La Salomon S/Lab Pulsar 4 si presenta come un aggiornamento moderno del più celebre modello da gare veloci della casa francese. Una scarpa pensata dagli atleti per gli atleti.
Test a cura della redazione

Categoria: Trail running gare veloci
Peso: 245 g (US 8,5)
Drop: 6 mm

Design e finiture
Rossa, come solo le S/LAB sanno essere. Un colore diventato negli anni simbolo di velocità sui sentieri di tutto il mondo. L’elemento estetico più caratterizzante è la tomaia in Matryx, un tessuto realizzato in fibre sintetiche con rinforzi in Kevlar che garantisce un’elevata resistenza agli strappi e una minima elasticità. La finitura complessiva è di livello premium e di stampo fortemente corsaiolo. Le cuciture sono ridotte e le protezioni integrate. L’altezza dello stack è aumentata rispetto alle versioni precedenti mantenendo inalterati i 6 mm di drop, da sempre ottimo compromesso tra prestazione e dinamica di corsa. Il peso rilevato nella misura 8,5 US è di 245 grammi.

Chiusura e alloggiamento
Il sistema di chiusura rapida Quicklace continua a rappresentare un riferimento in termini di uniformità di tensione e affidabilità. Non fa eccezione Pulsar 4 che ne adotta una versione moderna e funzionale, con apposita taschina per riporre la parte di laccio che avanza a serraggio ultimato. Il piede entra abbastanza facilmente, a patto di allentare completamente il Quicklace, questo perché la costruzione della tomaia e del contrafforte tallonare risultano particolarmente fascianti. Così come lo è la linguetta gussettata, molto aderente e poco mobile. Questa scelta, abbinata alla tomaia in Matryx, agisce da guscio che dona struttura alla scarpa e distribuisce bene le pressioni senza crearne di fastidiose.

“La zona dell’avampiede ha guadagnato qualche millimetro di spazio, rendendo la scarpa più gestibile anche da chi ha sempre trovato troppo fascianti le S/LAB. Il mesopiede rimane molto preciso, sinonimo di prestazione e sicurezza. Questa configurazione risulta nettamente più versatile e sfruttabile rispetto alle versioni precedenti.”
Comfort
Pulsar 4 come detto è un modello da gara, questo significa che non dovremo ricercare cedevolezza e massimo assorbimento degli impatti ma piuttosto una certa reattività. Tutto vero ma in una misura che mette l’equilibrio al primo posto. È una scarpa sì velocissima, ma che perdona molto. Questo grazie a un’intersuola che, pur non essendo particolarmente elastica, riesce a smorzare gli impatti in modo netto, soprattutto nei tratti tecnici e nelle discese ripide. Merito dell’accoppiamento tra due foam diverse, che offrono un ottimo compromesso tra comfort e prestazione ampliandone lo spettro di utilizzo. Il Matryx è un materiale che dona alla tomaia l’effetto seconda pelle, avvolgendo il piede in modo uniforme e senza punti di pressione, rendendo piacevole la calzata pur senza imbottiture ad accogliere il piede. Il comfort percepito si può reputare quindi buono, non derivante dalla morbidezza ma piuttosto da una sensazione di naturalezza negli appoggi.

Traspirabilità
Pur non avendo imbottiture pesanti e calde, la tomaia ha trama molto fitta che soffre un po’ nei confronti della ventilazione. Questa risulta comunque sufficiente, ma senza quella sensazione di ariosità di tessuti più forati. Nonostante ciò, non si accumula acqua durante i guadi né tantomeno sudore nelle giornate più calde, ma la grande resistenza del Matryx tende a scaldare leggermente il piede. Piccoli prezzi da pagare per le prestazioni.

Grip
S/LAB Pulsar 4 equipaggia la suola proprietaria Contagrip in declinazione All Terrain. Significa versatilità di terreno e condizioni. Troviamo tasselli da circa 3,5 mm con un disegno specifico in base alla posizione sulla suola e un’impronta a terra ampia. Questo consente un’ottima sensazione di naturalezza nella corsa su superfici dure e scorrevoli. Senza sfigurare su tratti tecnici e anche mediamente fangosi. In quest’ultima condizione non si percepisce accumulo di fango in eccesso per via di una disposizione dei tasselli che risultano sufficientemente distanziati. Nelle discese tecniche l’appoggio è sicuro anche grazie al lavoro congiunto di suola e tomaia, che forniscono ottima tenuta e infondono sicurezza anche all’aumentare della velocità.

Stabilità
Parametro cruciale su una scarpa di questo segmento, necessario per infondere fiducia negli appoggi e quindi consentire un’andatura il più veloce possibile. Pulsar 4 ha un’intersuola poco cedevole che, in combinazione con i sidewalls – porzioni di intersuola che ingabbiano la pianta del piede – migliorano il contenimento e la stabilità, in particolare negli sforzi laterali. Anche la ridotta elasticità della tomaia va in questo verso, tenendo il piede tutt’uno con la scarpa pure nei sentieri in contropendenza e nei traversi erbosi. Questo consente di mantenere appoggi sensibili e prevedibili, persino in condizioni di elevata velocità, rendendola perfetta per correre più forte possibile anche nelle sezioni meno facili.

Protezione
La protezione del piede è gestita da un sistema combinato di elementi: il ProFeel Film è una sorta di rock plate che scherma gli urti verso ostacoli ostici come radici e sassi appuntiti. Lo stacco da terra distribuisce bene la pressione degli impatti che non risultano quasi mai dolorosi. Lato tomaia, troviamo probabilmente il massimo possibile in termini di resistenza agli urti da taglio, non si può dire lo stesso per quelli da impatto che saltuariamente possono causare dolore dato lo spessore limitato del Matryx. Complessivamente si può definire Pulsar 4 come una scarpa da gara sicura e veloce.
Capacità di ammortizzare
L’intersuola nella sua interezza è composta da due tipi di mescole sovrapposte, una in pura EVA e l’altra in un mix tra EVA e PEBA. Materiali che offrono un’ammortizzazione efficace ma non particolarmente morbida. Gli impatti sono smorzati con efficacia, non lo stesso si può dire per quanto riguarda la reattività. Che è buona, ma non al pari di modelli realizzati con intersuole interamente supercritiche. Questo fa sì che Pulsar 4 sia molto precisa negli appoggi proprio per via di una risposta molto ferma della scarpa, mediamente ammortizzata ma anche poco rimbalzina. Caratteristiche che strizzano l’occhio a chi, come me, predilige quella sensazione un po’ vecchio stile negli appoggi. Sinceri e prevedibili, molto più che in modelli più morbidi. Tuttavia, occorre padroneggiare buona tecnica di corsa ed essere corridori ben allenati per poter apprezzare questa tipologia di scarpa.
Consigliata per…
Come detto nel corso del test, S/LAB Pulsar 4 è un modello da gara. In quanto tale può essere utilizzato senza problemi anche da corridori alle prime armi, ma può essere più facilmente sfruttata a pieno da trail runner esperti e ben allenati. La suggerisco a chi compete su distanze fino ai 60 km. Il suo terreno di elezione è il sentiero di montagna mediamente tecnico. Pur non comportandosi male nei tratti molto scorrevoli e veloci, il suo limitato ritorno di energia potrebbe risultare meno performante che su superfici dissestate, dove la combinazione di stabilità, protezione e precisione risulta particolarmente efficace, garantendo molto feeling su terreno impervio.





