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Primascesa: l’uomo creò una montagna e poi la scalò

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Primascesa è un progetto cinematografico che vuole attirare l’attenzione sul problema dei rifiuti. Le nostre discariche sono diventate letteralmente montagne e per la prima volta una di esse è stata scalata, lanciando un messaggio che invita alla riflessione.

Da 4outdoor magazine #3 2021
A cura di: Leonardo Panizza
Foto: Elisa Bessega

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Biographie (Biografia) nella mente di molti di voi significa si riferisce al primo 9a+ liberato da Chris Sharma una ventina di anni fa alla falesia di Ceuse in Francia. Una prima ascesa che è passata alla storia perché, ancora una volta, il grado che sembrava essere il massimo possibile in arrampicata, è stato superato.

Nulla di nuovo, prima o poi doveva succedere, così come era successo prima per il quinto grado, poi per il sesto grado e così via. Ciò che accomuna tutti questi exploit è che qualcuno, ad un certo punto, è riuscito a vedere oltre i limiti che sembravano imposti all’uomo ed ha provato a superarli. Lo stesso è avvenuto nella corsa, dove si pensava impossibile scendere sotto i 10 secondi per i cento metri, eppure anche questo record è stato superato. C’è un limite che sembrava impossibile da superare e invece, proprio perché la forza trainante dell’uomo sta nella capacità di immaginarsi oltre l’impossibile, questo diventa fonte di ispirazione per provare ad essere più forti, più veloci e perché no, più virtuosi.

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Nel film “PrimAscesa- La Montagna creata dall’Uomo”, vincitore nella sua categoria al Trento Film Festival, il limite da superare è quello dell’immondizia.

Cosa significa? Ci arriveremo passo dopo passo.

La paura più grande dell’essere umano, soprattutto nel nostro secolo è quella dell’oblio, dell’essere invisibili e dimenticati, ciò si spiega nell’utilizzo massiccio dei social, nel bisogno di fissare, in migliaia di foto e video sempre più realistici, addirittura iper-realistici, la nostra immagine. Per poter ad essere ricordati si può arrampicare Biographie, battere il record mondiale dei cento metri, oppure, come succede per la maggior parte di noi comuni mortali, accumulare cose, siano esse oggetti materiali o foto, video ecc…

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Da ciò nasce però uno dei problemi maggiori della nostra era, l’immondizia. Il nostro bisogno di accumulare nuovi oggetti, video, foto, porta inevitabilmente allo scarto successivo delle stesse, perché si sà, il principio di felicità derivante dal possesso risiede proprio in questo paradosso: nell’impossibilità di raggiungerla in una soddisfazione definitiva. Comprare un televisore più grande ci porterà inevitabilmente a scartare il modello posseduto che fino a poco prima era il più grande disponibile sul mercato. La stessa cosa avviene per tutto ciò che ci circonda: l’attrezzatura sportiva, le mete turistiche, i cellulari, le vie di arrampicata. L’accumulo è inevitabile. In alcuni casi è più impattante, in altri meno. Se al posto di consumare “oggetti” ci aprissimo ad esperienze autentiche, invece, queste da beni di consumo diventerebbero storie, ricordi, racconti, e in alcuni casi lo spreco sarebbe quasi nullo. In tutti gli altri casi c’è accumulo e scarto.

L’immondizia si configura in questo senso come la nostra biografia.

Il nostro passato, il nostro bisogno di sapere che una parte di noi sopravviverà, la nostra paura dell’oblio e di essere dimenticati si concretizzano in ciò che accumuliamo e che prima o poi elimineremo.

Le montagne di rifiuti, se l’umanità dovesse estinguersi improvvisamente, sarebbero in fin dei conti, l’unico segno del nostro passaggio su questo pianeta. Attraverso la stratificazione di queste montagne qualcuno potrebbe ricostruire la biografia dell’uomo con una precisione altissima. Sarebbe in grado di determinare il flusso di turisti di una determinata area, la scoperta di nuovi materiali, le scelte politiche susseguitesi negli anni e molte altre cose ancora.

Primascesa, il film

Nel film Primascesa due intrepidi avventurieri, Simon e Giovanni, ci portano a scoprire una di queste montagne fatte di spazzatura, una montagna che non era mai stata scalata prima, non tanto per la sua difficoltà tecnica, quanto per la caratteristica che la rende allo stesso tempo tanto nascosta quanto palese.

Era sempre stata lì sotto gli occhi di tutti, ma nessuno aveva mai pensato di salirla con le picche e i ramponi e discenderla poi con gli sci. Con un gruppo di professionisti della fotografia, cameraman, filosofi e altri ancora ci siamo inoltrati in questo mondo sconosciuto, una discarica, cercando di trarne non dei numeri (difficile farsi un’idea del fatto che passeremo dalla produzione di 3,5 milioni di metri cubi di immondizia del 2013 giornalieri a 11 milioni di metri cubi nel 2050), ma un’avventura da raccontare.

Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti per scongiurare una catastrofe che pare sempre più imminente: la raccolta differenziata, il riciclo, la limitazione dell’usa e getta. Sono stati superati molti limiti che credevamo impossibili.

Allo stesso modo Simon e Giovanni nel film Primascesa vogliono aiutarci a superare un altro limite, quello del 9a: bisogna limitare o addirittura interrompere la produzione della maggior parte degli oggetti, in particolare quelli usa e getta.

Non è abbastanza portare i rifiuti a valle, stoccarli e metterli in aree preposte, questi rifiuti stanno innalzandosi a montagne sempre più difficili da scalare (non solo dal punto di vista tecnico ma anche dal punto di vista psicologico).

Una caratteristica imprescindibile dell’essere umano è, come dicevamo, la voglia di superare i propri limiti, di migliorarsi, e spesso questo avviene anche attraverso l’emulazione.

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Dopo Chris Sharma, altre persone hanno scalato Biographie, tra questi Adam Ondra, Stefano Ghisolfi, Margo Hayes; è bastato che qualcuno sbloccasse un nuovo traguardo perché questo diventasse potenzialmente raggiungibile da altri.

Ecco allora che un nuovo traguardo con PrimAscesa è stato impostato. Date un’occhiata a Biographie, osservate la parete di Ceuse in Francia, per un comune mortale è impossibile anche solo intuire i movimenti per riuscire ad arrampicarla eppure c’è qualcuno che l’ha salita. Improvvisamente sembra più facile anche interrompere la produzione di plastica, ridurre i consumi e gli sprechi.

Se c’è qualcuno che ha avuto il coraggio di salire una montagna di rifiuti e addentrarsi in questo luogo inesplorato, sarà più facile per noi comuni mortali intuire i gesti quotidiani, trovare le accortezze per cambiare le abitudini, per riuscire a limitare la crescita di quella montagna che ci ostinavamo tanto a nascondere e che ora, grazie a Simon e Giovanni sembra già più piccola.

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Perché un primo passo, almeno di consapevolezza, è stato fatto.

https://www.worldbank.org/en/news/feature/2013/10/30/global-waste-on-pace-to-triple

La distribuzione del film Primascesa – La montagna creata dall’uomo, diretto da Leonardo Panizza e prodotto da Linnea Merzagora grazie al supporto di Aku Trekking & Outdoor Footwear e Ferrino avverrà attraverso canali convenzionali di festival nazionali ed internazionali e, parallelamente, attraverso proiezioni autoalimentate dal sistema di biciclette di Ciclocinema che permetteranno una proiezione ad impatto zero. Per rimanere aggiornati sul progetto tenete d’occhio il sito www.primascesa.com e i vari social.

Instagram: https://www.instagram.com/primascesa/

Facebook: https://www.facebook.com/primAscesa/

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