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HOKA Skyward X 2, il test

di - 01/06/2026

HOKA Skyward X 2, il test
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HOKA Skyward X 2, ovvero…il 24 agosto del 2024 era uscito su 4actionsport.it il mio test completo della prima versione di questa scarpa. Super trainer rivoluzionaria, che mi aveva fatto correre davvero bene. Da parte mia, tanta perplessità all’inizio per una scarpa indubbiamente difficile da classificare e che apriva la strada ad una nuova categoria. Super trainer appunto, con caratteristiche perfette per essere utilizzata in allenamento, senza però dimenticare un’anima da vera “racer”, votata alle alte velocità e alla performance. La 2 è la conferma tangibilke che Skyward non è stato un semplice esperimento sviluppato nei laboratori di HOKA, ma una linea di pensiero che ritrova oggi nella massimizzazione delle geometrie più classiche il proprio successo. Dal debutto della versione di lancio sono trascorsi quasi due anni, un tempo decisamente lunto rispetto a qellu a cui simao abituati, ma che, già dopo la prima uscita di qualche giorno fa, si è dimostrato fondamentale. La versione 2 è sicuramente un grosso passo in avanti e vi spiego perchè.

HOKA Skyward X 2, il test

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PAROLA ALL’AZIENDA

HOKA presenta la Skyward X 2, l’ultima evoluzione della linea Skyward. Progettata per offrire il massimo comfort e supporto, questo modello di nuova generazione introduce una calzata migliorata e una corsa più morbida per l’allenamento quotidiano su strada.

HOKA Skyward X 2, il test

Super Trainer con piastra integrata

La Skyward X 2 è una super trainer con piastra che combina innovazione, comfort e performance per offrire la migliore esperienza di corsa quotidiana. Una piastra rinnovata in fibra di carbonio favorisce una falcata più reattiva, mentre la struttura riprogettata riduce peso e altezza dello stack per una sensazione più leggera e agile. La tomaia premium in creel jacquard traspirante e una linguetta con imbottitura a zone garantisce una calzata sicura e confortevole a ogni passo.

“Abbiamo aggiornato la piastra in fibra di carbonio permettendo ai runner di assumere una postura più attiva, oltre ad avere ridotto peso e altezza dello stack e impiegato una confortevole tomaia in materiali di alta qualità.”

I numeri di Skyward X 2

Peso: 9.5 US Uomo: 305 grammi

Drop: 5 millimetri

Caratteristiche principali

  • Tomaia premium in creel jacquard
  • Dettagli riflettenti
  • Linguetta con imbottitura a zone specifiche
  • Passante per i lacci sulla linguetta
  • Intersuola con lo strato superiore in schiuma PEBA
  • Piastra in fibra di carbonio
  • Intersuola con lo strato inferiore in EVA applicato tramite un processo innovativo

DESIGN – Voto: 7.5

Per quanto l’intersuola sovradimensionata rispetto a molte competitor caratterizzi in modo marcato la sillhouette di questo modello, la riduzione della quantità di “gomma” sotto al piede risulta piuttsoto evidente. Meno intersuolka, meno peso e soprattutto linea meno estrema, per un look complessivo migliorato. Rocker dell’avampiede molto pronunciato e zona tallonare ben bilanciata. Tomaia jacquard classica, con ampie zoe trafoprate per la traspirabilità che creanoi un disegno molto piacevole. Scritta traslucida e riflettente applicata a caldo nella zona esterna bilancia la parte estetica ponendo comunque l’attenzione sulla wsicurezza in caso di corsa notturna o con poca luce.

FINITURE – Voto: 8

Sperando di non suscitare le ire funeste dei brand competitor, HOKA è uno dei paochi marchi seri che da sempre enfatizza in modo marcato il design e l’aspetto estetico di ogni suo modello, rendendo ogni particolare di rinforzo o integrazione dei vari materiali uno spunto creativo per migliorare l’estetica del prodotto. La Skyward X 2 in test non è sicuramente da meno, con particolari azzurri e verde acido che si integrano perfettamente con la tomaia e gran parte dell’intersuola di colore bianco. Pere rendere un modello esteticamente più accattivante, HOKA non utilizza i colori, ma colora gli elementi essenziali che, oltre a definire il carattere tecnicno della scarpa ne impreziosiscono la linea. E se vi state chiedendo come mai le HOKA sono ad oggi le calzature da corsa, strada o trail, tra le più apprezzate nel mondo dello sportsyle, questa è la mia risposta. Vi ho convinti?

HOKA Skyward X 2, il test

CHIUSURA & ALLOGGIAMENTO – Voto 7.5

Sin dalla prima calzata ho percepito uno spazio assolutamente corretto, quindi larghezza del toe box perfetta per un piede di larghezza normale come il mio. Ottima sensazione a livello di conchiglia per un alloggiamento del tallone praticamente perfetto e supportato da una buona struttura esterna. Collarino svasato a sufficienza a livello dei malleoli per agevolare il movimento naturale della caviglia e buona imbottitura posteriore per milgiorare il comfort. Linguetta leggera, come piace a me, per rendere la chisura dei lacci più aderente al dorso del piede, senza creare fastidio. La linguetta, pur non avendo ancoraggi particolari sui lati della tomaia, come fascioni supplementari o parti elastiche, rimane al suo posto anche dopo sedute piuttosto lunghe o ritmi di corsa elevati che tendono più facilmente a far ruotare lsa linguetta verso l’esterno. Allacciatura tradizionale a 5 asole longitudinali, a cui si aggiunge quella suppolementare all’altezza del collarino, se si necessita di una chiusura più precisa.

HOKA Skyward X 2, il test

COMFORT – Voto: 8

L’intersuola a due densità, presenta uno strato in PEBA più morbido a contatto con il piede per migliorare il comfort e rendere la calzata più morbida. La parte morbida interagisce direttamente con un secondo strato più rigido in EVA a diretto contatto con la suola per rendere l’appoggio più reattivo. va evidenziato che la piastra in fibra di carbonio con design innovativo rispetto al modello precedente, è integrata tra i due strati di intersuola sovrapposti, conferendo rigidità, supporto e stabilità all’azione di corsa, senza interferire assolutaemten con il comfort del piede.

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CAPACITÀ DI AMMORTIZZARE – Voto: 9

Spesso la capacità di ammortizzare di una scarpa da corsa viene confusa con il grado di morbidezza dell’intersuola e di eventuali strati sovrapposti. In Skyward è proprio la corretta combinazione di due strati come EVA e PEBA che fa la differenza, grazie all’integrazione della piastra in carbonio, che rendono la scarpa morbida quanto basta, per assorbire e ammortizzare il contatto con il terreno nel miglior modo possibile, senza per questo perdere in reattività. Caratterisitica su cui l’R&D di HOKA ha lavorato pesantemente per quasi due anni, dando come risultato una scarpa finale che ammortizza come poche altre della sua categoria.

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STABILITÀ – Voto: 7.5

In scarpe come la Skyward, con intersuola abbondantemente fuorilegge, ovvero superiore ai 40 millimetri massimi imposti da World Athletics per poter utilizzare una trainer anche in gara, il dubbio arriva sempre: “Ma sarà stabile? Non rischierò di correrere perennemente tra le uova? E se decido di fare anche solo una parte di strada bianca? Mi si romperanno i piedi?” La Risposta di questa Super trainer di sicuro successo è perentoria: “NO! Non sono assolutamente una scarpa instabile!” In HOKA hanno lavorato egregiamente portando la nuova versione di Skyward ad un livello superiore, senza per questo renderla poco sicura, né tanto meno pericolosa per i nostri piedi. Ovvero? La Skyward X 2 è più bassa rispetto alla versione d’esordio e più morbida nella parte a contatto con il piede per permettere quei micro moviemnti propriocettivi che ci danno equilibrio. Ovvio che si tratta di una scarpa da strada e questo è il suo playgroud di riferimento, ma “chapeau” comunque!

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PROTEZIONE – Voto: 8

Domanda: “Ma più una scarpa è alta da terra e più è protettiva?” La risposta anche in questo caso è NO! L’altezza da terra sicuramente isola di molto il piede dal contatto con il terreno, ma a fare la differenza non è l’altezza in se. Piuttosto la combinazione perfetta dei materiali utilizzati per soletta interna, intersuola e suola determina il grado effettivo di isolamento del piede. Skyward isola, ma non rende sordo. Il piede sente comunque molto bene il terreno, pur non trattandeso certametne di una senzazione da minimal shoes, anche più di quanto mi aspettassi al suo primo utilizzo, memore ancora della prima versione. La Skyward d’esordio si era infatti dimostrata più invasivca rispetto a quella attuale. Il piede era comunque molto protetto ma per i miei gusti forse troppo isolato dal realc ontatto al suolo.

TRAZIONE – Voto 7

HOKA anche su questo modello ha cercato di ridurre il più possibile la porzione di suola presente, a vantaggio di una maggior flessibilità della stessa e una certa riduzione del peso. Su superfici molto asciutte e ruvide, come asfalto nelle varie forme che troviamo per strada, il grip è ottimo, mentre su superfici più lisce, come marmo o pavé a lastroni, si sarebbe potuto fare meglio… Sullo sterrato facile e il brecciolino delle strade bianche il grip è comunque in linea con altri modelli.

HOKA Skyward X 2, il test

CONSIGLIATA PER…

Ed eccoci alle fasi finali di questo test. Ma quindi una scarpa come Skyward X 2 per chi è consigliata? Innanzitutto ci tengo a sottolineare con doppia riga in evidenza che Skyward farà sicuramente parte del set di scarpe con cui correrò molto volentieri nei prossimi mesi. Una buona reattività, enfatizzata dalla doppia densità dell’intersuola, ottimizzata dalla presenza di piastra stabilizzatrice in carbonio. Un ottimo rocker che facilità incredibilmente la rotondità della rullata. per giungerre alla conclusione che la Skyward noj è una scarpa per tutti, ma per chi ha una buona tencica di base e vuole sfruttare al meglio le carattewrsitiche di una super trainer così anche in allenamento, preferrendola alle scarpe race in cui la performance è ovviamente al primo posto. Ho coirso a ritmi decisamnte diffrerenti, portandomi con una certa facilità anche a correre sotto ai 4 minuti al chilometro, sfruttando al meglio le carattersitiche elastiche della scarpa stessa. Mentre l’ho apreezzata appieno a ritmi intorno ai 5′-5’15” al chilometro o acnhepiù piano. Il vantaggio è indubbio, è posssibile utilizzare la Skyward non solo per allenamenti a ritmi costanti, anche allegri, ma come scarpa da allenamento in sedute con variazioni di ritmo e passo al chilometro piuttosto marcati.

HOKA Skyward X 2, il test

EFFETTO WOW – Voto 6

Per quanto la Skyward X 2 mi sia piaciuta molto, non me la sento di assegnarle anche l’effetto WOW, ovvero quella gioia incondizionata che si prova calzando una scarpa da running nei primi 5, massimo 10 secondi. Sicuramente la prima sensazione è stata positiva, confermata poi egregiamente a partire dalle prime fasi di utilizzo su strada.

Daniele Milano: spirito di montagna, anima sportiva. Nato in Valle d’Aosta, cresce tra natura e movimento: prima lo sci, poi l’atletica. Negli anni ’90 scopre lo snowboard e ne diventa voce e protagonista, tra riviste e snowpark. Oggi vive tra Milano e le sue montagne, maestro di snowboard e telemark, cuore editoriale di 4running magazine. Racconta il trail e il gesto sportivo come espressione di equilibrio. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri.”