La nuova Saucony Endorphin Azura è pensata per i runner che cercano velocità anche nell’allenamento quotidiano. La nostra Carlotta Montanera ci spiega perché il claim “Make Any Day Fast” non è un semplice slogan.


Test di Carlotta Montanera – @runningcharlotte
Categoria: Daily trainer
Peso: 216 g (US 8 donna)
Drop: 8 mm
Stack height: 40/32 mm

Un test completo
Prima di scrivere il test di una scarpa da running cerco di testarla nelle differenti occasioni che possono rappresentare la vita di un runner reale. La nuova Saucony Endorphin Azura si annuncia come una “daily runner”, quindi una scarpa quotidiana, capace di accompagnare il podista medio nella maggior parte dei suoi allenamenti. E cioè deve fare il mestiere più complicato per una scarpa da running: adattarsi a tutto, o quasi.

Si parte da qui…
Ho cercato quindi di comportarmi come il corridore tipico che acquista la sua scarpa in un negozio o sulla piattaforma online dopo averne letto qualcosa, ma senza addentrarsi nei tecnicismi. Mi è arrivata a casa e, dopo averla osservata, l’ho indossata qualche ora indoor per capire che la misura fosse giusta e ci ho corso un fartlek 30″-30″ la sera stessa, un allenamento non eccessivamente veloce, non troppo lungo, giusto per vedere come rispondeva.

Istruzioni
Poi l’ho usata per una corsa di scarico, lenta e controllata. Al che, ho fatto il test dei test: ripetute sopra soglia, per giunta in pista. In ultimo il lungo domenicale con il gruppo, su fondo misto e con variazioni di ritmo tra i 6’00’’ al km e i 4’00’’.


First impression
Iniziamo a parlare di primo feeling, che poi è quello che ci fa dire sì o no, lo sappiamo. Visto che stiamo parlando di una Endorphin, quindi della gamma veloce di Saucony, temevo un po’ il suo lato aggressivo. Il claim cita “make any day fast” e la schiuma dell’intersuola, la PWRRUN PB, un compound leggero e altamente reattivo, promette una performance elevata.

Appena indossata, la scarpa risulta molto leggera e l’appoggio a terra è soft, ma l’affondamento non esagerato. I materiali molto elastici, soprattutto in assenza di carbon plate, possono risultare poco stabili, ma qui il feeling è molto equilibrato. Un plus alla linguetta che abbraccia il collo del piede e rimane ben ferma.

Transizioni fluide e una corsa naturale ed efficiente
Ai primi passi la rullata risponde bene, anche se è con i ritmi più brillanti che la tecnologia SPEEDROLL™ si esprime al meglio, tanto da chiedersi se non sia presente un plate in qualche materiale che aiuti la spinta (non è presente).

Bella anche da spingere…
Anche a ritmi più decisi – nel mio caso tra i 3’50’’ e i 3’30’’ al km – questo modello regge bene e non fa rimpiangere il carbon plate. Proprio in questi frangenti, infatti, penso si riesca ad apprezzare di più il DNA Endorphin della Azura, che si conferma una scarpa figlia della velocità, capace però di adattarsi anche agli allenamenti più lenti e lunghi. Dopo circa 20 km di corsa rimane confortevole e mai troppo cedevole o eccessivamente rigida, aspetti che aumenterebbero la sensazione di stanchezza su un piede affaticato.
Grip duraturo e resistenza all’usura
Buona trazione della gomma della suola XT-900 su sterrato e asfalto non perfetto, anche se, visto che parliamo di una scarpa da tutti i giorni, avrei aggiunto battistrada maggiore in centro piede per assicurare più stabilità in condizioni di pioggia, benché questo significhi aumentare di qualche grammo il peso totale, che nel mio caso – taglia US 8 da donna – è di 216 grammi.
Il drop 8 mm, dato da altezze di 40-32 mm, si adatta ai diversi stili di corsa, mentre gli intagli e la geometria dell’intersuola permettono una piacevole flessibilità della scarpa soprattutto in avampiede.
Conclusioni
Ciò che ho certamente amato di più della Endorphin Azura è proprio l’assenza del plate, che la rende utilizzabile per allenamenti successivi e differenti. Nell’ottica infatti di avere un solo paio di scarpe da allenamento e uno eventualmente riservato alla gara, disporre di un modello flessibile senza plate, ma che regga molto bene anche i ritmi elevati, rappresenta la soluzione ideale per il runner medio che vuole una scarpa affidabile, ma semplice da mantenere lungo i tanti chilometri, soprattutto se si allena molti giorni a settimana.






