fantastiche e non ci si lascia intimidire. Si va a casa congelati, ma felici, sperando nel giorno dopo.

Day 3
7 gennaio, terzo giorno consecutivo. Nonostante gli acciacchi e i danni alle attrezzature, si continua ad essere in tanti. Il freddo è ancora più pungente, per la prima volta alcuni sfoggiano i copricapi e le sottomute, e durante la giornata bisogna uscire più volte per riscaldare un po’ le mani. Le onde sono più piccole e facili (1.5/2 metri), il vento è nucleare. La 3.7 non si tiene e quando si salta si va molto molto alti, nonostante le rampe non siano enormi. Nel pomeriggio il vento gira un po’, e diventa un po’ più side-off, condizioni ottime per gli aerial. Questa volta si sta in acqua fino al tramonto. Si smonta con le ultime forze rimaste, qualcuno si è preso un bel raffreddore, qualcuno ha l’emicrania, forse per il freddo forse per le frullate. Si finisce la giornata in un vicino bar, fra arancine e calzoni, qualcuno ordina un tè caldo…

 

TESTO DI Leonardo Sammartano, Federico Spanò
FOTO DI Carlo Guarrasi

 

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Ciao a tutti, sono Fabio Calò (ITA-720), ho iniziato a fare windsurf all’età di 13 anni e da quel momento è diventata la mia più grande passione, la mia vita. Finiti gli studi universitari ho iniziato a lavorare in un negozio di windsurf a Torino, poi agente di commercio e nel 2006 è iniziata la mia grande avventura con la redazione di 4Windsurf e poi anche di 4Sup. Sono stato campione italiano Wave di windsurf nel 2013 e 2015, altri ottimi risultati agonistici gli ho ottenuti anche nel freestyle sia in Italia che in Europa. Dal 2017 sono il direttore di una delle scuole più importanti del Lago di Garda, il PierWindsurf. Trasmetto la mia passione con progetti dedicati ai giovani come il Progetto Serenity di Malcesine, e organizzo Wave Clinics nel periodo invernale. Vivo a Torbole sul Garda e respiro l’aria del windsurf 365 giorni all’anno.