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SUPER TEST – The North Face Flight Vectiv

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The North Face Flight Vectiv è proposta da THE NORTH FACE per la stagione autunno/inverno con una colorazione decisamente impattante rispetto alla tinta acromatica bianca.

testo e foto Fabio Scipioni

Da un colore elegante approdiamo ad un verde che conferisce molta aggressività ma è sicuramente più funzionale per un prodotto indicato per corsa fuoristrada ed in linea con le tendenze moda dell’anno a seguire.

Le parole di Fabio Scipioni

“Ho deciso di dedicare questo mio articolo, dedicato alla nuova THE NORTH FACE Vectiv Flight AW 21/22, con un test comparativo tra l’attuale modello, nuovo con poche ore di sentiero, ed il modello precedentemente provato e portato al limite come chilometraggio. La mia decisione è voluta; il prodotto che stiamo analizzando (nella colorazione verde) è strutturalmente identico al modello precedente; stesso il peso, le geometrie, suola, protezioni.”

Nuovo colore, stesse performance!

Ad una iniziale sorpresa, ho riflettuto e provato a dare una risposta a tale scelta; infatti stiamo parlando del prodotto top di gamma dedicato a runners evoluti alla ricerca della prestazione; non ho dubbi che la casa stia lavorando sullo sviluppo della THE NORTH FACE Vectiv Flight, gli atleti THE NORTH FACE avranno fornito indicazioni e feedback molto importanti.

The North Face Flight Vectiv, tanti spunti su cui poter ragionare

Il tempo di una stagione è assolutamente insignificante per portare delle modifiche tali da consentire la produzione di un nuovo modello che è già, di per se, altamente performante.

A tal proposito, la stagione estiva ed autunnale hanno fornito interessanti spunti di ragionamento.

Se pensavamo che il prodotto fosse indicato per i trails medio/lunghi, la “new entry” in casa THE NORTH FACE Henri Aymonod ha smentito tutti con incredibili prestazioni su km verticali e corse in montagna…se vogliamo, sfatato il mito della leggerezza a vantaggio di una scarpa con maggiore sicurezza e stabilità!

ASPETTI VISIVI della The North Face Flight Vectiv

La scarpa è stata utilizzata due mesi ininterrotti su sentieri di montagna e 200 km primaverili; il terreno variava dal prato al sentiero montano con pietre fino a parti interamente su roccia, quasi alpinistico.

Nella foto sopra la tomaia del modello che, anche dopo un utilizzo molto intenso da parte mia, si è dimostrata durevole, affidabile e sempre avvolgente.

TOMAIA

A distanza di mesi di utilizzo, avvolge molto bene il piede offrendo sempre un’ottima sensazione di sostegno.

Sopra la parte metatarsale ha un pochino ceduto o se vogliamo si è adattata alla forma del mio piede; la struttura ricordo è un doppio strato a maglie, in alcuni punti si è particolarmente usurata.

Complice la forma del piede (mi riferisco al mio destro sulla parte esterna del dito mignolo o minuto, dove da sempre ho maggiori pressioni) e qualche ramo di arbusti di troppo…

Vista la destinazione d’uso e confrontando questa scarpa con altre top di gamma sul mercato, sarebbe interessante immaginare una tomaia totalmente con tessuto derivato dal kevlar;  potrebbe ridurre il limite di rottura e per i puristi limitare ancor più il peso. Dico ciò perché già parte della tomaia è in kevlar ed è rimasta perfetta fino ad oggi.

Apprezzo particolarmente la parte della conchiglia che avvolge il tallone; è l’unica parte della tomaia più rigida, non disturba affatto l’azione meccanica del piede e soprattutto garantisce il perfetto avvolgimento attorno al piede.

Nella foto sopra un particolare della tacchettatura

SUOLA della The North Face Flight Vectiv

I tasselli risultano particolarmente consumati, maggiormente nella parte dell’avampiede; a primavera avevo parlato di morbidezza della suola, il compromesso di un buon comfort sotto il piede va a discapito della durata nel tempo della mescola.

La suola non risulta segnata o crepata anche dopo tanti tratti rocciosi; nota importante, non ha “spanciato”, ha mantenuto la sua geometria. Il rebound non è certamente quello iniziale, provando il nuovo prodotto me ne rendo conto; la scarpa comunque restituisce sempre ottimamente la spinta grazie al carbonio.

La sensazione, all’interno, rimane di appoggio completo della pianta, sicuramente l’appiattimento della suola fa si che si senta un po’ meno pressione sotto il piede.

INTERSUOLA

Ad una analisi visiva anche l’intersuola non sembra aver subito l’effetto dei km, ha mantenuto le misure come in origine; non si evidenziano segni di usura o tagli dopo tanti appoggi e spinte.

L’aspetto più importante che ha destato in me una grande sorpresa ( in senso positivo), la struttura non ha ceduto verso l’interno (vedi foto sotto).

La foto di seguito da dietro testimonia il fatto che la scarpa sia praticamente come il modello nuovo, un ottimo risultato. Al di là della tecnica di corsa, dobbiamo valutare che i terreni sconnessi in montagna spesso inducono ad appoggi irregolari e di adattamento.

Non sempre il piede può atterrare come i “manuali” richiedono, sono le nostre caviglie a gestire le situazioni più diverse e la scarpa ne subisce le conseguenze.

Dalle mie misurazioni, nella parte del tallone notiamo una maggiore altezza di circa 3mm a sfavore del modello più usato; credo sia una conseguenza della struttura rockerata e dell’intersuola in carbonio. Potrebbe essere la conseguenza di una leggera deformazione della fibra di carbonio dopo innumerevoli spinte.

CONSIDERAZIONI FINALI

Mi sono avvicinato alla THE NORTH FACE Flight Vectiv pensando ad alcuni limiti sul suo utilizzo, ritenendo che correrci in maniera continuativa potesse non essere sostenibile, ma non è stato così.

Le precedenti esperienze con il carbonio nelle scarpe, hanno sollecitato le mie articolazioni…

Peso del runner

Posso tranquillamente affermare che per i runners con peso massimo attorno ai 70kg, la scarpa trova il suo range ideale di destinazione.

Affidatevi ad un negozio per la taglia esatta

Consiglio assolutamente di provare la scarpa presso i rivenditori NF prima dell’acquisto; infatti il tipo di tomaia avvolgente deve ben aderire al piede.

Per la The North Face Flight Vectiv una tomaia avvolgente

Una volta “cucito” la scarpa sul nostro piede, non dobbiamo preoccuparci del mezzo numero in più per paura che le dita spingano sul puntale. Sarà la tomaia stessa a tenere fermo il piede.

Non ho mai avuto il minimo problema in discesa, anzi il numero preciso di scarpa ha favorito il lavoro dei piedi sul terreno.

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Daniele Milano nasce una buona cinquantina di anni fa in Valle d’Aosta. Cresciuto con la montagna dentro, ha sempre vissuto la propria regione da sportivo. Lo sci alpino è stato lo sport giovanile a cui ha affiancato da adolescente l’atletica leggera. Nei primi anni 90 la passione per lo snowboard lo ha letteralmente travolto, sia come praticante che come giornalista. Coordinatore editoriale della rivista Snowboarder magazine e collaboratore per diverse testate sportive di settore ha poi seguito la direzione editoriale della testata Onboard magazine, affiancando sin dal lontano 2003 la gestione dell’Indianprk snowpark di Breuil- Cervinia. Oggi Daniele è maestro di snowboard e di telemark e dal 2015 segue 4running magazine, di cui è l’attuale direttore editoriale e responsabile per il canale web running. Corre da sempre, prima sul campo di atletica leggera vicino casa e poi tra prati e boschi della Valle d’Aosta. Dal 2005 vive un po’ a Milano con la propria famiglia, mentre in inverno si divide tra la piccola metropoli lombarda e Cervinia. “La corsa è il mio benessere interiore per stare meglio con gli altri”

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