Rock Shox SID, l’icona del cross country

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Rock Shox SID 1998
Rock Shox SID, nasce nel 1998 l'iconica forcella XC con steli da 28 mm e travel di 60 mm

Quello che appare come il principale produttore di sospensioni nel mondo off-road a pedali, ha ormai più di 30 d’esperienza nel settore, con una competenza fuori dal comune in quello che rende uniche le nostre amate mountain bike. Rock Shox ha infatti guidato lo sviluppo iniziale delle sospensioni, mantenendo sempre forti legami con le sue origini. Parla chiaro la RS-1, la prima forcella del brand statunitense, riesumata con poca fortuna – in versione a steli rovesciati – qualche anno fa. Ma parla ancora più chiaro la protagonista di questo amarcord, quella SID (acronimo per Superlight Integrated Design) che è diventata sinonimo di cross country. Ma facciamo un passo indietro, alle origini del brand.

Rock Shox SID ADV
Una vecchia pubblicità Rock Shox dedicata alla SID – © Maximum Impact Design

Le origini

Tutto nasce da Paul Turner, appassionato di due ruote sin da adolescente, anche se quelle a motore. Il know-how accumulato come meccanico del team factory motocross di Honda, unita alla rete di contatti raccolti, lo portò a interessarsi di un nuovo sport esploso a fine anni ’80 negli USA, la mountain bike. Dopo aver collaborato con un altro pioniere dell’industria, Keith Bontrager, realizzò un primo prototipo di mountain bike biammortizzata nel 1987. Il risultato non fu quello sperato, ma Paul non si scoraggiò, coinvolgendo Steve Simons, uno dei suoi contatti nel mondo moto, lavorando su alcune forcelle in garage. Simons vide un grande potenziale nel lavoro di Turner, unendosi all’amico per fondare Rock Shox, nel 1989 a Boulder, in Colorado. Uno dei primi passi vincenti fu quello di coinvolgere un mito delle origini della mountain bike, l’istrionico Greg Herbold, atleta collaudatore ma anche potente uomo immagine.

Greg Herbold - Durango 1990
Greg “H-Ball” Herbold iridato in DH a Durango nel 1990 – foto: Red Bull Content Pool

Infatti Herbold fu il primo atleta iridato nella downhill in MTB ai mitici primi Mondiali di Durango nel 1990, usando un prototipo di forcella RS-1, introdotta ufficialmente in vendita quell’anno. Passano gli anni e Rock Shox cresce in modo vertiginoso: dai 100 esemplari di RS-1 del ’90 a più di un milione di forcelle nel ’97, con una quota di mercato superiore al 50%.

L’anno successivo è proprio quello dalla nostra protagonista, la mitica SID da XC, che ha seguito vere e proprie pietre miliari nel mountain biking, come le Mag 20 e Mag 30 del ’92, la Mag 21 del ’93, la sorella alleggerita Mag 21 SL del ’94 disponibile anche in versione LT (Long Travel, ben 60 mm contro i classici 48 mm), le serie Judy del ’95 (anche alleggerita Judy SL e Judy DH da discesa, rispettivamente 50 e 80 mm), Indy sempre nel ’95, e la prima doppia piastra Judy DHO nel ’97 con ben 100 mm di escursione. Fino al fatidico 1998, l’anno della rivoluzione SID.

Riferimento assoluto

Rock Shox SID 98-08
L’immagine commemorativa per i 10 anni della Rock Shox SID, tutte le versioni monopiastra dal ’98 al 2008

Introdotta alla fine del millennio, questa forcella diventò un riferimento assoluto in termini di leggerezza e performance. Segnò un deciso passo in avanti per il primo aspetto, infatti la rincorsa al peso più leggero si era fermata a metà anni ’90 a causa di quegli eccessi di fresatura sul gruppo composto da foderi e archetto – non sempre in forma di monolito come siamo abituati adesso, ma anche come parti avvitate – e sulla testa. Eccessi che portarono a evidenti problemi in termini di sicurezza, con rotture devastanti non solo per la bici ma anche e soprattutto per il biker.

Rock Shox SID SL MY21
Rock Shox SID SL MY21

La prima SID pesava poco meno di 1.200 grammi con un travel di 60 mm. Se il secondo valore fa sorridere adesso, in un’epoca in cui i 100 mm sono la norma, il primo invece è ancora di assoluto riferimento: la SID SL attuale pesa circa 130 g in più, ma con una struttura e un funzionamento ben diverso. Ovviamente parliamo di un design con steli in alluminio da soli 28 mm, ma già con un raffinato monolite in magnesio con forcellini per quick release.

Rock Shox SID 1998
Superlight Integrated Design, il significato della sigla SID

Erano tempi molti diversi rispetto a oggi, i biker – amatori ma soprattutto agonisti – non si aspettavano molto in fatto di performance, e puntando di più sulla ricerca maniacale del grammo. La sospensione anteriore era in ogni caso riconosciuta come un vantaggio provato sul campo, lo stesso anno arrivò infatti anche la più massiccia Boxxer, altra icona ma nel mondo gravity (steli da ben 32 mm e travel da 150 mm!). Fu un insieme di fattori a decretare il successo della SID: una testa cava, un funzionamento ad aria, quick release e perni per i v-brake in titanio opzionali. Anche se sono passati 22 anni, il progetto ha ancora il suo fascino, e non solo per i biker della prima ora. Un progetto poco raffinato agli occhi odierni, con la sua valvola per l’aria compatibile con lo stesso spillo usato per gonfiare i palloni da calcio, la sua cartuccia idraulica C3 che è un eufemismo definire minimale, potendo controllare solo il ritorno.

E vogliamo parlare della SID XL dell’anno successivo? A doppia piastra, una delle forcelle più strane di Rock Shox, che all’epoca affiancò le più leggere SID XC e SID SL (1.300 e 1.200 g). 80 o 100 mm di travel, steli da 28 mm in alluminio Easton a spessori variabili, un monolite leggermente diverso dalle sorelle a piastra singola, sempre funzionamento Dual Air a doppia camera positiva e negativa nella gamba sinistra, idraulica C3 con doppia regolazione di compressione e ritorno in quella destra, senza dimenticare gli inconfondibili parapolvere a soffietto acquistabili in after-market. Peso? Incredibile per l’epoca, poco più di 1,7 kg!

Rock Shox SID XL 1999
Nel 1999 arriva la sorellona doppia piastra SID XL, con travel da 80 o 100 mm

Gli anni sono passati, la SID è cambiata, pur rimanendo sempre se stessa, nella sua inconfondibile colorazione blu. Quella delle origini è come una vecchia fiamma che, sebbene si porti sulle spalle il peso degli anni, mantiene immutato il suo fascino innato, conquistando immediatamente – senza perderlo – lo sguardo dei veri amanti delle due ruote artigliate a pedali.

Rock Shox SID e SidLuxe, per XC e non solo

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