Smith Session e Squad MTB, il test

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La prova di un combo efficace e stiloso, formato da casco Smith Session e maschera Squad MTB (qui la nostra preview), per il rider che cerca contenuti tecnologici funzionali alle prestazioni e un look unico e accattivante.

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Session MIPS

Smith Session MIPS è un modello trail/all-mountain che offre le tecnologie Koroyd e MIPS a un prezzo inferiore al modello di punta Forefront. Introdotto nel 2013, ha una vestibilità comoda, una copertura estesa con profilo ribassato, per non parlare di una costruzione unica e leggera che usava la tecnologia Koroyd. Tutto ciò ha un prezzo, infatti Forefront 2 (giunto alla seconda generazione) costa 230 € al pubblico nella versione MIPS. Il fratello minore Session MIPS invece si presenta come un’alternativa più economica, venduto a 160 euro.

Smith è particolarmente orgogliosa del proprio design, affermando che la struttura Koroyd a nido d’ape, integrata nella tradizionale calotta in EPS, gestisce in modo più efficiente la dissipazione dell’energia da urti rispetto a qualsiasi altro materiale sul mercato, necessitando inoltre di minore materiale. Così il volume e il peso del casco sono anche inferiori. Con l’aggiunta della tecnologia MIPS per la protezione supplementare dagli urti rotazionali, sembra di avere tra le mani un casco veramente protettivo. Meglio, sulla testa.
Non esistono dati in merito che confermino questo, almeno da istituti indipendenti, quindi dobbiamo fidarci di Smith quando afferma che siamo in presenza del meglio in fatto di protezione.

Per quanto riguardo i fatti, non c’è molto di cui parlare quando si tratta di performance: fattori chiave come ventilazione e comfort sono entrambi soggettivi. Tuttavia possiamo concretamente parlare di design e funzionalità, da cui iniziamo.

 

 

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Design

Il guscio di Session, realizzato con procedimento proprietario Aerocore In-Mold, è costellato da 15 grandi prese d’aria, quattro delle quali sono coperte da pannelli in Koroyd (ventilazione canalizzata AirEvac). Il sistema di regolazione VaporFit offre un’ampia gamma da un estremo all’altro, con ben 40 click facilmente avvertibili. Anche la visiera minimale, realizzata in materiale flessibile per una protezione supplementare, è regolabile su tre posizioni, sebbene quella intermedia richieda un tocco delicato e preciso per essere impostata. All’interno troviamo una fodera minimale in materiale X-Static anti batterico e ad asciugatura rapida.

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Tutto è soggettivo

L’impiego calibrato della struttura a nido d’ape Koroyd permette di gestire la dissipazione dell’energia in modo più efficace e a un volume inferiore rispetto a una calotta realizzata interamente in EPS, ma questo ha un impatto negativo sulla ventilazione. Come si può facilmente intuire, la struttura non è perfettamente allineata con il flusso d’aria frontale, con l’aria che ha meno punti d’entrata diretti rispetto a quanto farebbe lo stesso casco con le corrispondenti aperture completamente aperte, in particolare sulle due feritoie anteriori (di quattro con Koroyd), con i fori orientati verso l’esterno.

Per fortuna le tre ampie aperture centrali vengono in aiuto, mostrandosi ben più aerato del fratello maggiore Forefront 2 dove il Koroyd è abbondatemente usato, lasciando libere solo due feritoie. Ricordiamoci che stiamo parlando di un aspetto soggettivo, in ogni caso questo Session MIPS fa girare bene l’aria in ingresso e in uscita, allineato con la concorrenza nella sua fascia di prezzo. Lo abbiamo provato anche in giornate con temperature prossime ai 30 gradi in un periodo di estate anticipata, ed è stato un vero piacere sentire l’aria fluire attraverso il casco. Da rivedere, ovviamente, il giudizio durante l’inverno, ma questo discorso vale per tutti e non solo per questo casco Smith.

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Vestibilità

Come accaduto per Forefront 2 MIPS (provato l’anno scorso), la vestibilità di Session MIPS mostra una vestibilità comoda e uniforme, senza fastidiose zone di pressione, nonostante le imbottiture realmente essenziali al suo interno, che coprono solo la fronte estendendosi lateralmente verso le tempie, e la parte superiore centrale della testa.

Gli occhiali da sole (non solo Smith) possono essere fissati alla calotta esterna facendo scivolare le aste nello spazio tra calotta esterna e struttura Koroyd, con spazio sufficiente al di sotto della visiera in posizione alzata. Smith mostra grande attenzione per questo aspetto, non per niente la sua attività principale sta proprio nella realizzazione di occhiali, soprattutto sportivi, ad alte prestazioni.

Così anche la maschera Squad MTB viene alloggiata con tutta comodità sul casco, con passaggio ben realizzato per l’elastico e appoggio ideale sul davanti sempre al di sotto della visiera tutta alzata. Le ampie feritoie nella parte superiore permettono inoltre di usare gli accessori con supporto a cinghia, come luce o action cam, cosa impossibile per il più pregiato Forefront 2 MIPS, che però ha un sistema opzionale a incastro.

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Squad MTB

Look piacevole, copertura e campo visivo realmente ampi, e anti appannamento efficace definiscono la maschera Squad MTB, venduta da Smith a 100 € al pubblico.
Il brand statunitense ha usato accorgimenti intelligenti nella costruzione di questo dispositivo per mountain bike enduro e gravity, soprattutto nell’ottica di una ventilazione efficace per avere sempre una visione chiara e precisa dell’ambiente circostante.

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Questione di stile

Lo stile e il design della maggior parte delle maschere per mountain bike sono rimasti invariati, a parte forse gli strap. Tuttavia negli ultimi anni l’industria è passata attraverso una revisione importante della progettazione di questo accessorio, con marchi leader nel settore che hanno presentato design a volte audaci e fini a se stessi.

Profondamente influenzata dai goggle nati per il mondo neve e motocross, Squad MTB presenta un telaio semi-frameless, una lente specchiata (trasparente inclusa nella confezione), e un supporto integrato per gli strap. Il design minimalista è riuscito, con un look elegante e sexy, andando dritto al punto senza fronzoli. L’approccio semi-frameless della montatura, che abbraccia la lente solo nella parte centrale in alto e in basso, riduce l’ingombro complessivo, oltre al peso in eccesso (115 g alla bilancia). Viene così meno il look “goffo” di quelle maschere dirottate dal mondo MX, con telai spessi con supporto per il para naso.

Smith offre Squad MTB in nove diverse combinazioni cromatiche, comprese le versioni speciali dedicate a Brandon Semenuk e Aaron Gwin, stelle rispettivamente del freeride e della downhill. La nostra accattivante colorazione verde e arancio si adatta alla perfezione al Session MIPS, con la diagonale sull’elastico che prosegue idealmente sul casco… spettacolo puro!

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Funzionalità

Quando si tratta di volare su una discesa sfidante, la maschera offre una protezione sostanzialmente maggiore degli occhiali, anche quelli di ultima generazione con ampia mono lente, da rami, arbusti, rocce e insetti.

Nel tentativo di eliminare l’appannamento, Smith ha usato un approccio multiplo. Caratteristiche tradizionali, come un rivestimento interno anti appannamento e la ventilazione della lente cilindrica, si combinano con l’innovativa montatura a traliccio aperto, senza schiuma nella parte superiore e inferiore, per non mettere il bastone tra le ruote alla circolazione dell’aria come avverrebbe invece con un approccio classico. Questo rende impressionante la capacità di Squad MTB di diminuire e quasi eliminare la formazione di condensa. Anche sulle discese tecniche e lente, che richiedono uno sforzo fisico e un impegno mentale elevati, la lente è rimasta asciutta.

Per quanto riguarda le dimensioni, sono leggermente inferiori alla maggior parte dei modelli di chiara ispirazione MX, permettendo alla maschera di vestire bene su caschi sia aperti sia integrali più diffusi.
Il design semi-frameless di Smith contribuisce inoltre ad aumentare la visione periferica, cosa utilissima quando si guida su tracciati ricchi di cambi di direzione e si guarda tra le curve e gli ostacoli per scegliere la linea migliore. Quando si va veloce, ogni piccolo miglioramento della visibilità è graditissimo, e possono fare la differenza, sia nei giri di piacere sia in gara.

Menzione meritata anche per la schiuma Sweat-X FAT a triplo strato sul viso, comoda e traspirante. L’elastico invece presenta il classico rivestimento in silicone interno per un grande grip sulla calotta del casco.

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Conclusioni

Il design unico del casco Session MIPS è capace di guadagnare legioni di fan e odiatori con la stessa facilità, come già avvenuto per il più avveniristico Forefront 2. Vale la pena dargli una chance, infatti presenta caratteristiche di alto livello come vestibilità, struttura compatta e relativamente leggera (380 g nella taglia M in test), protezione totale, ed estetica originale.

Quest’ultima si abbina perfettamente alla maschera Squad MTB, per un combo semplicemente spettacolare. Questa non brilla solo per look, dando anche un vantaggio irrinunciabile sotto forma di una visione chiara, non distorta, e priva di appannamento, per scegliere la linea migliore sui trail. La protezione estesa, il design accattivante e la semplicità funzionale completano la lista dei pilastri portanti dei goggle Squad MTB.

Info: www.smithoptics.com/it/

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